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Coronavirus. Medici di famiglia in teleassistenza per cronici e pazienti Covid. Anticipati gli aumenti contrattuali per dotarli di strumenti per combattere il virus. In arrivo oltre 400 mln

di L.F.

Lo prevede uno degli emendamenti del Dl Cura Italia  approvati in commissione Bilancio al Senato Riconosciuta ai medici convenzionati la differenza tra gli incrementi contrattuali già riconosciuti e garantiti per effetto degli Acn vigenti e il totale incrementale previsto per il 2018 dall’Atto di indirizzo. Ma attenzione, se entro 6 mesi dalla fine dell’emergenza non saranno concluse le trattative per i rinnovi delle convenzioni gli effetti della misura cesseranno.

08 APR - Via libera all’anticipo degli aumenti contrattuali per medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali per far fronte all’emergenza Covid e consentire, soprattutto ai mmg di dotarsi di strumenti tecnologici per il monitoraggio a distanza dei pazienti Covid e potenziare in questo modo la 'Cenerentola' territorio.
 
“In considerazione della temporanea sospensione delle trattative in corso per la definizione contrattuale dell’Acn 2016-2018 per la Medicina Generale e la Pediatria di Libera Scelta, per le necessità connesse al contenimento dell’emergenza pandemica da COVID-19, per tutta la durata dell’emergenza , è riconosciuto l’adeguamento immediato della quota capitaria/oraria ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Libera Scelta ai contenuti economici previsti dall’ Atto di indirizzo per il rinnovo dell’accordo collettivo nazionale della medicina convenzionata, riferiti al totale incrementale previsto per il 2018, nonché i relativi arretrati”. È quanto prevede uno degli emendamenti del Dl Cura Italia  approvati in commissione Bilancio al Senato e che riguarda anche agli specialisti ambulatoriali.

 
In sostanza ai medici verrà riconosciuta la differenza tra gli incrementi contrattuali già riconosciuti e garantiti per effetto degli ACN vigenti e il totale incrementale previsto per il 2018 dall’Atto di indirizzo. In totale si parla di oltre 400 milioni di euro.
 
In ogni caso si prevede ache gli effetti della norma cessano "se entro sei mesi dalla fine dell’emergenza l’ACN relativo alla medicina generale e alla pediatria di libera scelta per la parte normativa non viene concluso secondo le procedure ordinarie, rinegoziando gli istituti previsti in fase d’emergenza”.
 
L’obiettivo della misura, soprattutto per quel che riguarda i medici di medicina generale, è "garantire la reperibilità a distanza dei mmg (telefonica, SMS, Sistemi di Messaggistica, Sistemi di videocontatto e videoconsulto) per tutta la giornata, anche con l’ausilio del personale di studio, in modo da contenere il contatto diretto e conseguentemente limitare i rischi di contagio dei medici e del personale stesso”
 
La novità è che per lo scopo “i medici si dotano con oneri a proprio carico, di sistemi di piattaforme digitali che consentano il contatto ordinario e prevalente con i pazienti fragili e cronici gravi, e collaborano a distanza, nel caso in cui non siano dotati di DPI idonei, in via straordinaria ove fosse richiesto dalle Regioni, per la sorveglianza clinica dei pazienti in quarantena o isolamento o in fase di guarigione dimessi precocemente dagli Ospedali”.
 
Inoltre, si prevede poi che le Regioni possono impegnare il 20% dei 235 mln stanziati nella Legge di Bilancio per la diagnostica ai mmg, "per l’acquisto e la fornitura ai medici di pulsiossimetri che permettano, ove necessario distribuiti al paziente, la valutazione a distanza della saturazione di ossigeno e della frequenza cardiaca durante il videoconsulto”.
 
Il medico, infine “si avvarrà delle fasi di osservazione e dei segni riscontrati, come dei sintomi riferiti dal paziente, per un orientamento che definisca le successive azioni cliniche necessarie in accordo con i percorsi definiti a livello regionale. Inoltre si prevede che i dispositivi di protezione individuale sono forniti ai medici convenzionati con dotazioni standard per i compiti ordinari previsti dall’ACN di settore e con dotazioni straordinarie se riferiti ai compiti determinati su specifiche azioni assistenziali che espongano il medico al contatto diretto con soggetti contagiati o a forte sospetto di contagio COVID-19”.
 
Le risorse:
 
Medicina generale: totale spettante per l’anno 2018: 174,53 milioni di euro
Le predette risorse sono state calcolate anche tenendo conto degli oneri derivanti dall’Ipotesi di ACN in corso di perfezionamento, in attuazione dell’Atto di indirizzo approvato dal Comitato di Settore Regioni-Sanità in data 29 agosto 2019, che pertanto restano assorbiti dalle presenti disposizioni, e sono così ripartite:
MEDICINA GENERALE - ASSISTENZA PRIMARIA 146,97 milioni di euro
MEDICINA GENERALE - CONTINUITA' ASSISTENZIALE 19,94 milioni di euro
MEDICINA GENERALE - MEDICINA DEI SERVIZI 1,94 milioni di euro MEDICINA GENERALE - EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE 5,69 milioni di euro
 
Medicina generale totale spettante dal 1° gennaio 2019: 203,26 milioni di euro così ripartiti
MEDICINA GENERALE - ASSISTENZA PRIMARIA 171,13 milioni di euro
MEDICINA GENERALE - CONTINUITA' ASSISTENZIALE 23,24 milioni di euro
MEDICINA GENERALE - MEDICINA DEI SERVIZI 2,26 milioni di euro
MEDICINA GENERALE – EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE 6,63 milioni di euro
 
Pediatria di Libera scelta
1) totale spettante per l’anno 2018: 35,71 milioni di euro
2) totale spettante dal 1gennaio 2019: 41,60 milioni di euro
 
Specialistica ambulatoriale, veterinaria ed altre professionalità sanitarie
1) totale spettante per l’anno 2018: 9,94 milioni di euro
 
L.F.

08 aprile 2020
© Riproduzione riservata


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