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Tracciare farmaci e dispositivi nei pazienti in ospedale

22 FEB - Gentile Direttore,
conoscere bene “le cose” è l’indispensabile prerequisito per agire. Da decenni, la sanità americana, obbliga a suddividere le spese di un reparto (es. farmaci e dispositivi) attribuendole ai vari pazienti, i quali poi girano il conto all’assicurazione (sperando che quest’ultima paghi). In Italia per fortuna la Sanità è pubblica; le spese di un ospedale vengono suddivise tra i vari reparti, responsabilizzandoli delle rispettive spese. Però la tracciabilità si ferma al reparto e non arriva al paziente.
 
La tecnologia ci sarebbe (molte penne ottiche in reparto collegate a un server informatico), però richiede un investimento notevole oltre ad ulteriori ore-persona dell’infermiere. Il “valore” di queste conoscenze sui consumi dei singoli pazienti giustifica l’investimento? Finora la risposta è stata negativa.
 
Le Direzioni degli ospedali pretendono però risposte particolareggiate sui consumi dei pazienti, senza tuttavia tener presente che il dato primario non c’è. Ciò purtroppo alimenta divagazioni fantasiose sia per quanto riguarda i quesiti che le Direzioni pongono riguardo ai consumi dei reparti sia per quanto riguarda le risposte, prive di prova, che talora i clinici propongono alle Direzioni per “giustificarsi”.

 
Molti anni fa è accaduto che, valutando solo la spesa e ignorando perfino di contare le pazienti trattate, si cominciò a disquisire sulla convenienza economica della protesi mammaria A rispetto alla B senza accorgersi che, a causa di un furto sistematico dagli armadi di reparto, il rapporto tra protesi consumate e pazienti trattate era 3 a 1.
 
Riassumendo, sono almeno 4 gli obiettivi prioritari da perseguire nel controllare la gestione dei reparti:
1) anzitutto, adottare una sistematicità di rilevazione che includa quindi il 100% delle spese e il 100% delle entrate (rimborsi DRG con relative tariffe), senza cui ciascuna analisi gestionale è esposta al rischio di incompletezza/inattendibilità;
2) nel mentre si auspica lo sviluppo di tecnologie che traccino i consumi dei pazienti, affidarsi quanto più possibile all’unico parametro oggi disponibile che “viaggia” in rapporto 1:1 con il paziente, ossia il DRG con relativa tariffa di rimborso;
3) maturare la massima consapevolezza dei limiti informativi dei DRG (limiti importanti che tuttavia non giustificano la rinuncia all’uso del parametro a scopo analitico-gestionale) ed evitare di “buttar via il bambino con l’acqua sporca”;
4) applicare, approfondire, interpretare al meglio il rapporto tra spesa vs rimborso DRG (es. “spesa per farmaci come percentuale dell’introito DRG”, “spesa per dispositivi come percentuale dell’introito DRG”) scomponendolo sia verticalmente per strutture macro (Regione), meso (ASL/AO), e micro (reparto) sia trasversalmente esaminando ad una ad una le principali discipline (es. Ortopedia, Nefrologia, Cardiochirurgia, etc etc) confrontate tra le differenti ASL/AO della medesima regione.
 
Queste analisi certamente riscontreranno, nel loro percorso comparativo, molte differenze di rilievo, che andranno studiate approfondite, interpretate. Spesso emergerà l’esigenza di introdurre correttivi riguardo alle differenti codifiche DRG tra ASL ed ASL o addirittura tra reparti analoghi della stessa ASL; in tal modo le differenze spurie si attenuano ed il dato si affina. Molte volte emergeranno differenze che le Direzioni fino ad allora non avevano colto, magari meritevoli di approfondimento. Soprattutto si comincerà finalmente a fare un po’ di benchmarking. Ad es., rispetto all’introito DRG, un reparto “tipico” di Emodialisi quanto spende in dispositivi? il 20%? Una Pediatria? il 10%? Una terapia intensiva? il 30%?
 
Tutto ciò rappresenta il punto di partenza per intraprendere un viaggio verso una maggiore conoscenza riguardo ai nostri stessi ospedali, nella profonda convinzione che la conoscenza sistematica sia il prerequisito per condurre analisi affidabili. Evitare di intraprendere questo viaggio significa rimanere confinati ai percorsi vigenti negli anni ’80. Resta inteso che, magari prima del 2025, le tecnologie di rilevazione paziente per paziente (anziché complessive l’intero reparto) saranno sperabilmente lo standard vigente in tutti gli ospedali.
 
Andrea Messori
Specialista in Farmacologia Applicata

22 febbraio 2020
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