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Il drammatico crollo di Firenze e l’appello dei professionisti Tecnici della Prevenzione 

20 FEB - Gentile Direttore,
all’indomani del drammatico crollo di Firenze, il Governo annuncia nuove misure d’inasprimento delle sanzioni e di aumento dei controlli, piuttosto che di efficacia delle ispezioni ad opera di professionisti qualificati. Immediato il richiamo della Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (TPALL), e le prime proposte suggerite dall’opposizione.

Facciamo un passo indietro.
Il complesso dell'ex Panificio militare, tra via Ponte di Mezzo e via Mariti, era stato dismesso dagli anni '70, ed Esselunga ha avviato i lavori nel luglio 2021. Adesso, l'area del crollo, che copre un intero isolato, è stata posta sotto sequestro, ed il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dopo aver proclamato il lutto cittadino a Firenze e in tutta la regione, ha annunciato “Voglio che tutti si rifletta, e ognuno che ha una competenza possa mettere in atto il proprio impegno perché certe cose non si possano ripetere”.

In base a quanto comunicato dal presidente Giani, nei lavori di Firenze ci sono altre 30 ditte coinvolte in subappalti. Benché si tratti di un’opera notevole, commissionata da una delle maggiori aziende italiane nel suo settore, sovente i progetti di queste dimensioni vengono “spacchettati” in diversi appalti e subappalti, affidati a tante piccole e medie imprese a scapito della qualità e, purtroppo, i costi che vengono “tagliati” riguardano la sicurezza, l’impiego in nero degli operai, oppure li assumono con contratti di minor qualificazione.

Immediato è stato il richiamo alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro espresso dalla Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (TPALL), che più volte ha sollecitato le Istituzioni, con iniziative, proposte e richieste di audizione, affinché si attivassero in maniera concreta. Attivate inoltre le 59 Commissioni di albo dei TPALL dei rispettivi Ordini TSRM e PSTRP provinciali ubicati su tutto il territorio nazionale, impegnate ad elaborare proposte funzionali al miglioramento del sistema salute e sicurezza sul lavoro sulla base delle competenze e delle esperienze che quotidianamente, ciascun Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, esprime nel proprio agire professionale sia attraverso l’attività ispettiva sia in qualità di consulente d’impresa.

Sul comunicato della Commissione d’albo nazionale TPALL leggiamo che “All’indomani di simili eventi drammatici, sentiamo parlare di inasprimento delle sanzioni e di aumento dei controlli senza, invece, una reale analisi di quelli che dovrebbero essere gli interventi di prevenzione e le competenze necessarie al sistema lavoro. (…) La sicurezza sul lavoro necessita di professionisti con competenze capaci di correlare gli aspetti tecnici, organizzativi e gestionali agli effetti che le scelte hanno sulla salute dei lavoratori. Le politiche che in questo ultimo periodo hanno portato ad assumere presso gli organi deputati alla vigilanza personale senza alcuna conoscenza certificata della sicurezza è fallimentare. È una questione di salute! Non devono essere tutelati gli ambienti di lavoro in quanto tali, ma in quanto contesti in cui i lavoratori mettono in gioco la propria salute. È una questione di prevenzione!”.

A questo appello fa eco il comunicato della segreteria del PD, nel proporre al Governo un “confronto serio su una proposta precisa: adottare anche per i cantieri privati le tutele previste per quelli pubblici, a partire dal contratto di lavoro che deve essere quello dell’edilizia, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali più rappresentative". Inoltre l’on. Marina Sereni, ha sottolineato che "Anche in termini di prevenzione si può e si deve fare di più, nei luoghi di lavoro pubblici e privati, impegnando le professionalità specifiche previste dal nostro ordinamento universitario, come i Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (Tpall) che hanno giustamente in queste ore ribadito l’importanza delle loro competenze affinché la cultura della sicurezza nel lavoro si affermi sconfiggendo la logica del contenimento dei costi fatto sulla pelle dei lavoratori”.

Concludo riportando alcuni dati scientifici circa la “percezione del rischio sul lavoro”, come spunto di riflessione a beneficio degli attori coinvolti e dei professionisti quotidianamente impegnati nei cantieri.

La percezione del rischio è studiata in molte discipline di ricerca, e sebbene siano noti molti dei fattori che influenzano la percezione del rischio nel campo della prevenzione dei rischi sul lavoro, non esiste ancora una comprensione completa delle modalità con cui i professionisti di questo settore percepiscono i rischi.

Nello studio “Perception of risk in construction. Exploring the factors that influence experts in occupational health and safety” condotto da ricercatori spagnoli della Università di Malaga, pubblicato su Safety Science 133 (2021), viene analizzata l'incidenza delle variabili socio-demografiche (genere, età, titolo universitario, anzianità del titolo ed esperienza professionale) nella percezione della probabilità e delle conseguenze del rischio di incidente di un gruppo di Esperti in Sicurezza e Salute delle Costruzioni. Inoltre, l'incidenza di queste variabili è stata valutata in varie fasi di una costruzione.

Sulla base di un questionario di indagine su 30 processi costruttivi, e applicando un modello di regressione lineare multilivello, sono state ottenute differenze statisticamente significative nella percezione del rischio in funzione dell'età degli Esperti di Sicurezza Edilizia, mentre è stato determinato che non vi è alcuna differenza significativa nella percezione del rischio tra uomini e donne in questo settore professionale.

Le maggiori discrepanze sono state riscontrate nella valutazione del rischio complessivo delle attività di costruzione nelle prime fasi di un cantiere.

Maurizio Martinelli
Segretario nazionale UNPISI

20 febbraio 2024
© Riproduzione riservata

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