Quotidiano on line
di informazione sanitaria
28 NOVEMBRE 2021
Governo e Parlamento
segui quotidianosanita.it

Manovra. I dubbi della Corte dei conti sulle misure per il personale: “Norma presenta ambiguità”


Audizione della magistratura contabile sulla Legge di Bilancio che evidenzia anche come gli aumenti previsti “attenuano ma non interrompono la discesa della spesa sanitaria rispetto al Pil”. Su proroga misure per recupero liste d’attesa: “Una scelta condivisibile, ma richiederà un attento monitoraggio delle soluzioni che consentirà di attivare”. E su tetti di spesa farmaceutica: “Sbagliato slegare l'aggiornamento dei tetti rispetto al saldo del payback da parte dell'aziende". TESTO AUDIZIONE

24 NOV - “Le risorse destinate alla sanità costituiscono il 16,2 per cento della maggiore spesa prevista con la manovra finanziaria. Come era già emerso nell’aggiornamento della NaDEF lo scorso settembre, dopo il picco del 2021 in quota di Pil la spesa sanitaria è prevista scendere nei prossimi anni, riportandosi in linea con i livelli pre-crisi. La revisione in aumento dell’importo del fabbisogno sanitario nazionale standard a cui contribuisce lo Stato attenua tale flessione, ma non la interrompe”.  È quanto sottolinea la Corte dei conti nella sua audizione sulla Legge di Bilancio 2022 presso le Commissioni riunite Bilancio di Senato della Repubblica e Camera dei Deputati.
 
Ma non solo la Corte si concentra anche su tutte le misure previste per la sanità. A partire da quelle per la stabilizzazione del personale dove non manca di rilevare alcune criticità
 
“Una misura di rilievo – si legge nel testo - è quella che punta a valorizzare la professionalità acquisita dal personale che ha prestato servizio anche durante l’emergenza al fine di rafforzare i servizi sanitari regionali e di proseguire nel recupero delle prestazioni assistenziali non erogate durante la pandemia (articolo 92). La norma sembra presentare alcune ambiguità che possono incidere sulla sua attuazione. Da un lato, essa riconduce la dimensione dell’intervento all’interno della dinamica per l’incremento della spesa di personale prevista dall’articolo 11, comma 1, del d.l. 35/2019. Tale incremento è inoltre subordinato all’adozione di una metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale. Si tratta di scelte che mirano opportunamente ad evitare che, invece di intervenire su esigenze effettive, si riapra una stagione di assunzioni generalizzate”.

 
Dall’altro la Corte rileva che “richiamando la relazione tecnica l’impatto potenziale di tali disposizioni (e valutandolo in circa 690 milioni nel 2022 - in prevalenza posizioni temporanee – e in 625 milioni nel 2023 quando sarebbero prevalentemente a tempo indeterminato), sembrano prefigurarsi ben maggiori spazi di ricorso a nuovo personale al di sopra dei vincoli in precedenza richiamati. Va poi considerato che la distribuzione tra Regioni dei contratti a tempo determinato e dell’impiego di specializzandi presenta notevoli diversità in relazione alle diverse scelte operate durante l’emergenza. Nelle Regioni più solide dal punto di vista dei conti economici sono state sin da subito maggiori le stabilizzazioni dei rapporti di lavoro e minori i ricorsi a posizioni temporanee”.
 
Nella sua audizione la Corte affronta anche la norma per le assunzioni per il territorio. “L’articolo 93 integra il finanziamento già previsto a valere sul d.l. 34/2020 e il PNRR per dare attuazione alla Riforma dell’assistenza territoriale, consentendo il reclutamento del personale medico e infermieristico aggiuntivo necessario. Si ricorda in proposito come l’esperienza acquisita a fronte della crisi ha reso evidenti il rilievo delle difficoltà incontrate nel reperimento di tale personale. Difficoltà che eccedono quelle di una adeguata copertura finanziaria e che richiederebbero una attenta valutazione del fabbisogno formativo nei prossimi anni”.
 
