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Formazione Medici di famiglia. Fimmg: “Numero domande superiore alle borse di studio, bel segnale”


Scotti: “Questa inattesa inversione della tendenza degli scorsi anni deve avere supporto per una carriera che in questo periodo subisce continui attacchi, è travolta da una burocrazia anche informatica inarrestabile, schiacciata dalla necessità di assistere una popolazione sempre più anziana e portatrice di malattie croniche in assenza d’investimenti in termini di personale e tecnologie

17 OTT -

Si sono appena chiusi i termini per la presentazione della domanda di partecipazione al Concorso per il Corso di formazione specifica in medicina generale per il triennio 2023-2026.

I dati che arrivano dalle regioni indicano il rinascere d’interesse nei medici per il percorso che porta all’acquisizione del titolo per poter fare il medico di medicina generale, con un numero di domande in molte regioni quasi doppio rispetto ai posti disponibili.

“Le domande presentate sono di gran lunga superiori alle borse di studio messe a disposizione come avevamo sperato facendo comunicati e appelli alla partecipazione al Concorso. Questa inattesa inversione della tendenza degli scorsi anni - dichiara il Segretario generale della Fimmg Silvestro Scotti - deve avere supporto per una carriera che in questo periodo subisce continui attacchi, è travolta da una burocrazia anche informatica inarrestabile, schiacciata dalla necessità di assistere una popolazione sempre più anziana e portatrice di malattie croniche in assenza d’investimenti in termini di personale e tecnologie. Sugli investimenti sentiamo parlare di aumenti nella prossima manovra per i professionisti della Sanità, ma si parla sempre e solo di comparto; credo che qualcuno debba chiarire che i medici convenzionati avranno pari attenzione.

La Legge di Bilancio ha il dovere morale di rispondere a questi professionisti che hanno puntato tutto sul “sogno” di una medicina generale che nei prossimi anni si trasformi ed evolva come propone la Fimmg.

L’aspettativa è quella di poter lavorare in modalità associative all’interno di realtà territorialmente omogenee, con personale sanitario e amministrativo che condividano i percorsi di assistenza e cura con loro. Il contesto a cui aspirano è quello di poter fare un investimento sul loro lavoro, che venga riconosciuto in termini di organizzazione e risultati. Potersi dotare di tecnologie digitali che permettano la completezza dell’ipotesi diagnostica e l’assistenza di prossimità ed iniziativa e la stessa tecnologia gli faciliti l’integrazione con gli specialisti, l’ospedale favorisca il dialogo con il sistema sociale. È di molto interesse anche la proposta di rivedere il rapporto d’assistenza da medico per numero d’abitanti a medico per kmq.

Insomma, sperano nelle proposte che sono da sempre della Fimmg e che, a piccoli passi, si intravedono in questi ultimi tempi, grazie all’ascolto del ministro Schillaci e di parlamentari attenti e disponibili al confronto, per esempio, sulla compatibilità formazione-lavoro. Questo ha consentito, tra l’altro, di superare il vergognoso divario tra la borsa degli specializzandi e quelli dei medici in formazione in medicina generale e far entrare in un momento di crisi per i massicci pensionamenti forze nuove per assistere i cittadini. Rimane un punto fermo, per questi aspiranti medici di famiglia, la tradizionale caratteristica della medicina generale: il rapporto fiduciario con il cittadino e la possibilità di esercitarlo come libero professionista convenzionato con il servizio sanitario nazionale.

Rimane a noi, alla politica nazionale e alle regioni la responsabilità di non deluderli e trasformare il sogno nella realtà” conclude Silvestro Scotti.



17 ottobre 2023
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