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Lazio. Corte dei Conti: "Ancora troppi sprechi e illeciti ma migliora la gestione ospedaliera"


Questo il giudizio della Procura generale in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario. Permangono i "soliti" problemi noti e situazioni illecite come il raggiro del blocco del turnover. Migliora invece la situazione del Policlinico Umberto I che "va assumendo un volto nuovo".

20 FEB - "I fatti sulla sanità nel Lazio sono noti: ospedali troppo piccoli, che appaiono inadeguati alle sfide dei tempi nuovi; troppi posti letto, concentrati nell’area centrale della città; qualità delle cure non all’altezza dei costi; disfunzioni organizzative, con salvezza di poche zone di eccellenza; e, comunque, scarsa attendibilità dei dati regionali". Così il procuratore regionale Angelo Raffaele De Dominicis (VEDI RELAZIONE INTEGRALE) ha sintetizzato la situazione della sanità laziale inaugurando insieme al presidente della Sezione, Ivan De Musso (VEDI RELAZIONE INTEGRALE), l’anno giudiziario 2013 della Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio.

Il procuratore De Dominicis vista l'imminenete tornata elettorale, ha voluto anche sottolineare come "in tempi di comizi elettorali la magistratura ha il dovere di non interferire ma alcune vicende sintomatiche di un vasto malessere, essendo particolarmente allarmanti, non possono mantenersi segrete". Tra queste si fa menzione di " alcune fattispecie illecite connesse a situazioni relativamente alle quali per sopperire alle assenze di personale medico si è fatto ricorso a prestazioni aggiuntive rese dal personale in servizio, con anomalo incremento delle retribuzioni ma senza la garanzia del mantenimento della qualità del servizio specialistico funzionalmente carente per assenze o per altri impedimenti".

Il ricorso all’acquisto di prestazioni, "è ormai diventato una prassi consolidata. Può dirsi, pertanto, che l’effetto del blocco delle assunzioni stabilite dalle leggi è risultato del tutto inutile sul piano economico e deleterio su quello amministrativo ed organizzativo".

Non sono però mancate le note positive. Sempre De Dominicis ha voluto precisare che la sanità nel Lazio "non può essere vista soltanto come un supermercato della malagestio". "L’andamento della gestione finanziaria del comparto sanitario nel 2012 presenta alcuni aspetti positivi e di miglioramento rispetto agli esercizi precedenti, frutto degli effetti favorevoli delle varie manovre di contenimento della spesa pubblica, che hanno consentito di attestare i risultati finali di spesa a livelli più contenuti di quelli inizialmente previsti", ha detto. "Va in proposito riconosciuto che è in virtù della nuova dirigenza posta alla guida del Policlinico Universitario Umberto I che il complesso ospedaliero più prestigioso della capitale vada assumendo un volto nuovo, più adeguato ed attento alle sfide dei tempi. La nuova dirigenza ha opportunamente approntato una perizia giurata sullo stato delle gallerie ipogee con l’indicazione delle criticità determinate da lavori mai eseguiti e dei rilevanti danni causati all’intero complesso ospedaliero universitari".


Nella sua relazione il presidente De Musso ha ricordato alcune fattispecie caratterizzate dalla "bassezza morale che ha ispirato la condotta illecita degli autori del danno erariale". "La sent. n. 1058 che ha riguardato un’operazione di cooperazione internazionale in Darfur. In questo caso il Ministero affari esteri aveva messo a disposizione di un’organizzazione un contributo di oltre 6,5 mln di euro per interventi mirati a ricostruire o ripristinare strutture sanitarie, acquedotti e scuole danneggiati ed a consegnare medicinali e generi di prima necessità. Una verifica tecnica del Ministero (ancorché tardiva) ha accertato che una serie di “manchevolezze” avevano pregiudicato la realizzazione di aiuti concreti".

C’è poi chi ha lucrato anche sui farmaci salvavita. La titolare di una farmacia, approfittando della dicitura “urgente” apposta sulla prescrizione dal medico di base su sollecitazione della stessa farmacista e dei genitori di un bambino emofiliaco, preoccupati di avere a disposizione il farmaco in tempo utile per la sua somministrazione, ha attivato la procedura ordinaria (invece della semplice richiesta di messa a disposizione) per la fornitura del farmaco da parte dei Centri del Servizio sanitario nazionale, procedura che prevede il rimborso a favore della farmacia del prezzo pieno dello stesso farmaco anziché del solo costo della sua distribuzione (sent. n. 1213). De Musso ha voluto infine ricordare il "rapporto di servizio in senso lato", principio in base al quale nella sentenza n.348/2012 è stata riconosciuta l'assoggettabilità alla giursidizione della Corte delle case di cura private accreditate nel Ssn "in quanto inserite nell'attuazione della attività di assistenza sanitaria di pertinenza pubblica (ex art. 43, l.n. 833/1978 ed 8, d.lgs. n. 502/1992)".

20 febbraio 2013
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