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Ospedale di Camposampiero. Anaao contro la delibera regionale: “Medici di PS e anestesisti non sono surrogati dei pediatri”

A causa della carenza di pediatri, la delibera stabilisce che, di notte, dal 1° agosto al 30 ottobre, possano essere eseguiti nell'ospedale solo parti fisiologici a partire dalla 37a settimand i ggestazione, senza la presenza del pediatra. Sarnno gli anestesisti a fasi carico dei compiti del neonatologo assente mentre i medici del PS si occuperanno dei bambini sopra i 6 anni che arriveranno in PrS (i bimbi fino a 5 anni saranno inviati a Cittadella). L’Anaao esprime preoccupazione e scrive all’Aulss 6: “Non si può pregiudica la sicurezza”.

08 AGO - Con la delibera n. 649 del 23 luglio 2019 della AULSS6 Euganea e la successiva DGR regionale n. 1051 del 25 luglio 2019, pubblicata sul BUR n. 83 del 30 luglio 2019, che ne approva le disposizioni e il modello organizzativo, a causa della mancanza di pediatri è stata disposta in deroga alle schede ospedaliere la riorganizzazione dell’attività del punto nascita e dell’assistenza pediatrica presso l’ospedale di Camposampiero dal 1° agosto al 30 ottobre, con l’assenza del pediatra in servizio nella fascia notturna ore 20-8. L’attività di punto nascita è stata destinata solo a parti fisiologici con età gestazionale superiore o uguale a 37 settimane, parti per i quali non sarà prevista la presenza del pediatra di notte. I medici anestesisti dovranno dunque farsi necessariamente carico dei compiti del neonatologo assente ove invece necessario – specialista che l’anestesista dovrebbero eventualmente affiancare ma non sostituire – mentre per quanto riguarda i pazienti di fascia pediatrica che venissero condotti in Pronto Soccorso, i bambini fino a 5 anni saranno inviati a Cittadella, mentre quelli dai 6 ai 14 anni saranno valutati dal medico di Pronto Soccorso di Camposampiero. Una situazione che preoccupa l’Anaao Assomed Veneto, che in una lunga lettera alla Direzione Generale della AULSS 6, inviata anche all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Padova, ha chiesto una revisione della riorganizzazione dell’attività di punto nascita e Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camposampiero, con la richiesta di disporre del pediatra anche nella fascia notturna.


“Non ci si può esimere dal garantire sempre e comunque elevati standard di sicurezza delle cure per il nascituro e il minimo rischio clinico, fermo restando che non è nemmeno possibile stabilire a priori se tale riassetto organizzativo comporti effettivamente una riduzione del numero di parti compatibili con l’organizzazione di servizi analoghi per parti inferiori a 500/anno, in considerazione che, di per sé, il presidio di Camposampiero ha in carico circa 1300 parti/anno”, spiega l’Anaao. “Non va dimenticato – aggiunge tra l’altro - che anche le gravidanze inizialmente inquadrate a basso rischio, possono andare incontro a complicanze e che non ci si può accontentare genericamente di protocolli di trasferimento urgente per la mamma e il neonato”.

In particolare, osserva l’Anaao, “l’attività del pediatra nella fascia notturna – specie per tale tipologia di presidio – non può essere derogata e surrogata tout court da quella dei medici anestesisti, né dai medici di Pronto Soccorso. I pazienti pediatrici necessitano di una diversa tipologia di assistenza secondo un principio basilare di appropriatezza delle cure sanitarie. Non si può neppure esporre i medici coinvolti a un ingiustificato aggravio di rischi sul piano della responsabilità professionale, e incidendo negativamente sulla gestione di tutti i pazienti già in carico ai medesimi e sul benessere organizzativo, incrementando il disagio lavorativo. E con quali risorse si invieranno a Cittadella i bambini fino a 5 anni?”.

Per l’Anaao è dunque “indispensabile richiamare la normativa e le raccomandazioni vigenti in materia, di cui spesso i cittadini sono lasciati all’oscuro”. Ed illustra: “Relativamente a ospedali come quello di Camposampiero, le più recenti disposizioni ministeriali recepite dalla Conferenza Stato-Regioni hanno complessivamente definito che:

-    per i presidi con oltre 1000 parti/anno deve essere garantita la guardia attiva, h24, con supporto di pronta reperibilita' integrativa h24 da parte di neonatologi (nel casi invece di 500-1000 parti/anno deve essere comunque garantita l'assistenza neonatale affidata al pediatra-neonatologo e l'assistenza h24 da parte del neonatologo o del  pediatra)

-    per le UO di Pediatria deve essere garantita la guardia pediatrica attiva, funzionale anche per l’attività di pronto soccorso ed accoglimento 24/24 ore

-    per l’assistenza pediatrica ospedaliera in emergenza-urgenza tutti i pazienti in età evolutiva (0-18 anni) che giungono in ospedale in condizioni di emergenza-urgenza devono fruire di assistenza adeguata alla complessità delle condizioni cliniche e all’età”.

