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Basilicata. Dialisi, l’Aned lancia una petizione per l’apertura del Centro pubblico a Policoro

L’Associazione nazionale emodializzati scenderà anche in piazza, il 30 aprile a Potenza e l’8 maggio a Matera, per raccogliere il consenso dei cittadini. “Due società private hanno ottenuto di potere  aprire due centri nel raggio di 20 km, ma alla richiesta di un centro pubblico di Policoro, sostenuta dalle firme di tanti dializzati, è stato detto no”.

28 APR - Non si arrende l’Aned, Associazione nazionale emodializzati – Dialisi e Trapianto, che per raggiungere l’obiettivo di vedere realizzato un centro dialisi pubblico nell’ospedale di Policoro ha lanciato una petizione e scenderà in piazza, sabato 30 aprile a Potenza (in Piazza M. Pagano dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle ore 16,00 alle ore 20,00) e domenica 8 maggio a Matera (piazza V. Veneto, negli stessi orari), con un gazebo e un punto di incontro per spiegare ai cittadini ciò che sta accadendo nel materano e raccogliere il loro consenso.

“Due società private – afferma l’Aned in una nota - hanno ottenuto il parere favorevole dall’azienda sanitaria di Matera e dalla Regione Basilicata ad aprire due centri dialisi privati nel raggio di 20 km., uno all’esterno dell’ospedale di Tinchi, l’altro nel Comune di Policoro. Invece, la richiesta di aprire un centro dialisi pubblico nell’ospedale di Policoro, sostenuta dalle firme di tanti dializzati lucani, non è stata accolta”.


Dall’Aned “un appello alle donne e agli uomini che hanno a cuore le sorti del Servizio Sanitario Pubblico; a tutto il personale sanitario ospedaliero e ai medici di famiglia che spesso incontrano e assistono nei loro ambulatori le persone affette da malattie renali, dializzati e trapiantati; agli studenti, ai quali vogliamo far comprendere i problemi dei malati nefropatici; ai lavoratori e alle loro rappresentanze sindacali che convivono da lungo tempo tra difficoltà economiche e contrazione dei diritti; alle associazioni di volontariato impegnate quotidianamente nell’aiutare le persone in stato di bisogno”.

“La presa in carico del paziente nefropatico, la diagnosi precoce, l’individuazione dei soggetti a rischio, l’allontanamento nel tempo dell’insorgenza della malattia, la domiciliarizzazione del paziente, la promozione di piani di trattamento specifico ed individualizzati, il registro regionale dei nefropatici a partire dallo stadio III dell’insufficienza renale, la rete nefrologica, l’aumento del numero di trapianti, sono attività – aggiunge l’Aned - che possono essere garantite solo da strutture pubbliche capaci ed efficienti. L’interesse prevalente del gestore privato invece è la crescita del fatturato e del profitto e la mera terapia dialitica, non certamente la prevenzione. La prevenzione delle malattie renali non è un aspetto secondario. Per questo – conclude l’Associazione – Aned tutti i giorni ci ‘mette la faccia’ in difesa del servizio pubblico: la dialisi come ogni intervento di cura diretto al paziente, deve rimanere una competenza strategica, per garantire la salute di tutti, evitare l’ingresso in dialisi e ogni forma di speculazione e di sperpero delle risorse che appartengono a tutti i cittadini”

28 aprile 2016
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