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Coronavirus. “Decreto ‘sanità’ è cambio di passo. Ma servono necessariamente alcuni correttivi”. Intervista a Carlo Palermo (Anaao)

di Giovanni Rodriquez

"Assumere 5.000 medici ed altri 15.000 operatori sanitari rappresenta di certo un sostegno per il Ssn. Diciamo che in questo modo si sta tentando di coprire quasi il 50% delle attuali carenze. Però il testo va affinato". Premialità per chi è già in servizio in prima linea, possibilità di un contratto a tempo indeterminato nei prossimi anni per gli specializzandi, assumere anche altre figure professionali sanitarie e ripristinare un numero adeguato di strutture complesse. Queste le priorità per il segretario nazionale Anaao che suggerisce una serie di integrazioni al decreto approvato ieri dal Governo

07 MAR - "Questo decreto segna sicuramente un cambio di passo rispetto al blocco decennale del turnover. Si riesce a coprire quasi il 50% delle attuali carenze di personale. Ma il provvedimento va affinato in diverse parte". Così il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Palermo, commenta il Decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri e tuttavia ancora in fase di limatura tant'é che le indiscrezioni aprlano di una pubblicazione in Gazzetta non priam di mercoledì prossimo.
 
C'è quindi teoricamente ancora tempo per correzioni e integrazioni e a queste sembra puntare il segretario dell'Anaao che in questa intervista spiega cosa dovrebbe cambiare rispetto alle ipotesi di intervento finora circolate.
 
Dottor Palermo, nel decreto approvato ieri in CdM si torna ad investire in maniera decisa sulla sanità, prevedendo tra l'altro un maxi piano di assunzioni. È soddisfatto?
Questo provvedimento segna di sicuro un cambio di passo rispetto ad un blocco decennale del turnover. Assumere 5.000 medici ed altri 15.000 operatori sanitari rappresenta di certo un sostegno per il Servizio sanitario nazionale. Diciamo che in questo modo si sta tentando di coprire quasi il 50% delle attuali carenze. Però il testo va affinato, anche se capisco bene i motivi dietro certe scelte apparentemente poco accurate, data la concitazione dettata dall'emergenza in atto.

 
Cosa non la convince?
Chiariamo innanzitutto che da parte nostra c'è la volonta di avanzare proposte migliorative in uno spirito di totale e leale collaborazione verso il Governo. Detto questo, entrando nel merito penso ad esempio che non possano essere escluse dalle nuove assunzioni anche altre figure professionali.
 
A quali figure professionali fa riferimento?
Solo per fare qualche esempio, penso ai biologi, alla dirigenza sanitaria, ai tecnici di laboratorio, ma anche a figure quali i tecnici di radiologia o i fisioterapisti. Non mi convince poi per nulla questa insistenza nel proporre contratti autonomi.
 
Come mai?
Perché questi sono contratti 'usa e getta', scarsamente appettibili per i colleghi che svolgono un lavoro di fatto diventato a rischio. Basta dire che il 12% dei positivi al nuovo coronavirus è rappresentato da operatori sanitari.
 
Nei giorni scorsi era stato molto critico anche riguardo il ricorso ai medici in pensione.
E continuo ad esserlo. Questa mi sembra una misura assolutamente paradossale: prima mandiamo in pensione questi medici introducento Quota 100, poi gli diciamo di stare in casa per non mettere a rischio la loro salute visto che parliamo di over 65, ossia la categoria più colpida da questo virus, e per finire li richiamiamo in servizio per lavorare in prima linea. 
 
Puntava invece su un ricorso agli specializzandi...
Si deve puntare immediatamente su avvisi pubblici snelli, di durata breve, parlo di massimo una settimana, con una selezione brevissima fatta dal direttore della struttura di riferimento con comparazione per titoli e colloqui. Tutto questo per arrivare ad assunzioni a tempo determinato di 1-2 anni, ma con possibilità di assunzione successiva a tempo indeterminato. Poi c'è un altro problema.
 
Quale?
Non hanno pensato ad un sistema premiante. È curioso come a professionisti che oggi già si stanno sacrificando in prima linea, nelle attività quotidiane, si dia come unica risposta nel decreto quella di eliminare l'obbligo al riposo e togliere il diritto alla libera professione. Manca totalmente una 'compensazione', una premialità consistente che in questi casi sarebbe più che dovuta. Basti pensare che, appena in un mese, i colleghi hanno esaurito tutto il budget degli straordinari.
 
A che tipo di premialità pensava?
Servirebbe una retribuzione aggiuntiva regionale da portare al 3%del  monte salari, così come straordinari pagati al doppio del valore attualmente indicato nel contratto. Qualche correzzione sarebbe poi necessaria anche per gli specializzandi.
 
Cosa suggerisce?
Non possiamo pensare che gli specializzandi, con lo stesso contratto di formazione, possano accettare di andare in prima linea senza almeno un successivo dovuto passaggio ad contratto a tempo indeterminato, una volta acquisito titolo di specialista. Si dovrebbe introdurre questo.
 
Altri suggerimenti?
Credo sarebbe necessario ripristinare un numero adeguato di strutture complesse, specie in alcuni settori quali, ad esempio, pronto soccorso, malattie infettive, pneumologia, medicina interna. Servirebbe un incremento del 10% di queste strutture che preveda una loro finalizzazione assistenziale, guidate da personale del Servizio sanitario nazionale. Il DM 70 è totalmente inadeguato nel fotografare questa nuova situazione epidemiliogica venutasi a creare.
 
Giovanni Rodriquez

07 marzo 2020
© Riproduzione riservata


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