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Covid. Puglia. Approvata la legge che vieta l’accesso degli operatori non vaccinati in alcuni reparti


Molti parlano di “obbligo vaccinale per gli operatori sanitari”, ma non è esattamente così. Solo una legge Statale potrebbe imporre la vaccinazione. La legge pugliese, presentata da fabiano Amati (Pd), si limita a vietare l'accesso ad alcuni reparti più delicati agli operatori non vaccinati contro il Covid, estendendo al covid quanto già previsto nella legge regionale 27/2018 per altre malattie. Nulla escludere la possibilità degli operatori di rifiutare la vaccinazione e richiedere, eventualmente, un cambio di reparto. LA LEGGE E GLI EMENDAMENTI

24 FEB - Per alzare i livelli di sicurezza delle strutture ospedaliere e dei reparti più delicati il Consiglio regionale della Puglia ha approvato ieri una legge che estende l’obbligo di vaccinazione antiCovid a quanto previsto dalla legge regionale 27/2018, che limita l'accesso ad alcuni reparti agli operatori sanitari non vaccinati per diverse malattie (come epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, pertosse, influenza e tubercolosi).

L’Assemblea pugliese ha infatti dato il via libera ieri, con 28 voti, alla legge presentata dal presidente della I Commissione, Fabiano Amati. “Questa legge - spiega una nota del Consiglio - è rivolta agli operatori sanitari che svolgono la loro attività professionale nell’ambito delle strutture facenti capo al servizio sanitario nazionale, ed ha lo scopo di prevenire e proteggere la salute di chi frequenta i luoghi di cura. Si tratta, per rimanere all’interno delle competenze regionali, di inibire l’accesso ai reparti degli istituti di cura agli operatori sanitari se non vaccinati”.

Grande soddisfazione da parte del firmatario della legge: “La decisione della Puglia di rendere efficace l’obbligo anche per la vaccinazione anti-Covid-19 è una decisione politica accordata con salute e scienza, sulla scia di una legge già vigente approvata nella scorsa legislatura su proposta della collega Francesca Franzoso e dichiarata pienamente costituzionale con sentenza scritta da Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia”.

“Come è noto a tutti - prosegue Amati -, c’è una percentuale altissima di operatori sanitari non vaccinati contro il Covid, che per questo sono dichiarati inidonei a svolgere l’attività in reparti a rischio (oncologia, ematologia, pneumologia, malattie infettive, sale operatorie, terapia intensiva ed altri) e pregiudicano la formazione dei turni di lavori. A tutto ciò s’intende ovviare ampliando alla vaccinazione anti-Covid la legislazione regionale vigente in materia di esecuzione degli obblighi vaccinali, ritenuta legittima con Sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019, relatrice Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia”.
 
“È di tutta evidenza - conclude Amati - che l’esecuzione dell’obbligo vaccinale agli operatori sanitari non esaurisce la gamma dei problemi tra noi, la pandemia e l’immunità di popolazione, ma offre uno strumento in più; e tutto ciò sulla base, peraltro, di un punto di vista in passato ben argomentato dalla c.d. Carta di Pisa, che vide tra i suoi autori l’assessore pugliese Lopalco”.

Per il Gruppo regionale di Fratelli d’Italia, il provvedimento appena approvato resta, comunque, una legge “farlocca”. “Fratelli d’Italia è sempre stata dalla parte della Scienza e auspica che in Puglia si vaccinino non solo gli operatori sanitari e gli ultraottantenni, ma tutta la popolazione”. Ma “questo centrosinistra continua a prendere in giro i pugliesi”, perché “fa credere che si rende obbligatoria la vaccinazione anti-covid agli operatori sanitari, ma di fatto non è così. Perché quando si parla di obbligo vaccinale si parla di un obbligo che può essere stabilito solo dallo Stato, e per tutta la popolazione. Peraltro si tratta di una modifica di legge inutile, visto che lo stesso assessore Pierluigi Lopalco ha ribadito che nel testo non si fa altro che incentivare la vaccinazione. Perché la Regione, è bene ribadirlo, non può disporre obblighi in assenza di una legislazione nazionale. Questa legge non parla, infatti, di obbligo, ma recita una cosa lapalissiana: ‘la pratica di prevenzione si applica anche per la vaccinazione anti-Coronavirus-19 purché la pratica di prevenzione sia prescritta in forma di obbligo di legge statale”.

Per FdI, “se si vuole rendere obbligatorio il vaccino anti-Covid, si solleciti allora il Governo nazionale. Noi di Fratelli d’Italia abbiamo anche proposto di presentare una mozione, ma l’ex premier Conte aveva sostenuto che non avrebbe mai inserito l’obbligatorietà: ora è subentrato il Governo Draghi, magari la pensa diversamente. Ma evitiamo di dare false informazioni facendo credere che da questo momento gli operatori sanitari hanno l'obbligo di vaccinarsi. Volersi appuntare medaglie per far credere all’esterno che la Puglia è la prima regione che impone la vaccinazione è una fake news: appunto una notizia farlocca. E che sia tale - conclude la nota del Gruppo - lo sa anche bene la stessa maggioranza, visto che fino a tarda sera ha cercato di avere in aula numeri che non c’erano…e che hanno trovato dopo un’ora, dando vita a una votazione molto più pittoresca di film comico. La dignità del Consiglio regionale non è mai caduta così in basso”.

24 febbraio 2021
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