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Tempi di vestizione. Nursind: “Oltre 300 mila euro di risarcimento per 68 infermieri di Avellino”

Il Tribunale di Avellino ha condannato l’Ao di Moscati a risarcire i professionisti a cui non era stato riconosciuto il tempo di vestizione e consegne nell’orario di lavoro. “È dal 2015 che portiamo avanti questa battaglia di civiltà e incassiamo risultati a favore dei lavoratori”, commenta Romina Iannuzzi, segretario Nursind Avellino. Bottega: “È sempre bello quando a trionfare sono i diritti ma spiace essere costretti ad aprire contenziosi legali”.

22 MAR - Il 19 marzo scorso dal Tribunale di Avellino è arrivata la sentenza di primo grado che condanna l’Azienda Ospedaliera Moscati al pagamento di oltre 300mila euro di risarcimento per 68 infermieri per il riconoscimento dei tempi di vestizione e per i passaggi di consegne. A darne notizia, attraverso una nota, il Nursind, assistito dall’avvocato Domenico De Angelis, “uno dei legali più esperti in Diritto del lavoro”, spiega il sindacato.

“Un’altra vittoria per gli infermieri e per il sindacato: il tempo per indossare la divisa prima dell’inizio del turno, come abbiamo sempre sostenuto, va compreso nell’orario di lavoro e, quindi, retribuito – commenta Romina Iannuzzi, segretario territoriale Nursind Avellino e membro della direzione nazionale -. È dal 2015 che non solo portiamo avanti questa battaglia di civiltà nelle aziende sanitarie italiane, ma incassiamo anche risultati a favore dei lavoratori. Al punto da poter dire che su questo principio la nostra sigla ha fatto giurisprudenza”.

Ai 68 infermieri spetterà nel dettaglio una somma di circa 4.500 euro ciascuno, oltre naturalmente alla soddisfazione di vedersi riconosciuto un diritto a lungo calpestato. È proprio su questo aspetto che si sofferma il segretario nazionale Nursind, Andrea Bottega, commentando la sentenza: “È sempre bello quando a trionfare sono i diritti. A maggior ragione, come nel caso dei tempi di vestizione, se parte integrante del contratto, che il datore deve rispettare. Dell’intera vicenda, infatti, l’aspetto spiacevole è quello di essere costretti ad aprire contenziosi legali per poter dare agli infermieri, categoria tra le meno pagate d’Europa, la sacrosanta retribuzione che spetta loro”.

22 marzo 2024
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