Spending review. L’affondo del Cnel: “In sanità veri e propri tagli lineari. A rischio i Lea” 

Spending review. L’affondo del Cnel: “In sanità veri e propri tagli lineari. A rischio i Lea” 

Spending review. L’affondo del Cnel: “In sanità veri e propri tagli lineari. A rischio i Lea” 
Nelle sue osservazioni al testo il Cnel concorda sulla “necessità di riorganizzare il Ssn intervenendo sugli sprechi e sulle spese non necessarie", ma definisce gli interventi sul Fondo Sanitario "veri e propri tagli lineari che non distinguono tra situazioni virtuose”. Servizi essenziali messi "in discussione".

> In un documento dettagliato, approvato dall’Assemblea del CNEL nella seduta del 19 luglio scorso e presentato dalla consigliera Maria Teresa Salvemini, l'ente ribadisce quanto già affermato in un precedente rapporto sulla revisione della spesa pubblica del mese di giugno, e cioè che "un’organica politica di spending review non possa svolgersi senza un confronto istituzionale e sociale, e che per quest’ultimo, il Cnel è la sede istituzionale necessaria e adeguata". Del resto, osserva ancora il Cnel, "il coinvolgimento delle parti sociali è richiesto dalla Commissione e dal Consiglio Europeo per l’attuazione della strategia Europa 2020". 
 
Non solo critiche però. Per il Cnel significativi risparmi di spesa potrebbero essere ottenuti su tutto il territorio nazionale utilizzando in modo esteso:
– il meccanismo dei costi standard sia per le spese generali che per le prestazioni essenziali;
– i nuovi LEA (livelli essenziali di assistenza) nonché gli organici tipo per le diverse attività;
– il potenziamento dell’ADI (assistenza domiciliare e territoriale) con definizione dei LEA e dei LEAS (livelli essenziali di assistenza socio sanitaria) con una diversa organizzazione ed assetto della rete ospedaliera;
– la card sanitaria personale per gli utenti con microchip;
– una legge sul rischio sanitario.
 
Secondo il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro “la praticabilità concreta ed efficace degli interventi sarebbe molto rafforzata da sistemi di rilevazione della spesa che abbiano carattere davvero generale, sistematico, e con rilevazione automatica degli scostamenti dai parametri indicati, anziché fare affidamento su controlli e penalizzazioni ex post”. A questo scopo nelle sue osservazioni il Cnel suggerisce come “un maggiore uso di ICT potrebbe rafforzare l’efficacia di alcuni interventi riorganizzativi, evitando duplicazioni nei servizi, semplificando il circuito di esecuzione delle prescrizioni, rendendo confrontabili le fatture. Si auspica che l’applicazione di alcune norme del DL possa essere fatta tenendo conto di questa possibilità”.
 
Per il Cnel bisogna procedere in modo organico in quanto nel Ssn esistono “differenze strutturali rilevanti nelle diverse regioni nella distribuzione della spesa tra i principali comparti (gestione diretta, spesa farmaceutica, spesa in strutture accreditate) e non meno rilevanti differenze nei trend di tale spesa. Si tratta di procedere con un approccio che tenga conto di costi e fabbisogni standard, definendo procedure e parametri che, come nel caso della chiusura dei piccoli ospedali, siano di guida per le Regioni in sede di una riorganizzazione che comprenda anche i servizi sanitari territoriali e l'assistenza domiciliare.

31 Luglio 2012

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