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Carenza medici. Riccardi: “Telemedicina possibile soluzione per area montana”

Vertice online tra il vicepresidente e i sindaci di Claut, di Meduno e Anduins di Vito d'Asio, Pietro Gerometta sulla chiusura in via sperimentale del servizio di Guardia medica nei tre Comuni a partire dal 1 gennaio 2022. “Rassicuriamo i cittadini con un sistema di presa in carico, quando non riguarda le urgenze ma la continuità assistenziale, attraverso la telemedicina, la teleassistenza”, ha detto Riccardi.

19 NOV - “L'Amministrazione regionale è pronta a sostenere ogni soluzione realistica per dare risposte al territorio della montagna pordenonese in un periodo storico in cui la carenza dei medici è un fenomeno non solo di quell'area ma di tutto il Paese. Per questo apprezzo la condivisione strategica con i sindaci del territorio e la direzione di Asfo insieme ai quali a breve analizzeremo la situazione relativa agli attuali dati della presa in carico non urgente comparandola alle possibili soluzioni migliorative all'interno del perimetro della continuità assistenziale. Da qui potremo iniziare a individuare gli strumenti necessari per avviare un percorso sperimentale di telemedicina in quella parte di territorio”.
 
Queste le dichiarazioni del vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ha incontrato in un collegato online i sindaci dei Comuni di Claut Gionata Sturam, di Meduno Marina Crovatto e Anduins di Vito d'Asio, Pietro Gerometta, in merito alla chiusura in via sperimentale del servizio di Guardia medica nei tre Comuni a partire dal 1 gennaio 2022.

Una situazione che, comunque, come ha spiegato il direttore generale dell'Asfo, Joseph Polimeni, presente alla riunione, sarà monitorata e a sei mesi dalla riorganizzazione verrà valutata l'opportunità di eventuali nuovi interventi.

Erano collegati da remoto anche i referenti di altri Comuni fra i quali Frisanco, Erto e Casso, Barcis, Castelnovo del Friuli, Andreis, Tramonti di Sopra.

Come ha illustrato Polimeni la chiusura del servizio delle sedi periferiche dei tre Comuni a bassa affluenza di utenti e l'afferenza dei rispettivi Comuni per il servizio alle sedi principali di Maniago e Spilimbergo nello stesso distretto delle Dolomiti, è sperimentale e nasce dal nuovo assetto organizzativo di Asfo. “La modifica - spiega la Regione nella nota - ha come obiettivo quello di garantire maggiormente la continuità assistenziale medica vista la persistente carenza di disponibilità di medici a coprire i turni ad elevato flusso di utenza nelle sedi di guardia medica nell'Azienda sanitaria Friuli occidentale (Pordenone, Azzano Decimo, Sacile, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo, Maniago).” Il servizio di assistenza medica per le urgenze sanitarie viene comunque sempre garantito ed è gestito dal dipartimento d'emergenza di Asfo.

Riccardi ha ribadito il problema inerente la riduzione dei medici di continuità assistenziale "un fenomeno che riguarda l'intero Paese e che auspico venga affrontato insieme; se i medici mancano dobbiamo cercare di trovare delle soluzioni compatibili con il livello del bisogno di salute. Comprendo la preoccupazione dei territori e auspico si possa trovare un approccio di condivisone per risolvere il problema".

"Rassicuriamo i cittadini - ha proseguito Riccardi - con un sistema di presa in carico, quando non riguarda le urgenze ma la continuità assistenziale, attraverso la telemedicina, la teleassistenza. Un tema che l'Amministrazione regionale si impegna ad affrontare insieme con i sindaci e l'Azienda sanitaria".

Il vicegovernatore ha ribadito l'importanza di garantire la presa in carico delle esigenze di salute dei cittadini anche con modalità organizzative oltre il mantenimento delle sedi di guardia medica. Fra le ipotesi da valutare quindi anche la modalità proattiva in teleassistenza da attivare nell'area montana del pordenonese.

19 novembre 2021
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