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Farmaci. Eli Lilly: “Puntiamo sull’Italia, al via una nuova linea produttiva”

Si inaugura oggi nel polo di Sesto Fiorentino la seconda linea di nuovi farmaci biotech. In 3 anni previsti 190 nuovi posti di lavoro e un indotto di 6 mila addetti. In arrivo anche una nuova tranche di investimenti per una terza linea di insuline biotecnologiche da Dna ricombinante e dispositivi per i nuovi farmaci anti diabetici

12 GIU - Investire sull’Italia per farla diventare un centro di riferimento mondiale per la produzione di nuovi farmaci biotecnologici attualmente in fase di sviluppo.
È questa la parola d’ordine dell’azienda farmaceutica Eli Lilly che inaugura oggi nel polo produttivo di Sesto Fiorentino, uno dei più grandi poli biotech d’Europa, la seconda linea di produzione di insuline biotecnnologiche. Ma non solo, annuncia anche l’intenzione di continuare a puntare sul nostro Paese con una nuova tranche di investimenti che porteranno ad una terza linea di produzione di insuline e alla creazione di dispositivi per nuovi farmaci anti diabetici.
 
Una sfida ambiziosa questa annunciata oggi della multinazionale americana e un’occasione anche per confrontarsi con istituzioni e esponenti dell’industria farmaceutica - nel corso di un dibattito organizzato presso il Campus di Sesto fiorentino (vedi programma e diretta streaming) - sul valore rappresentato dal settore industriale farmaceutico.
 
In termini di capacità manifatturiera la sfida di Edi Lilly, si tradurrà in 230 milioni di cartucce di insulina prodotte entro il 2015, mentre sul fronte occupazionale, grazie a un investimento di ulteriori 70 milioni di euro (in totale si arriva a 400 milioni di euro investiti in 10 anni) determinerà, entro il 2017, la creazione di 190 nuovi posti di lavoro (dagli attuali 510 si arriverà a 700 posti di lavoro) per un indotto stimato in circa 6mila addetti.

 
“Lilly ha creduto nel sistema Italia e ha agito con lungimiranza, investendo nel nostro Paese – spiega Eric Baclet, Presidente e Amministratore Delegato Eli Lilly Italia – qui si sono create le condizioni giuste per cogliere opportunità che altrimenti sarebbero state dirottate in altri Paesi. La costruzione di una strategia di sistema è necessaria perché la competizione per gli investimenti internazionali avviene a livello globale”. I numeri dell’export sono infatti al rialzo, con percentuali che arrivano al 97% verso 54 Paesi nel mondo.
 
E non si tratta solo della realizzazione di un impianto produttivo all’avanguardia, aggiunge Baclet: “ma è molto, molto di più”. Gli investimenti nel nostro Paese hanno, infatti, un significativo impatto sullo sviluppo del territorio in termini di tasse, esportazioni, attrazione di investimenti.
Basti pensare che Cina, Usa e Francia hanno attivato con le aziende italiane che hanno collaborato con Lilly Italia contratti per un valore di circa 30 milioni di euro. Mentre nel 2013, il Pil attivato dall’azienda farmaceutica nel sistema economico italiano è stato di circa 700 milioni di euro, 400 milioni nella sola Toscana. Con potenzialità di crescita: si calcola infatti che nel 2018 il valore crescerà a 950 milioni di euro in Italia e a quasi 600 milioni in Toscana. Con benefici anche per l’erario: a livello nazionale sono stati versati 150 milioni di euro, circa 90 mln in toscana, e si prevede, entro il 2018, un incremento a 140 milioni in Toscana e 230 milioni in Italia.
 
“È importante avere delle aziende bene integrate con il territorio in quanto creano creando valore aggiunto e ricchezza diffusa –  afferma Stefano Casini Benvenuti, Direttore Generale dell’Istituto regionale programmazione economica della Toscana (Irpet) – da una ricerca che abbiamo condotto è emerso che Eli Lilly rappresenta infatti il 30% del totale dell’export farmaceutico toscano, uno dei settori in controtendenza con il complesso delle esportazione farmaceutiche della Toscana. E si calcola che per ogni posto di lavoro in Lilly se ne creino altri 5 nell’indotto, moltiplicatore che nel 2018 salirà a 6,3”.
 
Il piano di espansione del sito manifatturiero non si ferma qui,è infatti previsto l’impianto di una terza linea di insuline biotecnologiche da Dna ricombinante, e una linea per la produzione di dispositivi per la somministrazione di nuovi farmaci antidiabetici.
Con la terza linea, che sarà operativa entro il 2015, lo stabilimento italiano produrrà a regime 230 milioni di cartucce di insulina l’anno, oltre a 45 milioni di penne per l’insulina e 16,5 milioni di dispositivi per nuove terapie anti diabetiche.

12 giugno 2014
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