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Il libro. La Casa per la Salute, un nuovo modello gestionale prendersi cura dei cittadini

di Giuseppe Imbalzano

La centralità del territorio, e la gestione integrata dei servizi, può migliorare in modo importante l’adeguatezza e l’utilizzo delle risorse costose e relativamente scarse che sono le strutture ospedaliere. Il pagamento a risultato può inoltre determinare un circolo virtuoso che ridurrà i costi determinati dalle prestazioni e dagli interventi non indispensabili. IL LIBRO

08 OTT - L’Italia ha fatto un deciso passo indietro in classifica alla luce della presentazione dell’indice dei consumatori 2012 EHCI (Euro Health Consumer Index). Il raffronto vede i Paesi Bassi al primo posto con 872/1000 punti, seguiti da Danimarca (822), Islanda (799), Lussemburgo (791) e Belgio (783). L’Italia si aggiudica 623 punti, retrocedendo dalla posizione 15 (2009) alla 21! Si trova quindi ora ai livelli di Grecia e Cipro. L’indice EHCI viene pubblicato dal 2005 dal think tank svedese Health Consumer Powerhouse (HCP).

Possiamo condividere o meno i parametri o la valutazione finale, la gestione dei meccanismi che sono oggetto della considerazione del sistema sanitario, ma è indispensabile tenerne conto. Questo EHCI (Euro Health Consumer Index) è la sintesi della valutazione globale del sistema sanitario nazionale, che in Italia è particolarmente articolato e vario, per offerta e qualità del servizio, con ampissime differenze tra i diversi sistemi sanitari regionali.

Non pretendiamo di fare diagnosi e terapia delle problematiche Italiane. Già nel precedente lavoro, Proposte per la Sanità del futuro, prendersi cura dei cittadini, abbiamo presentato numerose azioni di revisione e riordino delle attività e differenziazione di ruolo nel sistema. Qui proponiamo azioni che possono, a basso costo organizzativo, offrire risposte adeguate alle richieste, ridurre i costi e facilitare la soddisfazione dei bisogni di salute dei nostri cittadini/ malati/ utenti/ azionisti del servizio sanitario, approfondendo le modalità operative e di risposta di un contenitore particolarmente importante che è il territorio, nella gestione propria e nella interazione con i presidi ospedalieri.

Le potenzialità di salute che possono essere sviluppate dalle attività sanitarie territoriali non sono sfruttate nel modo più adeguato. E molte criticità, come servizio e per la propria salute, nascono dalla insufficiente attenzione che il cittadino riceve nel corso degli anni.

Abbiamo ripreso alcuni punti già accennati nel primo libro (in particolare l’organizzazione della assistenza primaria e della medicina generale integrata, il sistema informativo, la relazione con i servizi locali etc) e ne abbiamo introdotti altri (dai modelli di gestione delle attività sanitarie all’utilizzo dei farmaci e alla valutazione della assistenza del singolo, dalla salute mentale ai servizi di prevenzione e promozione della salute- dal consultorio familiare alla prevenzione e cura delle dipendenze etc), con la descrizione di esperienze realizzate, di azioni innovative o di individuazione di modalità percorribili che possano facilitare un migliore risultato di salute in un impianto di per sé con elevate potenzialità specifiche.
La architettura organizzativa proposta in questo secondo contributo ha cercato di approfondire nel merito azioni peculiari per la gestione dei servizi (territoriali e di integrazione ospedaliera) che possono essere messe in atto per semplificare e qualificare il sistema.

Propone un profondo cambiamento nei modelli gestionali (il Beyond Budgeting, la Gestione della conoscenza di Collison e Parcell, l’Hoshin Kanri etc) che possono facilitare operatività e risultati, garantendo un elevato livello culturale e professionale del sistema, modificando i meccanismi di finanziamento e retribuzione con una attenzione al risultato di salute e soddisfazione del singolo e della comunità. Le logiche delle indicazioni proposte tendono a favorire, come nel primo contributo, la semplificazione del sistema e un significativo risparmio finanziario, con facilitazione all’accesso ed eliminazione di barriere normative, mentali, fisiche ed economiche per i cittadini, qualunque sia la loro condizione o capacità, mantenendo o favorendo nel contempo qualità, tempestività ed efficacia del servizio offerto.

