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Giornata mondiale contro la tubercolosi: l’Oms lancia una “guida etica” per l'eradicazione entro il 2030. Nel mondo 10,4 milioni di casi. In Italia 3.800 

Il 24 marzo è la giornata mondiale contro la tubercolosi. L'Oms la celebra diffondendo una "Guida etica" che sottolinea cinque obblighi fondamentali per governi, operatori sanitari, fornitori di cure, organizzazioni non governative, ricercatori. Oltre il 95% delle morti di TBC si verificano in paesi a basso e medio reddito. Sei paesi rappresentano il 60% del totale, con l’India che guida il conteggio, seguita da Indonesia, Cina, Nigeria, Pakistan e Sud Africa. LA GUIDA ETICA OMS

23 MAR - La tubercolosi è una delle prime 10 cause di morte nel mondo. Nel 2015, si sono ammalate 10,4 milioni di persone e si sono avuti 1,8 milioni di morti per la malattia (tra cui 0,4 milioni tra le persone con HIV). Oltre il 95% delle morti di TBC si verificano in paesi a basso e medio reddito. Sei paesi rappresentano il 60% del totale, con l’India in testa, seguita da Indonesia, Cina, Nigeria, Pakistan e Sud Africa.
 
I bambini ammalati sempre nel 2015 sono stati circa un milione e 170.000 sono morti (esclusi quelli con l'HIV).
In Italia nel 2015 sono stati notificati 3.769 casi, concentrati soprattutto tra i 15 e i 45 anni, ma con una “esplosione” di casi negli over 65. La mortalità nel nostro Paese è sempre in calo negli anni, ma resta intorno allo 0,6 per 100mila abitanti ogni anno  e le terapie aumentano il tasso di successo.
 
Nel mondo grazie alla diagnosi e al trattamento, nel periodo 2000-2015 sono state salvate 49 milioni di vite, ma il peso economco dell’assistenza è altissimo: 2 miliardi di dollari l'anno necessari per colmare il vuoto di risorse per l'attuazione degli interventi anti-TB.


Domani, 24 marzo, è la giornata mondiale della tubercolosi 2017 e in questa occasione l’Oms ha presentato una “Guida etica” per stimolare i paesi in cui è necessario attivare una strategia per porre fine alla tubercolosi a tutelare e proteggere i diritti di tutti gli interessati.

La tubercolosi, spiega l'Oms,  è un killer soprattutto per le persone sieropositive: nel 2015, il 35% dei decessi da HIV sono stati dovuti a tubercolosi. A livello globale nel 2015, secondo le stime, 480.000 persone hanno sviluppato la tubercolosi multi-resistente (MDR-TB).

L’incidenza della tubercolosi si è ridotta in media del 1,5% all'anno dal 2000, ma secondo l’Oms si deve raggiungere un calo annuo del 4-5% per rendere vincente nel 2020 la"Strategia TB End" che ha come obiettivo finale quello di porre fine all’epidemia di tubercolosi entro il 2030.

Le comunità più a rischio sono quelle che devono affrontare sfide socioeconomiche: i migranti, i rifugiati, i prigionieri, minoranze etniche e altri che lavorano e vivono in ambienti potenzialmente pericolosi a rischio e le donne, i bambini e gli anziani emarginati.

La povertà, la malnutrizione, cattive condizioni abitative e servizi igienico-sanitari, aggravati da altri fattori di rischio come l'HIV, il tabacco, l'uso di alcol e diabete, aumentano il rischio di TBC e rendono più difficile l’accesso alle cure. In più di un terzo (4,3 milioni) di persone con tubercolosi, la patologia non è diagnosticata o dichiarata.

La nuova guida etica tratta questioni complesse quali l'isolamento dei pazienti contagiosi, i diritti dei malati di tubercolosi in carcere, le politiche discriminatorie contro i migranti affetti da tubercolosi. E sottolinea cinque obblighi etici fondamentali per governi, operatori sanitari, fornitori di cure, organizzazioni non governative, ricercatori:
- fornire ai pazienti il supporto sociale di cui hanno bisogno per soddisfare le loro necessità;
- astenersi da isolare i malati di tubercolosi prima di avere messo in campo tutte le opzioni di trattamento e, comunque,  solo in condizioni molto particolari;
- fare in modo che le popolazioni più isolate e a rischio possano accedere agli stessi standard di cura offerto agli altri cittadini
- garantire che tutti gli operatori sanitari possano operare in un ambiente sicuro;
- condividere le tappe e i risultati dalla ricerca e l’informazione a livello nazionale e globale sulle politiche anti-TB.

Tutela dei diritti umani, etica ed equità sono i principi sui quali si fonda la strategia “TB End” dell’Oms. Ma, sottolinea la guida,  non è facile applicare questi principi su tutto il territorio mondiale. I pazienti, le comunità, gli operatori sanitari, i responsabili politici e le altre parti interessate devono poter affrontare i conflitti e dilemmi etici in modo coerente, omogeneo e soprattutto coordinato rispetto agli obiettivi da raggiungere. 

“Solo quando gli interventi di cura efficaci saranno accompagnati da un quadro etico e dal rispetto dei diritti umani, saremo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi di porre fine all’epidemia di tubercolosi e a realizzare una copertura sanitaria universale”, spiega Mario Raviglione, direttore del programma globale Oms-Tb. “La guida – aggiunge - mira a identificare le situazioni etiche da affrontare per l’assistenza nella tubercolosi, e mette in evidenza le azioni chiave che possono essere adottate".
 
Secondo l’Oms, la giornata mondiale della tubercolosi è l'occasione per mobilitare l'impegno politico e sociale per ulteriori progressi che mirano a porre fine alla tubercolosi. La Giornata mondiale della tubercolosi sarà seguita a novembre a Mosca da una Conferenza ministeriale globale che “metterà in luce la necessità di una risposta multisettoriale accelerata contro la tubercolosi nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile”, ha detto Ren Minghui, vice direttore generale di HIV/AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali trascurate. “In quell'occasione sarà necessario sottolineare – ha affermato - che l'azione globale contro la resistenza antimicrobica deve includere la cura, la sorveglianza e la ricerca per affrontare MDR-TB con la massima urgenza e il massimo coordinamento possibile”.

23 marzo 2017
© Riproduzione riservata


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