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Dispositivi medici. Nel mirino Antitrust tre multinazionali per condotte ostruzionistiche sulla manutenzione. Istruttoria avviata dopo denuncia di azienda italiana 

L'AGCM è intervenuta su segnalazione di Althea Group che ha denunciato le condotte ostruzionistiche di GE, Siemens e Philips per ostacolare l'ingresso nel mercato italiano dei servizi di manutenzione per i dispositivi di diagnostica per immagini di loro produzione da parte di manutentori indipendenti.  L'ISTRUTTORIA SUI DISPOSITIVI MEDICI.

21 FEB - L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha annunciato, nella giornata di lunedì 19 febbraio, l'avvio di un'istruttoria nei confronti di tre multinazionali GE Medical Systems Italia S.p.A., e delle sue controllanti GE Healthcare Italia S.r.l. e GE Italia Holding S.r.l, di Siemens Healthcare S.r.l., e della sua controllante Siemens Healthineers Holding III B.V., di Philips S.p.A., e delle sue controllanti Philips SAECO S.p.A e Koninklijke Philips N.V., per accertare l'esistenza di possibili violazioni della concorrenza nel mercato della manutenzione dei dispositivi medici e diagnostica per immagini poste in essere quanto meno a partire dal 2016. Il procedimento dovrà concludersi entro il 30 aprile 2019.
 
L'AGCM è intervenuta su segnalazione di Althea Group, operatore italiano attivo a livello mondiale nell’erogazione di servizi integrati di gestione e di manutenzione di dispositivi medici, che ha denunciato le condotte ostruzionistiche poste in essere da GE, Siemens e Philips volte ad ostacolare l'ingresso nel mercato italiano dei servizi di manutenzione per i dispositivi di diagnostica per immagini di loro produzione da parte di manutentori indipendenti (Third Party Maintainers – TPM), tra cui lo stesso segnalante.

 
Le condotte denunciate sono sostanzialmente tre, tutte riconducibili a diverse fattispecie di abuso di posizione dominante: mancato accesso ai software di protezione, alle chiavi service e ai manuali service delle macchine, rifiuto o ritardo nel fornire pezzi di ricambio originali, con il risultato di impedire lo svolgimento efficiente e tempestivo delle operazioni, infine tramite l'adozione di strategie mirate a dissuadere i clienti dall’installare pezzi di ricambio non originali, e attività diffamatorie volte a screditare l’operato dei manutentori indipendenti. Le condotte denunciate sembrerebbero idonee a ritardare lo sviluppo di un mercato della manutenzione fino ad oggi sostanzialmente chiuso a qualsiasi confronto competitivo.
 
Il provvedimento dell’Autorità evidenzia, tra le altre cose, che tali condotte potrebbero precludere la possibilità di risparmi alle strutture sanitarie, in particolare al servizio sanitario nazionale, e che l’apertura al mercato di servizi di manutenzione anche ai soggetti indipendenti dai principali produttori potrebbe essere al contrario idonea a produrre significativi risparmi. 

Secondo quanto scrive l'Antitrust nella delibera di avvio dell'istruttoira "le condotte denunciate appaiono idonee a configurare fattispecie di abuso di posizione dominante ai sensi della disciplina antitrust che interessano mercati nazionali i quali, per definizione, costituiscono una parte sostanziale del mercato europeo.
In ragione della circostanza per cui i comportamenti contestati sono potenzialmente idonei ad ostacolare significativamente l’ingresso e l’operatività di concorrenti attuali e potenziali, anche esteri, nell’erogazione della manutenzione sui dispositivi di diagnostica per immagini in Italia, appaiono per ciascuna società parte del presente procedimento suscettibili di arrecare pregiudizio al commercio tra Stati membri e, pertanto, sembrano poter integrare gli estremi di infrazioni dell’articolo 102 del TFUE (il Trattato sul commercio tra Stati membri)".


21 febbraio 2018
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