Campania. Anaao: “Ospedale Annunziata è da chiudere come tutte le altre strutture pericolose”

Campania. Anaao: “Ospedale Annunziata è da chiudere come tutte le altre strutture pericolose”

Campania. Anaao: “Ospedale Annunziata è da chiudere come tutte le altre strutture pericolose”
Il segretario Zuccarelli: “Viste le condizioni nelle quali versa la nostra sanità e la completa assenza di un dialogo con i commissari di governo, organizzare caroselli per tenere aperto un ospedale per nulla sicuro è come preoccuparsi di una lampadina rotta mentre il Titanic affonda”

“Il dibattito sulla paventata chiusura dell’ospedale Annunziata sta assumendo risvolti grotteschi. Non è possibile che la politica regionale debba essere presa d’assedio su un tema che al di là della demagogia non sposta di un solo centimetro le vere questioni di salute dei cittadini”. A dirlo è Bruno Zuccarelli, segretario regionale dell’Annao Assomed.
 
“Viste le condizioni nelle quali versa la nostra sanità e la completa assenza di un dialogo con i commissari di governo, organizzare caroselli per tenere aperto un ospedale per nulla sicuro è come preoccuparsi di una lampadina rotta mentre il Titanic affonda. Se questo è il livello del dibattito allora siamo alla frutta”.
 
Il leader regionale dell’Anaao ricorda che l’intera regione, schiacciata da anni di tagli indiscriminati, versa in uno stato ‘disastroso’. Ribadisce che «a tutela dei medici e dei pazienti gli ospedali pericolosi come l’Annunziata vanno chiusi e riconvertiti in strutture territoriali. Se non si realizza una rete territoriale forte – incalza – e si carica tutto su ospedali e pronto soccorso il risultato non può che essere un disastro. Vogliamo ragionare sulle priorità? Bene, qualcuno si è posto il problema dell’assistenza durante il mese di agosto. Con gli organici ridotti all’osso ci saranno centinaia di medici costretti ad un lavoro massacrante per cercare di rendere non dico dignitosa, ma almeno sicura, la permanenza dei pazienti ricoverati. Le liste d’attesa arrivano in molti casi anche a 60 o 90 giorni, tanto che la gente disperata va altrove. Tra i colleghi medici vige lo sconforto non solo perché non ci sono più i mezzi, ma soprattutto perché siamo nelle mani di chi, non essendo un politico, non ha idea di come si faccia programmazione a lungo termine”.
 
Poi una nuova dura critica al piano ospedaliero.
“Nel piano ospedaliero – dice – steso dai commissari esiste una sproporzione enorme tra le strutture territoriali e quelle ospedaliere. L’ Asl Napoli 3 Sud che conta 13 distretti e 8 ospedali, ma che ha una popolazione di 1.100.000 abitanti si prevedono 2.242 posti (di cui 1107 presso strutture accreditate) a fronte dei 6.696 della sola Asl Napoli 1, a parità di popolazione. Altro tema il taglio del numero di ambulanze “medicalizzate” previsto nel piano, che andrà a penalizzare molti Comuni “svantaggiati” di Avellino (meno 47%), Benevento (-40%), Salerno 1 e 2 (-28%), Caserta (-21%). Volendo guardare oltre, anche se solo si alza lo sguardo verso i criteri di ripartizione del fondo sanitario, ci si accorge che la Campania è ultima tra le ultime”.
 
“Insomma – conclude Zuccarelli – senza perderci in tecnicismi, stiamo davvero a discutere dell’Annunizata mentre un’intera regione è messa in questo modo? E’ il momento che la politica e le parti sociali riprendano lo spazio che meritano, nell’interesse dei cittadini/pazienti e di tutti coloro che lavorano in sanità. Il presidente De Luca ha intrapreso la strada giusta nominando i direttori generali, è l’ora di realizzare un fronte comune e di restituire un futuro di salute a questa regione”.

22 Luglio 2016

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