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Decreto Balduzzi. Omeopatia. Imprese: “Duro colpo. Ci costerà 30 mln di euro all'anno”

Puntano il dito contro l'allargamento a questi prodotti del diritto annuale di 1.000euro. “Il fatturato delle aziende omeopatiche in Italia non supera i 180 mln. Salta agli occhi la sproporzione dei 30 milioni di euro di diritto annuale che le aziende dovranno versare a partire dalla registrazione”.

10 SET - “Un inspiegabile duro colpo all'omeopatia è stato dato con il decreto Balduzzi con l'allargamento anche a questi prodotti del diritto annuale di 1000,00 euro fissato con decreto ministeriale nel marzo scorso per i farmaci. Il fatturato delle aziende omeopatiche in Italia non supera i 180 milioni di euro e i prodotti in vendita sono stimati in circa 30 mila. Salta agli occhi la sproporzione dei 30 milioni di euro di diritto annuale che le aziende dovranno versare a partire dalla registrazione dei medicinali omeopatici”.
Ad affermarlo, in una nota, è Omeoimprese, associazione che riunisce le aziende di farmaci omeopatici che rappresentano il 90% del mercato per un fatturato complessivo di poco più di 162 milioni di euro nel 2011.

"Appena abbiamo saputo dell'inserimento di questa disposizione ci siamo mossi con il Ministero" afferma Fausto Panni, presidente Omeoimprese. "Abbiamo fatto presente che il diritto annuale così come concepito implicherà la chiusura di molte aziende italiane produttrici e distributrici di medicinali omeopatici. Abbiamo volutamente evitato di alzare i toni, ma ora che il decreto è stato approvato, e da quanto sappiamo le nostre richieste non sono state prese in considerazione, ci chiediamo se sono state valutate attentamente le conseguenze della norma. C'è ancora tempo per apportare modifiche e noi confidiamo nella sensibilità del Ministro Balduzzi".


Il mercato dei medicinali omeopatici, sottolinea Omeoimprese, è caratterizzato da una richiesta di prodotti in quantità estremamente ridotte ma altamente diversificata. “Storicamente questa medicina nata in Europa comprende numerose formulazioni e presentazioni dello stesso prodotto, per rispondere alle esigenze terapeutiche dei medici per i loro pazienti, e le aziende cercano di rispettarle offrendo un ampio, ma non sempre retribuito, listino”.

"Non ci vogliamo sottrarre al pagamento delle dovute tariffe, del resto finora abbiamo ottemperato a tutte le richieste di versamento da parte del Ministero e di Aifa anche se i nostri prodotti sono solo notificati”, precisa Panni. Che però aggiunge: “Chiediamo equità e importi compatibili con i volumi del mercato e  con la crescita e lo sviluppo dell’omeopatia che una recente inchiesta Doxa ha confermato interessa più di un terzo della popolazione italiana, di una realtà industriale che non solo offre più di 1.000 posti di lavoro, ma ha anche  migliaia di medici prescrittori e milioni di utilizzatori".
 

10 settembre 2012
© Riproduzione riservata


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