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“Stop a barriere burocratiche per i professionisti stranieri”. L’appello al Governo di Amsi e Umem


Un esercito di professionisti della Sanità di origine straniera composto da 80 mila persone in Italia e 550 mila medici in Europa “merita più rispetto e coraggio nel garantire loro diritti ed i doveri”. Foad Aodi: “No a medici di seria A e medici di seria B in un momento di grave carenza di medici a livello mondiale”.

14 GEN - “Un esercito di professionisti della Sanità di origine straniera composto da 80 mila persone in Italia e 550 mila medici in Europa merita più rispetto e coraggio nel garantire loro diritti ed i doveri”. Così l'associazione medici di origine straniera in Italia (AMSI) e la Confederazione Internazionale-Unione Medica Euro Meditteranea (UMEM) lanciano il loro allarme per quanto concerne le barriere burocratiche imposte nei confronti dei professionisti della sanità di origine straniera in Italia e per il loro diritto all’esercizio della professione presso le strutture pubbliche tramite concorsi.
 
“Purtroppo – si legge in una nota - esiste ancora l'obbligo della cittadinanza per poter sostenere i concorsi pubblici da parte dei professionisti della sanità di origine straniera, nonostante si registri un’alta carenza di medici nelle strutture pubbliche e presso i centri di pronto soccorso. Il numero dei medici che lascia il SSN per la pensione o altri motivi è in aumento, e la situazione tenderà ad aggravarsi nei prossimi anni”.

 
“Ormai dal 2000  chiediamo e proponiamo una soluzione a questa problematica dei concorsi che colpisce i professionisti della sanità di origine straniera senza cittadinanza italiana,  senza nessuna valutazione della nostra proposta ,dichiara Foad Aodi Fondatore dell'AMSI e dell'UMEM e Consigliere dell'OMCEO di Roma dove coordina l'Area Rapporti Affari Esteri e Area Riabilitazione dell'OMCEO Roma , "consideriamo sempre che si parla di 80 mila professionisti di origine straniera in Italia(20 mila medici, 40 mila infermieri, 5000 fisioterapisti, 4000 Farmacisti, 1000 psicologi, 250 podologi, 250 logopedisti e ci sono anche tecnici di radiologia e di elettromiografia, diplomati Isef e  numerosi professionisti della sanità in attesa del riconoscimento della laurea ottenuta all'estero- secondo  nostre statistiche elaborate all'inizio di Gennaio 2019"
 
“La maggioranza dei professionisti della sanità di origine straniera esercita nelle strutture private proprio per l'impossibilità di sostenere i concorsi per mancanza della cittadinanza italiana”, continua Aodi dispiaciuto per questa divisione in base a doveri e diritti tra medici di seria A  e medici di seria B, ma sempre eguali nel pagare le tasse ,la quota d’iscrizione all'Ordine. Ma diseguali in assoluto nelle regole per i concorsi.
 
“Auspichiamo che il Governo Conte possa ascoltare e accettare le nostre proposte inerenti ai concorsi presso le strutture sanitarie pubbliche presentate tramite i due progetti: “La Buona Immigrazione” e” La Buona Sanità internazionale “, entrambi basati  sul rispetto del principio dei "Diritti e Doveri", su un’immigrazione programmata , con la concessione ai professionisti della sanità di origine straniera che esercitano in Italia da più di 5 anni con tutti i requisiti richiesti (iscrizione all’ordine, laurea, e specializzazione riconosciute ) di poter sostenere i concorsi pubblici, con l'impegno ,da parte loro, di fare  richiesta per ottenere  la cittadinanza italiana”.
 
“Consideriamo - continua Aodi - che negli ultimi 3 anni a numerosi concorsi non si è presentato il numero richiesto di medici specialisti, e a volte i concorsi rimangono senza partecipanti.  Inoltre va considerato che numerosi medici di origine straniera vengono assunti con un contratto a termine, con chiamata diretta e ben consci che, successivamente, perderanno il posto di lavoro quando verrà indetto il concorso“.
 
Infine tra le statistiche importanti presentate dall'Amsi e dall'UMEM , nell’arco del 2018, “ci dicono che sono giunte più di 500 richieste ed offerte di lavoro per medici stranieri  presso le strutture sanitarie pubbliche e private italiane ,con  un aumento del 35% di richieste da parte di medici italiani di poter esercitare all'estero e del 25% di professionisti della sanità di origine straniera di rientrare nei loro paesi di origine.
Invece in Europa ci sono più di 550 mila medici di origine straniera, di cui 450 mila esercitano la professione in modo stabile e 100 mila in mobilità. Numerosi paesi europei offrono condizioni economiche e burocratiche vantaggiose e più immediate per combattere il fenomeno della carenza dei medici , che sta diventando un preoccupante fenomeno mondiale, considerando anche le  richieste che arrivano all'Amsi dall'Europa,Sud America  ,dai paesi del Golfo e dalla stessa Italia”.

14 gennaio 2019
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