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09 MAGGIO 2021
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Covid. Omceo Ferrara stronca polemiche sui vaccinatori non medici: “La somministrazione la può fare anche un non medico”


Il Consiglio dell’Ordine approva una mozione per chiarire la propria posizione ed evidenzia la necessità di distinguere tra “atto sanitario” e “atto medico”. La prescrizione del principio attivo vaccinale è un atto medico, così come il consenso. Ma “diversamente inteso è l’atto operativo successivo all’atto medico che quindi identifica la componente professionale sanitaria che ‘somministra’ il principio vaccinale così come ‘somministra’ qualsiasi terapia secondo procedure e protocolli operativi (come i terapisti riabilitativi)”. LA MOZIONE

27 APR - “La ‘querelle vaccinale’ è inutile, dannosa e controproducente, visto  che la finalità oggettiva della Professione è la tutela della salute dei cittadini.  Auspichiamo che si proceda con la campagna vaccinale speditamente esprimendo il più sentito grazie a tutti gli Operatori Sanitari, ognuno con il proprio ruolo e competenza”. È questa la conclusione della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio dell’Ordine dei medici di Ferrara per chiarire la posizione dell’Ordine in merito alle polemiche sulla possibilità data ad altre professioni non mediche di somministrare il vaccino antiCovid.  

Nella mozione si ribadisce che nessuna necessità di garantire una sempre più alta copertura di vaccinazione Covid può “in alcun modo legittimare il trasferimento di funzioni esclusivamente mediche ad altre figure professionali sanitarie e addirittura non professionali o non sanitarie”. Ma si evidenzia anche la necessità di distinguere tra “atto sanitario” e “atto medico” sia nel contesto terapeutico che vaccinale. “L’atto sanitario infatti è il processo terapeutico che prevede un momento squisitamente ed esclusivamente medico ed un momento successivo operativo che non è caratterizzato da attività esclusivamente medica, ma che vede coinvolti altre figure professionali sanitarie (infermieri, terapisti riabilitativi, tecnici sanitari)”.


Dunque, la “prescrizione del principio attivo vaccinale (inteso anche come scelta del principio attivo) così come la prescrizione di qualsiasi altro farmaco (biologico o non) deve essere di esclusiva pertinenza medica, identificandola quindi come atto squisitamente medico”. Tale processo conoscitivo e decisionale, di pertinenza esclusivamente medica, “trova la massima corrispondenza nella “informazione” e nel “consenso” come principio di adesione e di consapevolezza, e giusta manifestazione di quella “alleanza” faticosamente creata in lunghi anni di attività tra medico e cittadino”.

Ma, evidenzia l’Omceo, “diversamente inteso è invece l’atto operativo successivo all’atto medico che quindi identifica la componente professionale sanitaria che “somministra” il principio vaccinale (intesa come inoculazione) così come “somministra” qualsiasi terapia secondo procedure e protocolli operativi (come i terapisti riabilitativi)”.

27 aprile 2021
© Riproduzione riservata


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