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Triptorelina e disforia di genere. Dal Cnb un buon compromesso

di Manlio Converti

31 LUG - Gentile direttore,
festeggiamo il compromesso che il Comitato nazionale di bioetica ha trovato per garantire le necessarie terapie e i necessari studi epidemiologici successivi all'uso di Triptorelina in un Paese come il nostro in cui perfino l'omosessualità è ancora considerata una Malattia Psichiatrica, con la dizione ipocrita dell'ICD 9CM di "omosessualità egodistonica".
 
Il successo è doppio perché sono stati riconosciuti i lavori dei pochi centri italiani che se ne occupano e dei moltissimi centri internazionali che fanno ricerca scientifica a livello di Medicina di Genere, senza cadere nella trappola della transfobia e della patologizzazione, ma rispondendo alle esigenze, in questo caso, degli adolescenti Gender Variant Persistenti.
 
Constatiamo invece, con una strategia mutuata dai No-Vax, l'abuso di sofismi, luoghi comuni, maldicenze e informazioni scorrette, date dalla lettera di commento dell'associazione Scienza & Vita che ha evidentemente lo scopo di scongiurare l'utilizzo della Scienza e di danneggiare la Libertà e la Qualità della Vita delle persone che non si conformano ai loro pregiudizi. Il rischio maggiore è quello di aumentare con la loro transfobia la sofferenza dei Minori Gender Variant fino ad aumentare il numero di suicidi tra Adolescenti Gender Variant.
 
Quello del Comitato di Bioetica è stato un compromesso perché bisognerà aspettare l'approvazione da parte del Ministero della Salute addirittura dell'ICD 11 perché il fenomeno del Transessualismo, tanto complesso, soprattutto tra i minori, esca definitivamente dal computo delle malattie mentali. Fino ad allora lo Stigma della Psicosi ricadrà anche sulle persone Sane di Mente, nel generale silenzio assenso, spesso per mancanza di competenze, dei colleghi psichiatri non allineati a posizioni più radicalmente transfobe.
 
Vorremmo accennare ad un fatto, scientifico. Esistono studi sempre più approfonditi sulla realtà deterministica della condizione di Transessualità e di Orientamento Sessuale ed esistono studi che riguardano la Materia Bianca (vedi qui e qui) e il nucleo diencefalico INAH3 (vedi qui e qui), che tengono conto di queste sfumature di Genere.
 
Per quanto riguarda il risultato dell'utilizzo della Triptorelina, ovviamente, è sufficiente vedere la felicità in tutto il mondo degli adolescenti Gender Variant Persistenti che ne abbiano avuto accesso ed ovviamente affidarsi alla documentazione AIFA per garantire la qualità della terapia. Nel caso in cui ci fossero dubbi, bisognerà cercare gli studi internazionali sul rischio suicidario in tutti gli adolescenti Gender Variant che vivano in un ambiente transfobo e della radicale riduzione di questo rischio quando si sia accolti dal personale sanitario, familiari e scuole in modo adeguato.
 
Il rischio suicidario si riduce in modo consistente negli adolescenti Gender Variant Persistenti soprattutto dopo l'accesso agli Ormoni Sessuali, spesso ottenuti in modo abusivo, e appunto quando si acceda in modo sicuro e sotto controllo medico alla Triptorelina, che è invece un bloccante reversibile del picco ormonale adolescenziale.
 
Occorre, lo ricordiamo sempre, che parta in modo obbligatorio una adeguata Formazione in Sex Orienteering, per distinguere senza maltrattare i Minori Gender Variant che desisteranno (Desistenti) da quelli Persistenti. Bisogna anche dire, e il tacerlo da parte del Comitato di Bioetica rientra sicuramente nella dovuta prudenza, che oltre il 90% dei Minori Gender Variant Desistenti sono semplicemente minori che hanno confuso, come spesso fanno ancora gli adulti e purtroppo i medici, l'orientamento omosessuale o bisessuale con l'identità di genere trans.
 
Le alleghiamo anche questa volta una foto tratta da uno dei tanti lavori e che gli esperti di Neuroscienze sapranno facilmente leggere. 
 
Manlio Converti
Psichiatra
Presidente AMIGAY
 

31 luglio 2018
© Riproduzione riservata

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