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Trapianti e donazioni. Attività triplicata in 20 anni. E il Sud sta smettendo di opporsi


I donatori sono passati da 1.040 nel 2000 a 1.409 nel 2012, quelli utilizzati da 329 nel 1992 a 1.207 nel 2012 (erano 821 nel 2000). Al Sud diminuite significativamente le opposizioni dei familiari all'espianto. Ecco i dati  presentati per il lancio della Giornata della donazione di organi del 27 maggio.

24 MAG - Buone notizie per gli 8.731 italiani è in attesa di un trapianto. Le proiezioni per il 2012 in base ai dati del primo quadrimestre 2012 annunciano infatti un’attività in crescita rispetto al 2011: più donazioni, più donatori utilizzati, più trapianti, meno opposizioni all’espianto di organi da parte dei familiari delle persone decedute. In particolare, se il trend registrato tra gennaio e aprile sarà confermato, nel 2012 salirà a 23,2 il numero di donatori per milione di abitanti rispetto al 21,9 registrato nel 2011, e a 19,9 rispetto al precedente 18,4 il numero di donatori effettivamente utilizzati per milione di persone. Al contrario, scenderanno dal 28,7% al 26,6% le dichiarazioni di opposizione ai trapianti. In totale, se le proiezioni saranno confermate, il numero di trapianti raggiungerà quota 3.091 rispetto ai 2.948 dello scorso anno.
Questi i dati del Centro nazionale trapianti presentanti stamani al ministero della Salute in occasione del lancio della XV edizione della Giornata nazionale per la donazione e trapianto di organi e tessuti, in programma il 27 maggio, e della campagna 2012 di sensibilizzazione per la donazione.

Decessi con accertamento neurologico. Cresce l’attività nelle rianimazioni italiane dove, in base alle proiezioni, i decessi con accertamento neurologico sono passati da 2.271 nel 2011 (37,6 per milione di abitanti) a 2.317 nel 2012 (38,2). Il numero maggiore (che però dipende non solo dall’attività di accertamento ma anche dal numero di ricoveri nei reparti di rianimazione) si è registrato in Lombardia (374 accertamenti), seguita da Piemonte (259), Lazio (247) e Toscana (232). Gli accertamenti di decesso neurologico si fermano invece a 12 in Umbria, 27 in Basilicata, 39 in Calabria, 42 in Abruzzo.
A conferma del peso di ricoveri, c’è il fatto che calcolando il numero di decessi con accertamento neurologico per milioni di abitanti, la classifica delle regioni più virtuose cambia significativamente, assegnando, per il 2012, il primo posto ai reparti di rianimazione delle Marche (73,2), seguita dalla Toscana (61,9), dal Piemonte (58,2), dall’Emilia Romagna (51,7), dal Friuli Venezia Giulia (51,3) e dalla Basilicata (46,2), che recupera molte posizioni rispetto alla classifica dei numeri assoluti. Si confermano invece in fondo alla classifica Umbria (13,3), Calabria (19,5), che però fa meglio del della P.A. di Bolzano (11,9), della Campania (17,6). A zero piccole Regioni Valle d’Aosta e Molise.

Donatori. I più generosi sono gli emiliani. Sono 1.409 secondo le proiezioni del 2012 rispetto ai 1.319 del 2011, con un’incidenza di donatore per milione di abitanti cresciuto a 23,2 rispetto al 21,9 dello scorso anno.
I cittadini più generosi sono quelli del Friuli Venezia Giulia (36,6 donatori per milione di abitante), seguiti dagli emiliani (36,1) e dai Toscani (34,6). In fondo alla classifica, dopo Valle d’Aosta e Molise, con 0 donatori per milione di abitanti, Puglia e P.A. di Bolzano (5,9), poi Campania (9,3) e Umbria (10).

Donatori utilizzati. Sono passati da 1.113 a 1.207, pari a 19,9 per milione di abitanti nel 2012 rispetto a 18,4 nel 2011. Il dato più alto è delle Marche (46,2), che supera significativamente le altre Regioni, tanto che al secondo posto c’è l’Emilia Romagna con 32, poi il Friuli Venezia Giulia con 29,3, seguita dalla P.A. di Trento con 28,5 e dal Piemonte con 28,4.

