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Salute e lavoro. Dati Cgil-Inca Veneto: nel 2023 si contano 36 morti e 4.600 denunce di malattie professionali 

Basso (Cgil Veneto): “I dati sono preoccupanti perché dimostrano la drammaticità della situazione ed è per questo che chiediamo da tempo alla Regione Veneto che affronti questa tema”. Mara Carlin (Inca): “Sulle malattie professionali incremento dei casi patrocinati: da 928 casi del 2022 si passa a 968 casi nel 2023. I settori più colpiti sono industria ed edilizia ma anche la sanità, tanto con le strutture ospedaliere, quanto con le Rsa”. I DATI

di Endrius Salvalaggio 
26 FEB - “In Veneto si muore ancora di lavoro, per infortuni o per malattie professionali. Ci si ammala come e più di trent’anni fa a causa dell’esposizione all’amianto o ad agenti inquinanti come la silice, responsabile della silicosi, patologia dell’apparato respiratorio in preoccupante aumento per quanto riguarda le malattie professionali”. A dirlo è Tiziana Basso, Segretaria generale Cgil Veneto, sui dati per l’anno appena passato.

A confermare l’andamento degli infortuni sul lavoro con esito mortale accaduti nel territorio della Regione del Veneto è lo stesso osservatorio regionale che conta nel 2023 ben 39 avvenuti nel territorio di competenza, ricollegabili ad una attività lavorativa.

“I dati sono preoccupanti perché dimostrano la drammaticità della situazione – spiega la segretaria generale, Tiziana Basso – ed è per questo che chiediamo da tempo alla Regione Veneto che affronti questa tema, anche in occasione del rinnovo del piano strategico per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. La strada da percorrere prevede un lavoro di condivisione degli obiettivi fra tutti i soggetti coinvolti. Rispetto ai primi casi di morti sul lavoro che si sono verificati in questo inizio anno, si riconfermano, purtroppo, le caratteristiche del fenomeno rispetto al 2023 con età avanzata delle persone che hanno perso la vita, ambito di appalti e subappalti, criticità relativa alla qualità e all’efficacia della formazione su cui da tempo stiamo battendo”.

Mentre Silvana Fanelli, Segreteria regionale Cgil, con delega su Salute e Sicurezza ci riporta ai dati elaborati riguardo infortuni e malattie professionali nel Veneto che mette la terza regione in Italia per infortuni denunciati e la seconda per quanto riguarda gli infortuni mortali, per quanto riguarda le morti in occasione di lavoro, non si vedono salti di qualità.

“Tutto questo – incalza Fanelli - ci fa pensare che la strada da intraprendere nell’organizzazione del lavoro e negli investimenti in sicurezza è ancora lunga. Stesso discorso vale per le malattie professionali che hanno un’incidenza sopra la media nazionale di malattia per singolo lavoratore. Sulle silicosi, c’è stato un aumento notevole in Veneto passando dai 2 casi del 2022 ai 16 del 2023 tanto che, anche su nostra richiesta in Regione si sta affrontando un piano di prevenzione legato a queste patologie respiratorie. Il tema invece delle patologie muscoloscheletriche è un tema di genere, legato anche ai lavori di cura in cui sono impiegate molte lavoratrici, e che portano a patologie che si riflettono sulla qualità della vita”.

“I settori in cui si registra il numero più elevato di eventi infortunistici – riporta Mara Carlin, responsabile regionale Inca per danni da lavoro - sono industria ed edilizia con circa il 60 per cento sul totale, ma anche della sanità, tanto con le strutture ospedaliere, quanto con le Rsa. Il numero più elevato sia ha nella classe d'età 51-60, che nel 2023 fa registrare 337 casi patrocinati su 791, corrispondenti ad un 42,6% del totale. Non mancano gli infortuni intercettati tra lavoratori nella fascia d'età 61-70, pari a 94 casi nel 2023. Per quanto riguarda le malattie professionali segnalate, premesso che si tratta di numeri concernenti le segnalazioni di patologie e non il numero di lavoratori, nel 2023 si registra un incremento del numero dei casi patrocinati: da 928 casi del 2022 si passa a 968 casi nel 2023. Suddividendo le segnalazioni per genere, prevalgono quelle maschili, (65per cento circa. del totale delle segnalazioni)”.

“La grande maggioranza di patologie segnalate sono a carico del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, imputabili alla movimentazione manuale di carichi, all'esposizione a vibrazioni al corpo intero, e al sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. L'attività quotidianamente introdotta dall'Inca a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici affetti da danni alla salute, tanto in termini di infortuni, quanto in termini di patologie di natura professionale, è frutto di una costante collaborazione con medici legali e del lavoro. Purtroppo, infatti, soprattutto negli anni più recenti, il percorso per far valere la giusta tutela assicurativa ai lavoratori e alle lavoratrici, in termini di prestazioni economiche, sanitarie e riabilitative si è fatto sempre più difficile, rendendosi spesso necessario il ricorso al contenzioso amministrativo ma anche giudiziale”. Conclude Mara Carlin.

Endrius Salvalaggio

26 febbraio 2024
© Riproduzione riservata

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