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Orari di lavoro. Parliamo anche dei riposi non goduti

27 FEB - Egregio Direttore,
Le scrivo a proposito di vari articoli e lettere pubblicate con riferimento al deferimento dell’Italia da parte della Commissione Europea sull’orario di lavoro degli operatori sanitari del Ssn. Credo che sia necessario puntualizzare che la Commissione non ha espresso il parere motivato solamente per lo sforamento di 48 ore settimanali dei Dirigenti del Ssn ma anche per il non godimento dei riposi giornalieri di 11 ore consecutive, di tutte le professioni sanitarie.

Il parere motivato che la commissione europea ha espresso si focalizza su due punti:
1.       l’articolo 41,comma 13,del DL del 25 giugno 2008 n. 112 stabilisce che mediante contrattazione collettiva si assicura ai medici una “protezione appropriata” contro i rischi per la salute e la sicurezza invece di 11 ore consecutive di riposo giornaliero
2.       l’articolo 3,comma 85,della legge n.244/2007 ha introdotto nell’articolo 17 del DL n.66 dell’ 8 aprile 2003il comma 6-bis.Tale comma esclude il personale del ruolo sanitario del SSN dal diritto di undici ore consecutive del riposo giornaliero quale consacrato all’articolo 7 del DL n.66 dell’ 8 aprile 2003,facento nel contempo riferimento alle vigenti disposizioni contrattuali in materia di orario di lavoro.


Per tutti e due i punti la commissione ha constatato che non ci sia una garanzia che gli operatori sanitari del Ssn fruiscano di periodi di riposo compensativo  equivalenti al periodo di riposo giornaliero mancato, che seguano immediatamente il periodo lavorato rispetto al quale sono destinati ad assicurare il recupero di energie.

Recenti articoli pubblicati da Quotidiano Sanità dimostrano come le carenze organiche e il non godersi dei riposi adeguati da parte degli operatori sanitari (medici ed infermieri in primis) possono condurre a delle prestazioni scadenti e con il verificarsi di un evento avverso, per gli assistiti e per gli operatori, molto probabile.

La direttiva europea 2003/88/CE sull’orario di lavoro non fa distinzione delle professioni sanitarie, non  fa distinzione  della professione medica o della professione infermieristica. Non si capisce come mai gli articoli pubblicati nel sito QS si concentrano solamente alla Dirigenza medica, anche perché la petizione fatta alla commissione europea, la quale è stata accolta con il generarsi della messa in mora e della successiva espressione del parere motivato da parte della commissione, aveva come oggetto la violazione del diritto degli operatori sanitari del Ssn.

La commissione europea  è stata informata che sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri il numero della procedura 2011/4185 come titolo/oggetto non corrisponde a quello pubblicato sul sito della commissione europea stessa.

La prego di diffondere la mia lettera perché credo che sia importante a garantire i riposi adeguati a tutti i protagonisti della salute per poter operare con adeguatezza e soprattutto in sicurezza.

Konstantinos Lappas
Rappresentate del Lavoratori per La Sicurezza
Genova


27 febbraio 2014
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