Opposizioni. Il Sud sta imparando a non opporsi. Nella parte d’Italia dove arrivavano più “no” all'espianto da parte dei familiari dei pazienti deceduti, cresce la consapevolezza sull’importanza della donazione e la fiducia nel processo di espianto-trapianto. E anche se in alcune regioni le opposizioni restano numerose, si può comunque parlare di un successo per gli operatori dei centri trapianti di quelle aree. La percentuale di opposizioni è ad esempio diminuita di 20 punti in Basilicata, passando dal 64,3% del 2011 al 44,4% del 2012. Scesa dal 52,6% al 37,9% in Sicilia. Dal 25,5% al 15,4% in Calabria.
Cattive notizie, invece, dalla Liguria, dove le opposizioni hanno fatto un boom, crescendo addirittura di quasi 23 punti percentuali, dal 19,3% dello scorso anno al 42,1% del 2012.
In generale, le opposizioni stanno comunque diminuendo. A livello nazionale sono passate dal 28,7% al 26,26% nell’ultimo anno. Ad opporsi di meno sono i cittadini del Trentino Alto Adige, dell’Umbria, della Sardegna. Al di là della Liguria, ad opporsi di più restano comunque i cittadini del Sud, dove, Calabria esclusa, la percentuale di opposizione supera il 37%.

Trapianti e liste d’attesa. Come accennato, se le proiezioni dei primo quadrimestre dovessero essere confermate, a fine anno il numero di trapianti raggiungerà quota 3.091 rispetto ai 2.948 del 2011. Una buona notizia, quindi, per gli 8.731 pazienti iscritti nelle liste d’attesa al 31 dicembre 2011. Sono, in particolare, 6.542 le iscrizioni per ricevere un rene (per il rene ogni paziente può avere più di un’iscrizione). 1.000 in attesa di un fegato, 733 di un cuore, 382 di un trapianto di polmone, 236 di pancreas e 23 di intestino.

Rene. Lo scorso anno i trapianti di reni sono stati 1.541, su un totale di pazienti in lista di attesa pari a 8.652. I pazienti ancora in attesa al 31 dicembre 2011 sono 6.542. Oltre a chi ha avuto un trapianto, infatti, bisogna considerare i decessi avvenuti durante l’attesa (162), che per un trapianto di rene dura in media 2,8 anni. Altri 407 pazienti sono usciti dalla lista per altre cause non specificate dal Centro nazionale trapianti. Il tasso di mortalità dei pazienti che aspettano un rene è, quindi, dell’1,87%.

Fegato. Per quanto riguarda il fegato, i trapianti di nel 2011 sono stati 1.019 su un totale di pazienti in lista di attesa pari a 2.272. I pazienti ancora in lista d’attesa sono 1.000. I decessi avvenuti durante l’attesa sono stati 162, mentre 91 pazienti sono usciti per altre cause. L’attesa media per un trapianto di fegato è di 2,1 anni e il tasso di mortalità durante l’attesa è del 7,13%.

Cuore. Sono stati 278 i trapianti di cuore nel 2011 su un totale di pazienti in lista di attesa pari a 1.143. I pazienti ancora in lista d’attesa sono 733. I decessi avvenuti durante l’attesa sono stati 94, mentre 38 pazienti sono usciti per altre cause. L’attesa media in lista è di 2,5 anni e il tasso di mortalità durante l’attesa è dell’8,22%.

Polmone. Sono stati 120 i trapianti di polmone nel 2011 su un totale di 561 pazienti in lista di attesa. I pazienti ancora in lista d’attesa al 31 dicembre 2011 sono 382. I decessi avvenuti durante l’attesa sono stati 57, mentre 2 pazienti sono usciti per altre cause. L’attesa media in lista è di 3 anni e il tasso di mortalità durante l’attesa è del 10,2%.

Pancreas. Sono stati 58 i trapianti di pancreas nel 2011 su un totale di 306 pazienti in lista di attesa. I pazienti ancora in lista d’attesa al 31 dicembre 2011 sono 236. I decessi avvenuti durante l’attesa sono stati 3, mentre 9 pazienti sono usciti per altre cause. L’attesa media in lista è di 3,5 anni e il tasso di mortalità durante l’attesa è dello 0,98%.
 

24 maggio 2012
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