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Tumore al seno. Al via in Valle d’Aosta la campagna Nastro Rosa della Lilt

L’assessore alla sanità Laurent Viérin lancia l’appello: “Prevenzione e diagnosi precoce sono gli strumenti più efficaci nella lotta contro i tumori. Abbiamo l’obbligo di supportare azioni mirate di screening, di divulgare la cultura della prevenzione e di sostenere, a gran voce, il messaggio #iofaccioprevenzione”.

28 SET - Venerdì 30 settembre alle ore 19.30, l’Arco di Augusto in Aosta, si illuminerà di rosa, per lanciare la Campagna Nastro Rosa 2016 per la prevenzione del tumore al seno. Anche quest’anno l’Assessorato della sanità, salute e politiche sociali e l’Assessorato dell’istruzione e cultura, con questo gesto simbolico, intendono infatti sostenere la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori (Lilt) a proteggere la salute dei cittadini, divulgando la cultura della prevenzione in Valle d’Aosta.

“Lo slogan ‘La prevenzione è un messaggio per tutte noi’ e l’hashtag #iofaccioprevenzione parlano a ogni donna, giovane e non, che abbia o meno affrontato la patologia tumorale per sottolineare ancor più marcatamente che il messaggio è dedicato, appunto, a tutte le donne”, spiega la Regione in una nota. L’iniziativa, come consuetudine, ha lo scopo di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella.

“Prevenzione e diagnosi precoce - dichiara l’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Laurent Viérin - sono gli strumenti più efficaci nella lotta contro i tumori e, in questo senso ci impegniamo attivamente a sostenere, in Valle d’Aosta, la Campagna Nastro Rosa – ottobre 2016 Lilt for women. Le neoplasie rappresentano purtroppo una delle principali cause di decesso in Europa e in Italia; abbiamo quindi l’obbligo di supportare azioni mirate di screening, di divulgare la cultura della prevenzione e di sostenere, a gran voce, il messaggio #iofaccioprevenzione”.


“Prevenzione è una parola ben conosciuta, - aggiunge l’Assessore all’istruzione e cultura Emily Rini - ma il vero significato e il suo valore, purtroppo, sono apprezzati realmente solo da chi si è trovato in situazioni e condizioni di malattia. Informare costantemente e correttamente, sensibilizzando ed educando principalmente le giovani e le giovanissime donne su cosa sia questa malattia, su come “anticiparla” nel suo tragico sviluppo, su come affrontarla e sconfiggerla, sia chirurgicamente, che farmacologicamente, che dal punto di vista della sana alimentazione, che, infine, con un approccio psicologico determinato e forte, rappresenta la strategia migliore per sconfiggere il tumore al seno. L’accensione di uno dei monumenti simbolo del nostro patrimonio culturale vuole quindi essere la rappresentazione dell’attenzione che ogni donna deve dare alla tutela della propria salute attraverso la prevenzione, oltre ad essere la testimonianza della considerazione che l’amministrazione regionale pone a questa tematica”.

I dati parlano chiaro: nonostante la costante, crescente incidenza di questa patologia, si registra tuttavia una – sia pur lenta, ma progressiva – diminuzione della mortalità, grazie ad una sempre più corretta informazione sulla importanza della diagnosi precoce, rivelatasi strategicamente determinante e vincente in termini di guaribilità. Si stima che in Italia sono circa 48 mila i nuovi casi all’anno di cancro della mammella. L’aumento dell’incidenza del tumore al seno è stata pari ad oltre il 15% negli ultimi sette anni. In particolare, è stato registrato un incremento, in età compresa tra i 25 e i 50 anni, di circa il 30%. Si tratta di una fascia di età oggi “esclusa” dal programma di screening previsto dal Servizio Sanitario Nazionale, riservato alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni.

“È anche per tali ragioni che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, con la Campagna Nastro Rosa, cura e promuove la cultura della prevenzione come metodo di vita, - spiega Salvatore Luberto, presidente della Lilt Valle d’Aosta, affinché tutte le donne si sottopongano a visite senologiche periodiche, consigliando loro – a partire dai 40 anni di età – di effettuare regolari controlli diagnostici clinico-strumentali. Oggi, la guaribilità del cancro del seno si è attestata intorno all’80-85%. Ma il 15-20% delle pazienti che affrontano la malattia non riescono a superarla. Peraltro il cancro della mammella non è da considerare come una singola malattia, presentando un comportamento biologico e prognosi differenti. Identificare correttamente le caratteristiche biomolecolari del tumore apre le porte a nuove possibilità terapeutiche, sempre più appropriate e mirate per il relativo trattamento”.

28 settembre 2016
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