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Falsi corsi per Oss. Sei arresti in Calabria. Suicida uno dei ragazzi truffati

In corso il sequestro di centinaia di titoli di studio ottenuti illegalmente. Ogni giovane allievo sborsava per il corso 2mila euro circa. Uno di loro, disoccupato da anni, si è suicidato. Il decesso risale a prima dell’inizio dell’operazione dei Nas, ma gli inquirenti vogliono scavare a fondo per capire se il gesto possa essere legato alla scoperta che l’impegno profuso dal ragazzo era stato del tutto inutile, considerata la falsità del titolo professionale acquisito.

23 OTT - I Nas di Napoli hanno arrestato stamani seri persone, su ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Castrovillari, accusati di far parte di una associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa e falso. Avrebbero organizzato numerosi finti corsi di Oss e Osss (Operatore Socio Sanitario ed Operatore Socio Sanitario con formazione complementare), ingannando tantissime persone, ad ognuna delle quali veniva chiesta una cifra intorno ai 2mila euro per partecipare ai corsi.

Al via il sequestro di centinaia di titoli di studio ottenuti illegalmente e di una ingente somma di denaro derivante dalla truffa.

Stando a quanto riportato dall’Ansa in merito alle indagini svolte dal Nas, gli arrestati avrebbero organizzato, negli anni 2015/2017, oltre 30 corsi attraverso una scuola professionale costituita ad Altomonte (Cosenza), denominata `Sud Europa´, priva di accreditamento alla Regione Calabria. Gli allievi dell'istituto, reclutati mediante la prospettiva di un facile sbocco lavorativo, pagavano 2mila euro per frequentare evanescenti corsi teorico-pratici.

Nel corso della conferenza stampa sull’operazione, colonnello Vincenzo Maresca, comandante dei Nas di Napoli, avrebbe comunicato che uno dei giovani che avevano partecipato ai corsi per operatore sanitario rivelatisi finti si è suicidato. Il Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla, ha precisato che “le indagini sono ancora in corso. Stiamo verificandoanche l'ipotesi di un'istigazione al suicidio. La morte del giovane risale ad un'epoca antecedente l'avvio delle indagini. Stiamo approfondendo e verificando tutto, comunque”. Ciò che si vuole accertare è se il suicidio possa essere legato alla scoperta di essere stato vittima di una truffa e che tutto l’impegno che aveva profuso per ottenere il titolo professionale era stato inutile, trattandosi di un finto corso e quindi di un finto titolo. Il ragazzo si sarebbe così visto sfumare la speranza di uscire dalla condizione di disoccupazione in cui viveva da anni.

23 ottobre 2019
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