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Lazio. Nuova circolare della Regione per autorizzazione apertura studi in forma di Società fra Professionisti. Plauso dell’Andi

La circolare sancisce la collocazione delle STP fra i soggetti ricompresi nel sistema autorizzativo vigente nella Regione. Ghirlanda: “Una posizione finalmente chiara ed esaustiva”.

26 GIU - Definito con una apposita circolare della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio il percorso amministrativo per l’autorizzazione sanitaria all’esercizio della attività medica e odontoiatrica mediante la forma della Società fra Professionisti (STP). A darne notizia è l’Andi sul proprio sito.
 
“Una posizione finalmente chiara ed esaustiva”, che risponde ad un preciso quesito che il Presidente di ANDI Nazionale Carlo Ghirlanda aveva posto al Presidente e all’Assessore alla Salute della Regione Lazio all’indomani dell’uscita del nuovo Regolamento Regionale n. 20 del 6 novembre 2019. (all.1)
 
Un chiarimento ulteriormente risollecitato il 7 gennaio 2020 dallo stesso Presidente Ghirlanda, unitamente ai Dottori Antonio Magi e Brunello Pollifrone , rispettivamente Presidenti dell’ Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma e Presidente CAO Roma.
 

La circolare emanata dalla Regione Lazio (all.2) sancisce la collocazione delle “STP fra i soggetti ricompresi nel sistema autorizzativo vigente nella Regione Lazio, tuttavia sottolineando in modo assoluto una serie di circostanze che definiscono questo atto una vera e propria pietra miliare per quanto riguarda le autorizzazioni sanitarie in Italia”. 
 
In particolare nella circolare viene evidenziato il ruolo dell’”intuitu personale”, per il quale “lo strumento societario non sia tale da vanificare i requisiti della personalità e della professionalità del soggetto esercente” la prestazione. Per questo motivo la STP si definisce come lo strumento societario che comprende le maggiori garanzie nei confronti del cittadino paziente.
 
La circolare chiarisce altresì che la STP, oltre ad essere annotata in una sezione speciale dell’Albo tenuto presso l’Ordine professionale, debba essere iscritta nel Registro delle imprese indicando come codice ATECO il codice 86.23.00, per le attività degli studi odontoiatrici, o il codice 86.22.00, per le attività degli studi medici specialistici. Tali codici ATECO devono ritenersi di uso esclusivo per le società riconducibili alla forma di STP.
 
Immediatamente ANDI Nazionale ha quindi “inviato una specifica diffida alle Camere di Commercio della Regione Lazio, richiedendo l’adozione del provvedimento amministrativo regionale e la revisione della attribuzione dei codici ATECO 86.23.00 e 86.22.00, da limitare alle sole STP, contemporaneamente invitando gli Enti a provvedere alla revisione attributiva dei codici ATECO attraverso l’annullamento dell’iscrizione delle società “aventi per oggetto attività imprenditoriali e commerciali” e contestualmente esercenti aventi ad oggetto sociale attività non esclusive classificabili ed identificabili sotto il codice 86.23.00”.
 
“Parimenti – scrive l’Andi - sono state invitate le Camere di Commercio della regione Lazio a rigettare le istanze di iscrizione presentate con codice ATECO 86.23.00 da società che non rispettino la duplice condizione di avere ad oggetto sociale esclusivo l’esercizio dell’attività professionale protetta di odontoiatria e di non essere strutturate in forma di STP”.

26 giugno 2020
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