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Lo Smi presenta un documento di proposte sulla sanità al M5S


Una vertenza nazionale per la sicurezza dei medici, riforma degli strumenti normativi e potenziamento del 118. Sono solo alcuni dei punti, in tutto undici, contenuti nel documento che il segretario generale Pina Onotri ha presentato all’incontro con Giulia Grillo, componente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Il sindacato sottolinea che quello di oggi "è il primo di una serie di incontri con i partiti per discutere di sanità e cambiamento". LE PROPOSTE IN SINTESI.

04 OTT - “Una sanità ostaggio delle Regioni, senza una programmazione nazionale, compressa da tagli lineari e dall’assenza di risposte adeguate alla mutata domanda di salute”. È la descrizione che Pina Onotri, segretario generale del Sindacato dei Medici Italiani-Smi, delinea poche ore prima di discutere con Giulia Grillo, componente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, di una possibile riforma del Ssn.
 
Per Onotri l’attuale impostazione del sistema “marginalizza i medici, costretti sempre più a operare tra precariato e attività improprie e burocratiche, e che riduce la qualità dei servizi ai cittadini”. La riunione di oggi inaugura un calendario di incontri con i partiti, che Smi ha organizzato "affinché - ha aggiunto Onotri - si rimetta la sanità nell’agenda politica del Paese".


Abbiamo consegnato un documento di proposte - ha continua Onotri - per rilanciare la nostra sanità pubblica. Chi si candida a guidare il Paese deve confrontarsi con la realtà di base, con chi sta in prima linea nelle corsie, negli ambulatori, nelle ambulanze. Vogliamo che si ridia centralità al diritto alla salute, al principio di universalità e di uguaglianza, sancito dalla Costituzione”.
 
Il segretario generale Smi ha sottolineato poi le richieste che il Sindacato intende avanzare: “chiediamo che dal parlamento parta la spinta per una grande riforma delle cure primarie, dell'emergenza-urgenza, del territorio e dell'ospedalità. Per un nuovo ed efficace sistema, con al centro il cittadino e con una organizzazione dei servizi sottratta agli sprechi e riaffidata ai medici”.


Il documento in sintesi, punto per punto
Nel documento il Sindacato chiede “una vertenza nazionale per la sicurezza per i medici dirigenti e convenzionati”, alla luce degli ultimi fatti di cronaca che raccontano di aggressioni ai medici, soprattutto nelle sedi di guardia medica, nel Pronto Soccorso, nel 118, ma anche nelle corsie di ospedali.
La seconda proposta riguarda le “risorse per il rinnovo degli accordi lavoro, per contratti e convenzioni”. Smi dice “basta al blocco dei salari. Sì ad incrementi per i medici dirigenti e alla rivalutazione della quota capitaria e dei beni e servizi messi a disposizione dai medici di medicina generale”. Ancora chiedono una “riforma degli strumenti normativi: contratto unico, accesso unico, tempo pieno. Per tutti i medici operanti nel Ssn”. Quarto punto: “programmazione fabbisogni personale medico”, con un adeguamento dei posti della formazione post laurea al numero dei lauretai.
 

La proposta numero cinque riguarda “precariato e disoccupazione dei giovani medici”. Per il Sindacato “è’ impensabile allungare ancora di più l’età pensionabile in generale, e per le donne in particolare”. Attenzione anche agli “investimenti strategici: con fondi adeguati, la spesa in sanità è un presidio produttivo che crea ricchezza in termini di salute e di occupazione”. Punto sette: “difesa della ricchezza e peculiarità della medicina generale e del territorio”, con particolare riguardo alla “difesa delle postazioni di continuità assistenziale h24, contro i modelli h16”.


Il Sindacato chiede poi il “potenziamento del 118”, il “Riconoscimento di tutte le tutele ai medici convenzionati” e “la stabilizzazione dei medici fiscali esterni dell'Inps”. Undicesimo ed ultimo punto del documento la “riforma dell'Enpam e del sistema Ordinistico all'insegna della maggiore partecipazione e trasparenza”.
 

“Abbiamo chiesto ai 5 Stelle - ha specificato Onotri - di appoggiare la nostra richiesta ai ministri Minniti e Lorenzin di Vertenza nazionale per la sicurezza per i medici dirigenti e convenzionati, perché è cresciuto preoccupantemente, infatti, il numero di aggressioni contro i medici, soprattutto nelle sedi di continuità assistenziale, nel Pronto Soccorso, nel 118, ma anche nelle stesse corsie di ospedali. Ultima in ordine di tempo la drammatica violenza sessuale a un medico di guardia a Trecastagni (Catania). Servono strutture adeguate per ospitare gli ambulatori, con protocolli di controllo efficaci. Serve - ha concluso il segretario Smi - un tavolo ministeriale che preveda risorse adeguate per la messa in sicurezza dei professionisti che operano nel Ssn, e con essi, lo stesso diritto dei cittadini ad essere assistiti degnamente. Ma anche che si preveda una legge ad hoc per la tutela dei medici dalle aggressioni”.

04 ottobre 2017
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