Altra questione è quella sulla proroga delle misure per il recupero delle liste d’attesa in cui evidenzia che “la riproposizione (articolo 94) delle misure già attivate nell’ultimo anno rappresenta pertanto una scelta condivisibile, ma richiederà un attento monitoraggio delle soluzioni che consentirà di attivare”.
 
Ampio spazio dedicato anche alle misure per la farmaceutica. “Con gli articoli 96 e 97 – evidenzia la Corte - si modifica il sistema dei tetti della spesa farmaceutica e per i dispositivi medici. Per il 2022, fermo il limite della convenzionata al 7 per cento (come nel 2021), il tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti è rideterminato nella misura del 8 per cento (rispetto al 7,65 per cento del 2021). La modifica, se amplia i margini di spesa per tale tipologia, incide anche sulla dimensione degli sfondamenti e, per questa via, sul contributo richiesto alle imprese farmaceutiche per il payback (pari al 50 per cento della spesa eccedente il limite). Guardando ai risultati del primo semestre 2021, pur confermandosi in quasi tutte le Regioni un livello di spesa al di sopra del limite, lo scostamento complessivo si sarebbe ridotto sensibilmente (da 1,7 miliardi a circa 1,3 milioni su base semestrale) con un conseguente ridimensionamento del payback. Va poi considerato che già nel 2021 la crescita del tetto dal 6,69 al 7,65 per cento ha prodotto un ridimensionamento del superamento del tetto prefissato da 2,9 miliardi a 1,7. Ciò mentre la quota del fondo sanitario nazionale destinata ad acquisti diretti si è confermata su livelli superiori al 9 per cento (9,4 per cento nel 2021 e 9,3 per cento nel 2020)”.
 
“Come osservato lo scorso anno – prosegue - , se il ricorso a tetti di spesa ha prodotto anche nel recente passato distorsioni e conseguenze negative sulle scelte degli operatori, nonché un prolungato contenzioso, la conferma dei trend di spesa e il permanere di forti differenze tra Regioni e aree nei consumi richiedono una attenta valutazione degli effetti associati alla norma, anche sotto il profilo delle entrate nette regionali, e spingono ad una riconsiderazione complessiva del meccanismo. Particolare rilievo nel processo di revisione del sistema assume poi il graduale riassorbimento del contenzioso e il monitoraggio del rispetto degli obblighi di copertura degli importi dovuti dalle aziende farmaceutiche. Sotto questo profilo deve essere sottolineato come l’eliminazione nel disegno di legge di bilancio 2022 della previsione normativa che condizionava l’aggiornamento dei tetti all’integrale pagamento, da parte delle aziende farmaceutiche, degli oneri per il ripiano degli sfondamenti, a partire da quelli verificati nel 2019, desta qualche perplessità”.
 
La Corte analizza infine le due disposizioni una volta ad introdurre una specifica indennità per il personale della dirigenza medica e del comparto che presta servizio presso i pronto soccorso e l’altra che proroga le Unità speciali di continuità assistenziale.
 
“La prima disposizione – rimarca - mira ad affrontare le difficoltà non solo di trovare personale per le unità di emergenza, ma anche ad incidere sulle scelte del mondo della formazione. La proroga delle Usca, oltre a rappresentare una opportuna conferma a fronte del permanere dell’emergenza sanitaria, costituisce una soluzione ponte in attesa della piena operatività della riforma dell’assistenza territoriale. Il finanziamento di entrambe le disposizioni è ricompreso nel fabbisogno nazionale standard”.
 
E poi sull’edilizia sanitaria: “Crescono infine di 2 miliardi le risorse per il finanziamento del programma pluriennale di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico (articolo 20 della legge 67/88), da ripartire sulla base della composizione percentuale del fabbisogno sanitario regionale corrente previsto per l'anno 2021 e da destinare prioritariamente alla sottoscrizione di accordi con le Regioni che abbiano esaurito le disponibilità. Va al riguardo osservato che la relazione tecnica prevede l’utilizzo delle somme stanziate pressoché totalmente a partire dal 2026, successivamente quindi alla conclusione degli interventi previsti dal PNRR”.

24 novembre 2021
© Riproduzione riservata

Allegati:

spacer Testo audizione

Altri articoli in Governo e Parlamento

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente e AD
Vincenzo Coluccia

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy