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Bambini vittime di guerra. Save the children: “Il rischio non è soltanto morire”


Si stima che 1 bambino su 5 viva in aree interessate da un conflitto (Gaza, Ucraina, Siria…). Per loro non c’è solo il rischio di morire o rimanere feriti, ma di soffrire la fame e il freddo, di subire violenze sessuali e di essere costretti a combattere. In caso di sopravvivenza, traumi psicologici con cui fare i conti per tutta la vita. Vita compromessa anche dalla perdita di interi anni di scuola. Save the Children: “La comunità internazionale non può restare in silenzio”.

26 FEB - Gaza, Ucraina, Siria, Yemen, Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, sono solo alcuni dei diversi Paesi del mondo interessati da conflitti e guerre. Luoghi in cui i bambini sono sotto attacco, vittime innocenti della guerra: 1 su 5, a livello globale, vive in aree interessate da un conflitto. Oltre 468 milioni di bambini, secondo le stime di Save the Children. Lo scorso anno, si è registrata una media di 22 minori al giorno mutilati o privati della vita. Alcuni non hanno conosciuto altro che violenze o campi profughi, da quando sono nati. Per molti di loro gli effetti della guerra sono devastanti: questi bambini hanno bisogno di essere protetti dalle ferite fisiche ed emotive che inevitabilmente riportano.

Perché “quando scoppia e imperversa una guerra – sottolinea la onlus - i più piccoli non solo rischiano di morire ma anche di soffrire la fame, il freddo e altre conseguenze del conflitto che nessun bambino al mondo dovrebbe mai conoscere”.

Ecco quali sono i principali pericoli a cui sono esposti:

1. Morire o rimanere feriti. “Ad oggi tantissimi bambini hanno perso la vita a causa dell’assurdità della guerra. I bambini che invece rimangono feriti, hanno bisogno di cure mediche specifiche e immediate e purtroppo non sono sempre disponibili. Il loro corpo è infatti più delicato rispetto a quello degli adulti e va dunque assistito subito; basta un colpo, anche lieve, per creare danni molto gravi”.

2. Soffrire la fame e il freddo. “La guerra blocca l’accesso a ogni tipo di bene primario nei Paesi colpiti. La malnutrizione, data dalla mancanza di cibo nutriente sufficiente, è dietro l’angolo. Un bambino malnutrito è maggiormente esposto al rischio di contrarre malattie a causa del suo stato di saluto precario. Le temperature invernali inoltre mettono in serio pericolo la vita di centinaia di migliaia i bambini, che se non muoiono per le bombe, rischiano di morire di freddo. In guerra si fugge, portando con sé il minimo indispensabile, cercando un rifugio che spesso non si trova: rimanere esposti al freddo invernale è un pericolo che può portare a malattie o alla morte”.

3. Traumi psicologici di lungo periodo. “Sopravvivere è solo l'inizio per i bambini che vivono in paesi in guerra. L’esposizione esclusiva, prolungata e costante a eventi violenti e l’assenza di tregua emotiva azzerano la speranza nei bambini e nelle bambine i/le quali non vedono un futuro. L’impatto psicologico è devastante e si mostra quotidianamente con sintomi di depressione, ansia, atti di autolesionismo e tendenze suicide. Anche se si sopravvive la guerra lascia il segno”.

4. Perdere interi anni di scuola. “In guerra le strutture scolastiche non sono sicure e purtroppo vengono anche bombardate e distrutte. Inoltre, anche se intatte, la mancanza di sicurezza, di personale scolastico o l’impossibilità di affrontare i costi scolastici tengono i minori lontani dalla scuola. Questo vuol dire compromettere irrimediabilmente il loro futuro”.

5. Violenze di genere, sessuali e reclutamento in forze armate. “Le ragazze sono maggiormente esposte al rischio di violenza di genere e sfruttamento. I ragazzi, invece, sono più spesso soggetti a reclutamento forzato ma anche a violenza sessuale, stress ed eventi traumatici”.

Durante le emergenze “i bambini sono i più vulnerabili e indifesi”, ribadisce Save The Children che ha lanciato una petizione per dire Stop a ogni conflitto: “Ogni guerra è una guerra contro bambini e bambine: diciamo stop alla guerra, in Ucraina, a Gaza e a tutte le guerre nel mondo, che continuano a ferire i più indifesi. I bambini devono essere protetti dalla violenza e dalla devastazione dei conflitti armati”.

Ogni giorno circa 29 mila bambini sono costretti a lasciare le loro case nei maggiori scenari di crisi mondiali. Fuggendo dalle guerre perdono tutto, perdono un luogo sicuro in cui crescere e diritto di vivere un'infanzia serena”.

“In situazioni di guerra – incalza la Onlus -, tutte le parti in conflitto devono garantire la sicurezza e il benessere dei bambini e astenersi dal prenderli di mira o usarli come armi da guerra. La comunità internazionale non può restare in silenzio mentre i bambini vengono mutilati e uccisi. Ha l'obbligo morale di reagire immediatamente, poiché le continue violazioni contro le bambine e i bambini avranno conseguenze di vasta portata per le generazioni future, che cercheranno di raccogliere i cocci delle guerre di oggi”.

26 febbraio 2024
© Riproduzione riservata

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