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Da Rbm un nuovo prodotto assicurativo per abbattere le liste d’attesa

Presentato oggi a Milano all’interno dell’Health & Medmal Insurance Summit, si attiverà nel caso di attese troppo lunghe o di assegnazioni troppo lontane da casa propria. Per l’Ad dell’azienda Marco Vecchietti un modo per affiancare la sanità pubblica senza sostituirsi ad essa

08 OTT - Sei italiani su 10 ricorrono alla sanità privata per ridurre le liste d’attesa. La spesa per la sanità integrativa è cresciuta del 10% negli ultimi sei anni e dal 2014 al 2019 il tempo di attesa per una mammografia con il Servizio sanitario nazionale (Ssn) è aumentato in media di 59 giorni. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel IX rapporto Rbm-Censis che ha ispirato il lancio di un nuovo prodotto della compagnia assicurativa. Oggi a Milano, durante l’Health & Medmal Insurance Summit 2019, è stato presentato “Stop liste d’attesa®” che subordina la possibilità di attivare la propria polizza privata in presenza di liste di attesa troppo lunghe o di assegnazione del cittadino da parte del Cup a strutture Ssn troppo distanti dal domicilio.

“Il nuovo Patto per la Salute attualmente allo studio del Dicastero guidato dal Ministro Speranza parla finalmente di una Sanità non più integrativa ma complementare al Servizio Sanitario Nazionale – ha sottolineato Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rbm Assicurazione Salute – Non si tratta solo di un aspetto meramente lessicale, ma di un fondamentale passo avanti nella comprensione del bisogno dei cittadini italiani di vedere nel contempo confermato il ruolo centrale del Servizio Sanitario Nazionale e di avere in affiancamento un valido strumento di gestione per le proprie cure private. È proprio in quest’ottica che abbiamo lanciato il nuovo prodotto: il nostro obiettivo infatti non è quello di sostituirci alla sanità pubblica o di favorire il consumismo sanitario ma è quello di operare in armonia con il Ssn, assicurando al cittadino il nostro aiuto quando più ne ha bisogno ovvero quando la sanità pubblica non può gestire adeguatamente le sue necessità di cura”.

 
I dati Censis
Nel 2019 la spesa sanitaria privata dei cittadini ha sforato il tetto dei 40 miliardi di euro (691 euro pro capite per cittadino e 1.522 euro per famiglia), poco meno del 25% della spesa sanitaria totale. L’ultimo aggiornamento del Rapporto annuale Rbm-Censis evidenzia come i cittadini italiani ritengano necessario ricorrere alle cure privatamente per tagliare le lunghe liste di attesa (61,9%), per beneficiare di un’organizzazione delle cure logisticamente più compatibile con le proprie esigenze d’orario (20,11%), per avere servizi migliori e più personalizzati (21,6%) e per poter scegliere il propio medico di fiducia (43,4%).

Riguardo la lunghezza delle liste d’attesa per le visite specialistiche si hanno, in media, 55 giorni di attesa per una visita cardiologica, 37 per una visita ginecologica, 62 per una visita oculistica e 42 per una visita ortopedica. Per quanto riguarda gli accertamenti diagnostici la situazione è addirittura peggiore rispetto alle visite specialistiche: servono 94 giorni di attesa per una colonscopia, 121 per una mammografia, 51 per un’ecografia e 75 per una risonanza magnetica.

Oltre la metà della spesa sanitaria privata è destinata a prestazioni sanitarie, la maggior parte concentrate in area extraospedaliera.
La sanità integrativa oggi copre 13,9 milioni di italiani e la sua diffusione riguarda prevalentemente le fasce di età adulta e, quindi, le persone attive in età lavorativa. Ancora contenuta invece è l’adesione dei giovani e degli anziani.
 
Stop liste d’attesa
Il nuovo prodotto Rbm non contiene “barriere” d’entrata nella stipula delle polizze: è stato eliminato il questionario anamnestico e viene garantita agli assicurati la possibilità nel tempo di poter estendere la copertura anche alle malattie pregresse. “Inoltre, possono sottoscrivere la polizza persone fino a 80 anni d’età – ha sottolineato Vecchietti – Riteniamo importante avere un approccio più immediato con gli assicurati, fidelizzandoli. Un altro aspetto da sottolineare è inoltre l’integrazione della nuova linea di prodotti Rbm con il Fascicolo sanitario elettronico. Attraverso questa importante innovazione vogliamo dotare tutti i nostri assicurati di un passaporto sanitario immediatamente consultabile per qualsiasi esigenza di cura. Il tutto in linea con la nuova normativa sulla privacy e con i più elevati standard di sicurezza disponibili sul mercato”.
 
Michela Perrone

08 ottobre 2019
© Riproduzione riservata


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