Le azioni di miglioramento sono strutturali e non finalizzate a semplici interventi temporanei o limitate ad azioni puntuali o specifiche. La malattia, naturalmente quella prevedibile o prevenibile, è identificata come una non conformità in un sistema di qualità. L’assistenza deve tendere al più elevato livello di qualità in qualsiasi condizione si trovi il cittadino o il malato.
La centralità del territorio, e la gestione integrata dei servizi, con sufficienti risorse umane e tecnologiche, può migliorare in modo importante l’adeguatezza e l’utilizzo delle risorse costose e relativamente scarse che sono le strutture ospedaliere. Il pagamento a risultato può determinare un circolo virtuoso che ridurrà i costi determinati dalle prestazioni e dagli interventi non indispensabili o francamente inutili.

Molto in sintesi
Sono state modificate alcune prospettive rispetto alla attuale organizzazione

- Non è orientato solo alla cura delle condizioni di malattia ma al benessere dei cittadini.

- Propone una semplificazione generale del sistema eliminando quanto non utile o indispensabile (anche nei settori amministrativo, tecnico ed organizzativo).

- Propone una revisione del ruolo delle strutture (il territorio diventa preponderante rispetto alla attività di assistenza ospedaliera) e della loro organizzazione.

- Prevede una diversa modalità di retribuzione (si indirizza il riconoscimento economico verso l'outcome e non verso l'output) e verso le prestazioni che effettivamente producono benessere e riducono la malattia.

- Tende alla ricerca di circoli virtuosi per il miglioramento dello stato di salute della popolazione.

- Viene identificato un sistema di valori prevalenti condiviso da tutte le componenti operative, sia pubbliche che private, che valuti lo stato di salute della comunità e del singolo (e consenta di premiare il risultato di benessere e non la cronicizzazione delle situazioni patologiche). 

- Il sistema viene valutato sulla condizione di Salute del singolo e della comunità e non sulle prestazioni erogate in caso di malattia.

- Viene proposta la revisione delle normative in essere per l'organizzazione dei servizi sanitari.

- Viene proposta la revisione delle normative generali per la difesa e protezione della Salute dei cittadini.

- Il medico di famiglia (General Practitioner) da Gatekeeper diventa Manager of Health modificando in modo sostanziale il proprio ruolo e la gestione della salute dei propri assistiti.

- Le modalità di pagamento premiano il risultato finale e non il numero di prestazioni eseguite.

- La filiera corta (in particolare sul territorio) riduce percorsi burocratici, tempi di esecuzione e costi in modo molto significativo.

- Tutti gli attori del sistema sanitario tendono verso la qualità del risultato.

- La persona è “presa in carico” per garantire il massimo risultato in termini di salute e benessere.

Obiettivo è la riduzione della gravità media delle condizioni di malattia e la riduzione del numero di malati in generale e dei pazienti cronici in particolare.

Una riflessione sul titolo del libro
Casa per la Salute e non Casa della Salute. Le Case della Salute hanno un compito prevalente di Cura della Malattia, come nelle Città della Salute, che sono strutture costruite per la Cura. Cambiare il nome non modifica i contenuti.  La Casa per la Salute ha obiettivi di Salute, tende a, promuove, individua comportamenti adeguati, ma è l’elemento soft che la qualifica con contenuti e obiettivi.
Sostituire una targa ma non gli strumenti soft non garantisce i risultati. E comunque possiamo solo tendere a, non averne certezza.

Giuseppe Imbalzano 

08 ottobre 2014
© Riproduzione riservata


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