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Sardegna. Concorsi di primari e nomine in campagna elettorale, Agus e Ganau: “È allarme ricorsi”

di Elisabetta Caredda

Polemiche a pochi giorni dalle elezioni regionali del 25 febbraio. Per il capogruppo dei progressisti “la ‘celerità’ di questi bandi ha creato talvolta difficoltà nella scelta dei commissari, sappiamo di commissioni formate da specialisti solo di sesso maschile”. Il capogruppo del Pd chiede all’assessore Doria di intervenire “perché le aziende si astengano da attività di nomina o concorsuali che non siano funzionali e dirette alle prestazioni sanitarie”.

07 FEB - La Sardegna è entrata nel vivo della campagna elettorale per le elezioni regionali che si terranno in unico turno il 25 febbraio 2024. Dalla commissione consiliare Salute i consiglieri continuano a monitorare sulle problematiche che emergono dalle aziende sanitarie, come quelle apprese sulle procedure di concorsi di Primari e varie nomine di ruoli apicali, di cui parlano a Quotidiano Sanità i capogruppo dei Progressisti e del Partito Democratico, Francesco Agus e Gianfranco Ganau.

“Gran parte dei reparti dell’Arnas Brotzu – spiega il capogruppo dei progressisti Francesco Agus - sono stati guidati in questi ultimi anni da Primari facenti funzione. Non nego che questi ruoli quantunque precari ci hanno fatto registrare nel corso della legislatura delle ripercussioni sull’organizzazione stessa dei reparti, e di riflesso quindi sull’attività clinica, nonché sulla soddisfazione del personale medico, infermieristico, sanitario e amministrativo. Ecco che assistiamo alla svolta in piena campagna elettorale: l’azienda sembra essersi trasformata in un concorsificio”.

“Basti pensare – prosegue il consigliere - che nelle ultime settimane sono stati banditi, e in alcuni casi svolti, numerosi concorsi indirizzati, per citare alcuni esempi, per la direzione delle strutture di oncologia medica, di radiologia diagnostica, di chirurgia senologica, di chirurgia generale a indirizzo oncologico, di recupero e riabilitazione funzionale, di chirurgia generale e d'urgenza; ancora, della struttura della cardiologia pediatrica, della radiologia oncologica, dell’oculistica, dell’urologia, dell’oncologia medica, della chirurgia plastica e ricostruttiva. A queste si aggiungono diverse selezioni interne aperte per l'area infermieristica e ostetrica, per l'area delle tecniche di riabilitazione e di prevenzione, per l’anatomia patologia, per la chirurgia generale, l’ oftalmologia, e per la ginecologia”.

“Una celerità nella pubblicazione dei bandi delle selezioni che, come ci è stato segnalato, sta creando problemi anche nello svolgimento delle prove là dove sono state indette. In diversi casi infatti ci sono state difficoltà nella scelta dei commissari, tanto da portare a reiterare le estrazioni della commissione sino a trovare qualcuno disposto a farne parte in tempi estremamente brevi. In altri casi, inoltre, e questa è una violazione tale da inficiare l’intera procedura concorsuale e da costituire causa per l’annullamento dell’intera selezione, è stata scelta una commissione composta interamente da specialisti di sesso maschile”.

“Vi è poi la questione sulla carente trasparenza che non sta favorendo, in questo periodo peraltro di grande caos, la partecipazione degli specialisti. Per la direzione di strutture così importanti ci si aspetterebbe grande partecipazione anche da parte di specialisti provenienti da tutta Italia, come solitamente notiamo avviene nei grandi ospedali, così come lo è l’Arnas G. Brotzu. Colpisce peraltro il fatto che gran parte delle selezioni sia ‘sostanzialmente interna’ – conclude Agus.

“Stiamo assistendo – interviene il capogruppo Pd Gianfranco Ganau -, si potrebbe dire, quasi ad un mercato di nomine, incarichi e convocazioni di concorsi per amministrativi come non si erano mai viste in cinque anni di legislatura. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Già negli scorsi mesi abbiamo assistito all’attribuzione di incarichi e posizioni organizzative non sempre opportune a fine legislatura anche per chi ne ha beneficiato, ma farlo nel vivo della campagna elettorale delle regionali va molto oltre, ai limiti della legalità e correttezza. Che rischia di sollevare ricorsi”.

“In più - conclude Ganau – abbiamo notato che Ares punta a centralizzare le sue funzioni su Cagliari svuotando le altre sedi alle quali afferisce, a partire da quella di Sassari, e costringendo il personale a spostarsi, a dover fare lunghi viaggi. Ciò è in pieno contrasto con la sua funzione regionale che deve poter estendersi su tutto il territorio dell’isola. A questo punto penso, e lo chiedo con forza, che l’assessore alla Sanità debba impedire questo sconcio di situazioni, invitando le aziende sanitarie su cui vigila, e di cui ha responsabilità di controllo e nomina, ad astenersi da attività di nomina o concorsuali che non siano funzionali e dirette alle prestazioni sanitarie”.

Elisabetta Caredda

07 febbraio 2024
© Riproduzione riservata

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