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Anteprima/2. Ecco il Piano nazionale "Salute mentale". Obiettivo: presa in carico globale

Basato su una metodologia che intende affrontare la materia per aree di intervento, il Piano ha ricevuto il via libera dalla commissione Salute delle Regioni. Si attendono ora gli altri pareri delle Istituzioni coinvolte e poi il documento dovrà tornare in Conferenza Stato-Regioni per essere approvato definitivamente. IL DOCUMENTO.

14 GEN - Ecco in anteprima il nuovo Piano di azioni nazionale per la Salute mentale. Il documento è stato presentato dal Ministero della Salute in Conferenza Unificata lo scorso 7 dicembre. La commissione salute delle Regioni, coordinata dal Veneto ha dato parere favorevole al testo. Ma per essere approvato il documento deve raccogliere ancora le osservazioni delle altre Istituzioni e poi dovrà tornare in Conferenza Unificata per il via libera definitivo. 
 
La metodologia suggerita dal Piano si fonda sulla necessità di lavorare per progetti di intervento specifici e differenziati (Aree bisogni prioritari, altre aree di intervento e Valutazione e monitoraggio), sulla base di valutazioni dei bisogni delle persone e della implementazione di percorsi di cura che sappiano intercettare le attuali domande di salute e contribuiscano a rinnovare l’organizzazione dei servizi , le modalità di lavoro delle equipe, i programmi clinici aggiornati offerti agli utenti.
 
 
Il Piano di azioni nazionale per la Salute mentale.
 
Il documento stabilisce in primis il modello di approccio che deve garantire:

 
1) Accessibilità, presa in carico, continuità delle cure, personalizzazione del progetto;
2) Percorsi a differente intensità assistenziale in rapporto ai bisogni di cura;
3) Servizi flessibili, orientati sui bisogni delle persone
4) Lea garantiti dalla Asl nel suo complesso e non solo dal DSM o dai servizi per i disturbi neuropsichici in infanzia e adolescenza;
5) Percorsi esigibili individualmente, anche quando inseriti in attività di gruppo o in attività comunitarie.
 
Ma per realizzare questi obiettivi il documento ritiene opportuno individuare alcune aree omogenee di intervento e, nel contempo, offrire indicazioni metodologiche utili a delineare una progettualità innovativa, funzionale alla tipologia dei bisogni prioritari da focalizzare. In particolare, i bisogni prioritari su cui elaborare le cure possono essere ricondotti all’area esordi (intervento precoce, all’area disturbi comuni, all’area disturbi gravi e persistenti e complessi, all’area disturbi dell’infanzia e adolescenza.
 
Quindi la metodologia suggerita si fonda sulla necessità di lavorare per progetti di intervento specifici e differenziati, sulla base di valutazioni dei bisogni delle persone e della implementazione di percorsi di cura che sappiano intercettare le attuali domande di salute e contribuiscano a rinnovare l’organizzazione dei servizi , le modalità di lavoro delle equipe, i programmi clinici aggiornati offerti agli utenti.
 
I tre capisaldi del Piano:
 
A-Aree di bisogni prioritari
 






La metodologia proposta consiste in percorsi di cura/programmi innovativi che i Servizi di Salute Mentale, in particolare nei CSM e nei servizi territoriali, e i Servizi per i disturbi Neuropschici in infanzia e adolescenza si impegnino ad elaborare e a erogare sulla base della differenziazione dei bisogni e dei progetti specifici di intervento clinico proposti.
 
B- Altre aree di interesse
Ad integrazione del Piano si prevede l’opportunità di prevedere (con separati documenti) lo sviluppo di altre tematiche attraverso la definizione di strumenti differenziati. In particolare, i disturbi dell’umore, la prevenzione del suicidio, i disturbi della personalità ed i disturbi del comportamento alimentare, i disturbi dello spettro autistico, necessitano dell’adozione e dell’implementazione di specifiche linee guida/di indirizzo su diagnosi e percorsi di cura. Per quanto riguarda i l’importanza crescente assunta dai trattamenti psichiatrici residenziali su cui vi è una forte disomogeneità tra le diverse regioni, si rende necessaria la produzione di linee di indirizzo ad hoc.
Il Piano poi evidenzia la necessità di affrontare i problemi della salute mentale degli immigrati e si ritiene inoltre determinante sviluppare politiche formative innovative riguardanti le varie professionalità interessate.
 
C- Monitoraggio del Piano e valutazione dell’impatto economico
Sarà compito del Ministero della Salute e delle Regioni verificare periodicamente la realizzazione del Piano anche utilizzando sistemi informativi già esistenti.
Il Piano prevede che entro sei mesi dall’approvazione si debba implementare e sviluppare il sistema informativo per la Salute Mentale.
In ogni caso, è previsto che dall’attuazione del Piano non devono derivare maggiori oneri a carico dello Stato.

14 gennaio 2013
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