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Campania. Turnover e precari, si parte da Soresa. E sugli avvisi di mobilità la Cimo giura battaglia

La società assorbirà i primi 60 lavoratori impiegati con contratto a termine. Ma la mobilità in entrata da altre Regioni, di dirigenti medici, che avrebbe la precedenza sui concorsi attivati per lo sblocco del turn-over, viaggia con il freno tirato. E sul punto la Cimo torna all'attacco: "Le selezioni violano le norme".

03 OTT - La Società strumentale della Regione (interamente partecipata da Palazzo Santa Lucia), assorbirà i primi 60 lavoratori nei ruoli amministrativo e sanitario attualmente impiegati con contratti a termine. Ma intanto la mobilità in entrata da altre Regioni, di dirigenti medici, che avrebbe la precedenza sui concorsi attivati per lo sblocco del turn-over, viaggia con il freno tirato: tutti bocciati, infatti, gli 8 radiologi che hanno risposto all’avviso pubblico del Cardarelli per un posto di radiodiagnostica al dipartimento emergenza.

Sull'argomento la Cimo torna all’attacco e dopo un fitto carteggio con ministero e Regione giura battaglia: “Le selezioni violano le norme – avverte Antonio De Falco, presidente regionale della Confederazione italiana medici ospedalieri - attribuendo al colloquio orale un punteggio superiore o uguale a quello dei titoli, modalità non prevista nemmeno dai concorsi laddove invece, nel caso specifico, si tratta di trasferimento di contratti di personale già nei ruoli del Servizio sanitario nazionale per i quali dovrebbe valere solo una comparazione dei titoli. Abbiamo ricevuto decine e decine di segnalazioni di irregolarità da colleghi di tutta Italia che in questi giorni partecipano a tali selezioni di mobilità in risposta agli avvisi pubblici anche in altre Asl e aziende ospedaliere della Campania esperite con le stesse modalità". 


"Il Ministero da noi interpellato - prosegue De Falco - rimanda alla Regione che risponde in maniera evasiva facendo riferimento a norme sul pubblico impiego e relative ai concorsi che non centrano la questione da noi posta. Ossia: gli avvisi pubblici per mobilità e trasferimento di personale, come confermato da sentenze della Cassazione, sono trasferimenti di contratti di personale che ha già superato un concorso e per i quali dunque dovrebbe valere solo la selezione per titoli e per altre caratteristiche legate all’età, i carichi di famiglia ecc. escludendo l’attribuzione di un punteggio discriminante alla prova scritta e meno che mai al colloquio orale che apre la strada all’arbitrio del selezionatore. Se gli avvisi pubblici andranno avanti così si aprono le porte ad un lungo contenzioso che vanificherà l’ingresso di nuovo personale nel servizio sanitario campano dopo sei anni di blocco del turn-over. D’altra parte – conclude De Falco - la stabilizzazione del personale precario su cui si regge una fetta dei livelli essenziali di assistenza, dovrebbe rispondere all’atteso Dpcm di emanazione ministeriale piuttosto che attingere al 15 per cento del turn-over. In caso contrario infatti non cambierebbe nulla nell’attuale dotazione organica di Asl e ospedali che già possono contare sull’apporto del personale precario”.

Lo sblocco del turn-over in Campania, secondo quanto annuncia il presidente della Regione Stefano Caldoro, dovrebbe dare luogo, a partire dal 2015, all’ingresso di circa mille nuove unità lavorative tra medici e personale paramedico laddove, in cinque anni sono circa 10 mila le unità lavorative, solo per la parte medica, andate a casa per pensionamento. Le procedure per istruire i concorsi sono legate proprio alla attività della Soresa che, dopo aver concluso la partita del ripiano del debito pregresso della sanità regionale, continua la sua mission sul fronte della centralizzazione degli acquisti, degli accreditamenti delle strutture ex convenzionate con l’aggiunta, da gennaio dovrà affiancare le aziende sanitarie anche per il reclutamento del personale. Da qui l’esigenza di stabilizzare il personale precario.

Le 60 unità sono dirigenti amministrativi, tecnici informatici, farmacisti, consulenti del lavoro, ingegneri ed esperti di management sanitario che dal 2004, (quando la Soresa è stata costituita e nata), hanno lavorato con contratti di consulenza. La Spa regionale è infatti priva di un organico proprio. “La stabilizzazione del personale di Soresa - conferma Severino Nappi, assessore regionale al Lavoro - è propedeutica all’impiego della struttura amministrativa nelle procedure di reclutamento e assunzione di nuovo personale sanitario (medici e infermieri) in vista dello sblocco del turn-over per il 15 per cento del personale cessato. Tutto ciò si inserisce nel solco di quanto annunciato dal presidente Stefano Caldoro che con l'uscita dal commissariamento, da gennaio 2015, darà il via libera a circa mille nuove assunzioni nella sanità regionale (tra nuovi ingressi e stabilizzazioni)".

Linee guida in arrivo
Intanto a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione, si lavora alle ultime limature delle linee d’indirizzo per l’avvio delle procedure di reclutamento del personale da notificare ai manager di Asl e ospedali entro fine novembre. L’orientamento è procedere per aree vaste provinciali così da riassorbire in maniera omogenea le lacune negli organici. In totale per ora sono circa 550 le immissioni in ruolo previste, di cui 256 a valere sul decreto firmato dai tre ministri vigilanti (Salute, Finanze e Affari regionali) il 14 gennaio 2014 relative all’anno 2012 per rapporti di lavoro cessati nel 2011. E in lista di attesa ci sono ulteriori 308 posti relativi alla seconda annualità (anno 2013 per rapporti cessati nel 2012). Nel 2015 tali unità dovrebbero raddoppiare considerando anche la ripresa del processo di stabilizzazione del personale del comparto.

Il nodo della mobilità
Come detto, uno dei nodi da sciogliere riguarda i criteri di selezione per le prove legate agli avvisi pubblici di mobilità e le modalità da seguire per la stabilizzazione dei precari. La Cimo, in risposta alle proprie rimostranze sull’eccessivo perso dei colloqui rispetto alla valutazione dei titoli scientifici negli avvisi di mobilità ha ricevuto, agli inizi dello scorso agosto, una missiva dalla presidenza del Consiglio dei ministri in cui in sostanza il Governo, pur non entrando nel merito della questione, sollecita la Regione Campania ad una tempestiva risposta. “Risposta arrivata a metà settembre – spiega ancora De Falco – in maniera evasiva e contradditoria che se da un lato ribadisce la presunta legittimità del colloqui (in realtà invece escluso dal contratto di lavoro dell’8 giugno del 2000), dall’altro rimanda alle norme sui concorsi del pubblico impiego che, se da un lato non sono calzanti per il settore sanitario (che risponde anche a norme specifiche e contrattuali), dall’altro non prevedono, se non per il personale apicali, un colloquio individuale che comunque prevede 60 punti ai titoli, 40 alle prove di esame e solo 10 per la prova orale. Qui invece, per un avviso pubblico, che non è un concorso ripeto ma un trasferimento di contratto, si attribuiscono 50 punti ai titoli e 50 al colloquio, in taluni casi addirittura 40 e 60, violando palesemente le norme. E allora in difesa dell’interesse collettivo e individuale legittimo dei tanti colleghi che ci scrivono da tutta Italia siamo pronti ad affiancarli negli eventuali contenziosi con le aziende sanitarie che hanno espletato tali avvisi pubblici". 
 

 
Ettore Mautone
 

 

03 ottobre 2014
© Riproduzione riservata


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