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Coordinamento specialisti ospedalieri. Da esecutori a protagonisti del cambiamento

di Giorgio Ventoruzzo

La dirigenza medica della “base”, quelli della prima linea, sta prendendo coscienza del proprio ruolo e non solo rivendica di essere ascoltata, ma assume una consapevolezza non scontata: quella di fare proposte, proposte che arrivano “dal basso”. Il confronto al Forum Risk Management di Arezzo

18 DIC - “Salvare la Sanità Pubblica. Cosa c’è da cambiare per poter migliorare. Laboratorio Progettuale Aretino”, è stato l’interessante ed impegnativo tema al centro di una sessione in modalità Webinar, che ha avuto luogo all’interno del collaudato annuale Forum Risk Management tenutosi ad Arezzo e arrivato, quest’anno, alla quindicesima edizione.
 
L’interesse è dato dal fatto che il tema sia finalmente messo al centro della riflessione aperta: il Servizio Sanitario pubblico è un bene prezioso per il paese, una eccellenza nazionale, che una politica di tagli scriteriati e mancata programmazione ha messo seriamente in crisi. La battaglia per arginare  il COVID-19  gli operatori della sanità, infatti,  l’hanno dovuta fare spesso  a mani nude.
 
Ma ciò che è veramente interessante è che la dirigenza medica della “base”, quelli  della prima linea, sta prendendo coscienza del proprio ruolo e non solo rivendica di essere ascoltata, ma assume una consapevolezza non scontata: quella di fare proposte, proposte che arrivano “dal basso”.

 
L’esperienza dei medici ospedalieri dell’ospedale San Donato di Arezzo e dei presidi della rete Provinciale, riuniti in un “Coordinamento Specialisti” che raggruppa oltre 140 professionisti, è uno dei primi esperimenti di presa di coscienza autonoma ed unitaria dei medici ospedalieri, che potrebbe diventare un modello per altre realtà che dovessero emergere alla luce delle criticità che la pressione del Coronavirus sta mettendo a nudo.
 
Un programma semplice, ma di fatto ambizioso: cercare di supportare alcune direttrici di cambiamento locale-regionale e, in parte, anche nazionale, necessarie ad arrestare ed invertire il progressivo deterioramento della nostra sanità pubblica.
 
Gli  organizzatori del Forum Risk di Arezzo hanno senz’altro il merito di aver compreso la novità e la significatività di quanto spontaneamente nato al San Donato di Arezzo, decidendo di riservare  una sessione nella loro autorevole piattaforma.
 
Nella sessione co-moderata dal Dr. Marcello Caremani, storico professionista della sanità aretina che ha patrocinato l’evento, i relatori hanno cercato di delineare il razionale delle misure di cambiamento necessarie e concrete proposte per realizzarle.
 
Ben tredici relatori si sono succeduti, e senza subalternità o timidezza hanno affrontato un vasto ventaglio di temi, che vale la pena enumerare per dare il senso di quello che bolle in pentola in Toscana e dello spessore dei relatori che si sono succeduti, coscienti che essere bravi professionisti deve andare di pari passo con dare il proprio contributo di idee e di studio al sistema in cui si opera.
 
Si è partiti dall’analisi dei principali problemi (Dr.ssa Marta Angelini)in atto sul nostro sistema sanitario regionale e nazionale: definanziamento progressivo, invecchiamento della popolazione con aumento della cronicità e fragilità e soprattutto un’emergenziale carenza di professionisti di cui la pandemia è stata la cartina di tornasole.
 
Nell’ottica di valorizzare e attrarre le risorse umane, contestualmente a misure in grado di implementare la qualità nel sistema, è stata presentata la proposta di rimodulazione razionale della rete ospedaliera, basata sulla opportuna gestione delle risorse professionali, con la definizione chiara delle “mission” rispettive dell’ospedale centrale (Dr. Enrico Andolfi)e degli ospedali periferici (Dr. Francesco Corradi) contestualmente alla riorganizzazione Continuità Ospedale - Cure Primarie post Covid (Dr.ssa Alessandra Caremani). 
 
L’analisi si è conclusa con le proposte per correggere le criticità introdotte dall’Area Vasta (Dr. Paolo Sereni) e per codificare in modo proficuo il rapporto con il Privato Convenzionato (Dr.ssa Gaia Pino). Nell’ambito dell’innovazione tecnologica è stata presentata una proposta progetto finalizzato di integrazione socio-sanitaria a livello comunale che utilizzi come motore i BIG DATA (Dr. Giorgio Ventoruzzo) potendo accedere alle ingenti risorse per digitalizzazione e innovazione messe in campo dal “Next Generation Eu”.
 
Sono state evidenziate ulteriori potenzialità di implementazione degli strumenti di Televisita (Dr.ssa Chiara Vezzosi) e del Teleconsulto (Dr.ssa Alessia Scatena) nell’ambito della riorganizzazione della rete sanitaria futura e per dare una risposta definitiva al problema annoso dell’appropriatezza prescrittiva e delle liste di attesa.
 
Sono stati prese infine in esame proposte relative agli strumenti complementari di attrazione e incentivazione professionale rappresentati dal sistema degli Incarichi professionali (Dr.ssa Tiziana Attala), dalla Libera Professione Intramoenia (Dr. Aldo Cuccia) e da Nuovi Modelli Formativi (Dr. Filippo Annino).
 
I relatori e moderatori, nelle conclusioni, hanno lanciato la sfida di utilizzare l’analisi delle criticità e delle proposte correttive presentate nella sessione per stilare documenti dettagliati da porre all’attenzione di tutti gli “stakeholders” politici e sanitari al fine di avviare un proficuo dialogo che possa, a fine emergenza Covid, portare ad un rilancio effettivo della nostra rete ospedaliera-territoriale.
 
Giorgio Ventoruzzo
Referente Coordinamento Medici Specialisti Area Aretina

18 dicembre 2020
© Riproduzione riservata


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