L’Anaao ricorda poi “a politici e Amministrazioni” che “il Codice di deontologia medica (art. 72) impone che ‘Il medico dipendente o convenzionato deve esigere da parte della struttura in cui opera ogni garanzia affinché le modalità del suo impegno non incidano negativamente sulla qualità e l’equità delle prestazioni, nonché sul rispetto delle norme deontologiche. Il medico non deve assumere impegni professionali che comportino eccessi di prestazioni tali da pregiudicare la qualità della sua opera professionale e la sicurezza del malato’”.

“A fronte della cronica e allarmante mancanza di specialisti – prosegue il sindacato - anche in ambito pediatrico, lo stesso Ministero ha comunque precisato che in Italia la rete ospedaliera pediatrica, malgrado i tentativi di razionalizzazione, appare ancora ipertrofica rispetto ad altri Paesi europei e che la presenza del pediatra dove nasce e si ricovera un bambino è garantita continuativamente solo nel 50% degli ospedali; l’accesso diretto al Pronto Soccorso pediatrico è presente solo nel 30% circa degli ospedali. Come ha dichiarato il Ministero, e recepito dalla Conferenza Stato-Regioni, ‘uno degli Obiettivi del SSN è la riorganizzazione dell’offerta ospedaliera e nello specifico occorre realizzare la ridefinizione del numero delle sedi pediatriche con la istituzione di una rete hub e spoke, la razionalizzazione dei reparti di cura neonatologici-pediatrici con ridefinizione del loro numero e della loro tipologia a seconda del livello di funzione assegnati, anche in relazione all’attuazione dell’Accordo in Conferenza Unificata del 16.12.2010 sul percorso nascita e secondo quanto previsto dall’articolo 15 della legge 135/2012 e dal DM n. 70/2015’”.

“Ciononostante – prosegue l’Anaao -, pur comprendendo le difficoltà nel reperire le risorse umane, nella consapevolezza dell’effettiva difficoltà di riorganizzare i servizi anche al fine di voler garantire comunque l’attività di punto nascita contemporaneamente negli ospedali di Camposampiero e Cittadella (a soli 16 Km) invece che su un unico polo, deve essere chiaro che per un ospedale come quello di Camposampiero, che di per sé dispone già di una terapia intensiva neonatale come da schede ospedaliere, l’assenza del pediatra nella fascia notturna riduce i livelli di sicurezza per l’assistenza ai neonati e a tutti i pazienti di età pediatrica, prefigurando un'inadeguata assistenza che invece deve essere garantita sotto ogni profilo di sicurezza, appropriatezza e competenza per la tipologia di presidio e senza incidere con aggravio di responsabilità professionale del restante personale in servizio, criteri minimi che devono sempre e comunque tenere conto anche dei requisiti di legge e dei principi normativi per esercitare l’attività medica e specialistica presso un ospedale pubblico, per cui – ad esempio – non è ammissibile il ricorso ad appalti a cooperative di servizi o a contratti libero-professionali”.

Esprimendo “profonda preoccupazione” per le nuove disposizioni di servizio adottate, “onde non incorrere in profili di illegittimità e al fine di garantire appropriatezza, sicurezza, efficacia ed efficienza dell’assistenza perinatale e pediatrica”, ANAAO ASSOMED ha richiesto:

1.    l’ulteriore revisione dell’assetto organizzativo sopracitato con la presenza in servizio del pediatra/neonatologo anche nella fascia notturna;

2.    quali livelli di integrazione e/o collaborazione sono stati predisposti o tentati di concordare con l’assistenza pediatrica di libera scelta per supplire anche temporaneamente alla carenza di pediatri in sede ospedaliera, anche negli altri presidi della AULSS 6;

3.    se sia stata contemplata l’istituzione del servizio di pronta disponibilità pediatrica/neonatologica;

4.    che si provveda a convocare i Comitati di dipartimento interessati;

5.    che la Direzione Sanitaria incontri i dirigenti medici direttamente coinvolti per un confronto su tali problematiche;

6.    che si provveda a interpellare il Comitato Percorso Nascita ministeriale (DM 11/04/20018) onde addivenire a migliori modelli organizzativi;

7.    il dato numerico relativo ai parti/anno per età gestazionale maggiore o uguale a 37 settimane presso il presidio di Camposampiero;

8.    se il presidio di Cittadella (circa 1150 parti/anno) disponga di pronta reperibilità integrativa h24 da parte di neonatologi e se sia in grado di sopportare un incremento di parti relativamente al carico di cui viene sgravato il presidio di Camposampiero.

“Una progressiva riduzione – conclude l’Anaao veneto - di offerta di servizi alla popolazione accanto a decisioni politiche unilaterali che non possono derogare principi superiori di sicurezza delle cure già normati, non può comunque attribuire ai professionisti della salute che rimangono all'interno del Sistema Sanitario Nazionale carichi di lavoro incongrui per entità e competenza, lasciando di fatto inalterate le responsabilità individuali e gestionali dell’organizzazione, sia sulla sicurezza delle cure che sul benessere organizzativo. Ci auguriamo che l’Euganea risolva quanto prima tali problematiche. Una totale riorganizzazione di tutta l’offerta assistenziale pediatrica ospedaliera è doverosa e ormai urgentissima per i bambini, le famiglie, i medici”.

08 agosto 2019
© Riproduzione riservata


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