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Autonomia differenziata. Oggi vertice di Governo: “Non si vuole dividere Paese”. Ma la Campania resta nettamente contraria: “Si vuole danneggiare il Sud”


Incontro oggi tra i Ministri Calderoli, Fitto, Tajani e Salvini con il presidente del Consiglio Meloni per fare il punto dopo l’incontro di ieri con le Regioni. Dall’Esecutivo si è chiarita che la linea sarà quella di un percorso comune su autonomia, presidenzialismo e Roma Capitale. Ma l’idea continua a non convincere le Regioni del Sud con la Campania capofila.

18 NOV -

“Abbiamo condiviso la strada e il percorso sia sull'autonomia sia sul presidenzialismo sia su Roma Capitale. Una è una legge costituzionale e una legge ordinaria ma ragionevolmente i tempi che porteranno alla definizione credo saranno molto simili. Stiamo scrivendo la norma: devo ancora sentire sei governatori giovedì prossimo. Per ora raccolgo le richieste di tutti e poi produco. L'autonomia è nel nostro programma di governo, contiamo di farla”. Così il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, lasciando Montecitorio dopo il vertice con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani.

“Sono convinto che dopo 21 anni in cui c'è la previsione che lo Stato definisca i livelli essenziali delle prestazioni, questo governo e questa legislatura arriverà alla definizione di tutti i livelli – ha evidenziato Calderoli - . L'incontro con le Regioni è stato fatto proprio per evidenziare le loro esigenze. E qualunque tipo di rischio verrà superato e messo un paracadute per tutti. Nessuno intendere svaporare nessuno. Quando ci sarà un testo che avrà un testo con il recepito delle loro richieste quando non siano strumentali, credo che questi timori spariranno”.

“E' evidente che non ci sarà nessun provvedimento che, come viene raccontato, punta a dividere il Paese”, ha dichiarato il ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto. “Anzi, è esattamente il contrario".

"Noi – ha aggiunto - ci muoveremo nell'ambito della Costituzione. Le polemiche che vengono fatte a me appaiono molto strumentali. Gli articoli della Costituzione che regoleranno l'approvazione di questo provvedimento sono noti a tutti: mi piace sottolineare il 119, dove si parla di riequilibrio e coesione”.

In Italia, prosegue, "c'è un dibattito surreale: l'autonomia dividerebbe il Paese e creerebbe delle difficoltà. Perché oggi il Paese non ha queste differenze clamorose? Io penso che sia una polemica strumentale e che bisogna lavorare per trovare un punto di equilibrio e accompagnare una riforma che possa rafforzare l'unità del Paese e far compiere passi avanti a delle regioni che oggi, senza autonomia, sono decisamente indietro”.

"E' andato molto bene", ha affermato il vicepremier Matteo Salvini.

“Un ulteriore e importante passo avanti nel percorso che ci deve portare all'attuazione dell'Autonomia. E dico `deve´ perché non ci sono dubbi che questo obiettivo debba essere raggiunto senza perdite di tempo o tentativi mirati solo ed esclusivamente a rallentarne l'iter. Innanzitutto nel rispetto della Costituzione e, anche, cosa per noi fondamentale, per dar seguito alla volontà degli elettori della Lombardia e del Veneto che hanno richiesto l'Autonomia con il referendum del 2017”, ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana commentando il vertice di Governo.

Secondo Fontana, “bisogna proseguire in maniera spedita, senza indugi, facendo coincidere tutti i passaggi legislativi e amministrativi necessari per arrivare al traguardo”.

“Ottime notizie arrivano dall'incontro di oggi. Un'occasione in più per sperare che il percorso per l'autonomia prenda corpo con questa maggioranza, l'unica che sta dimostrando fin dal primo giorno di mantener fede agli impegni, introducendo il progetto dell'autonomia definitivamente nel programma di Governo e affrontando di petto la questione”. Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha commentato così l'incontro di oggi.

“Dall'incontro di oggi emerge che c'è sintonia nel portare avanti il progetto dell'autonomia; nessuno interpreta questo percorso come la secessione dei ricchi né tantomeno intende lasciar indietro qualcun altro. È pur vero che la visione di uno Stato moderno non prescinde dal doveroso impegno di assumersi responsabilità, il che fa rima con autonomia e con federalismo – ha proseguito Zaia -. Da parte del Veneto c'è piena disponibilità a ragionare sulla legge di attuazione, in maniera costruttiva e propositiva. Nella speranza che anche tutti coloro che hanno ancora perplessità lo facciano in maniera costruttiva, perché dire `no´ a priori all'autonomia vuol dire disconoscere la Costituzione. L'autonomia è la Costituzione, chi è contro di essa è contro la carta costituzionale”.

“La Campania ha riavviato una battaglia già aperta da anni contro l'idea devastante di autonomia differenziata delle Regioni. Una battaglia riavviata dopo che Calderoli ha presentato una bozza del suo decreto sull'autonomia e che stavolta ha visto un grande interesse anche di altre Regioni meridionali, non solo rispetto ai rilievi critici espressi dalla Regione Campania”, ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nella sua rubrica del venerdì su Facebook.

“Mentre in passato eravamo da soli - ha aggiunto - a fare questa battaglia, oggi vedo che il fronte si è allargato. L'unità nazionale è un bene sacro e inviolabile”.

De Luca è tornato sui tre motivi principali per cui rigetta la bozza del decreto sull'autonomia regionale presentato dal ministro Roberto Calderoli in conferenza Stato-Regioni. “Immaginano - ha detto De Luca - di avviare un percorso di nuova autonomia differenziata nelle Regioni in modo da danneggiare ulteriormente il Sud. Possiamo ragionare di decentramento di poteri partendo dalla distribuzione di risorse che ha visto penalizzato drammaticamente il sud, quindi prima bisogna decidere i Livelli Essenziali Prestazioni (Lep), cioè decidere come fare le prestazioni in maniera identica in tutto il Paese, definendo i costi standard dei servizi. È ridicolo andare avanti senza aver deciso prima quali sono i Lep da garantire da Nord a Sud”.

Il governatore ha poi sottolineato che “alcune Regioni in questo decreto puntano al residuo fiscale, pensando di far rimanere nelle Regioni una parte delle entrate statali che maturano nel territorio. Ad esempio l'Iva nella Regione X resta per il 10% dove prodotta, questo significa che chi ha una base imponibile più forte riceve più soldi e continua a rafforzarsi. Poi c'è l'idea di divisione dell'Italia nel mondo della scuola e del personale sanitario, pensando contratti regionali integrativi per chi lavora in questi settori. Questo significherebbe spezzare il piano nazionale: se pensiamo a contratti regionali si avvierebbe un altro processo di mobilità da Sud a Nord se garantisci loro 2000 euro in più. Questi sono i nostri motivi di insostenibilità della bozza del disegno di legge che ci è stato presentato da Calderoli”.



18 novembre 2022
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