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Medicina. Giannini: “Test l’8 e 9 settembre. In futuro potremmo adottare modello francese”


Lo ha riferito ieri il ministro dell'Istruzione nel corso di un question time al Senato. Ribadita la "massa critica anomala" che caratterizza gli aspiranti isciritti a Medicina nel nostro Paese, risultato di un orientamento che non è "né efficace né incisivo". Nel test ci saranno meno domande di cultura generale. Per le specializzazioni, il secondo concorso nazionale si svolgerà entro il 31 luglio.

13 MAR - Il test di accesso a Medicina si svolgerà nella prima decade di settembre, probabilmente l'8 e il 9, e conterrà meno domande di cultura generale. Lo ha annunciato ieri il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, nel corso di un question time al Senato. Il ministro ha sottolineato ancora una volta la presenza di una "massa critica anomala" che caratterizza gli aspiranti isciritti a Medicina nel nostro Paese, frutto di un orientamento che non è "né efficace né incisivo". Quanto al futuro, Giannini ha auspicato che in qualche tempo, forse anche in un anno, si potrà arrivare ad avere le condizioni per passare al cosiddetto modello alla francese. Il ministro ha anche segnalato che il secondo concorso nazionale per le specializzazioni sarà emanato entro il 30 di aprile e le prove si svolgeranno entro il 31 di luglio, con una lieve modifica: un numero minore di opzioni per gli specializzandi.
 

Di seguito l'intervento integrale del ministro Giannini.
"Non ricordo chi ha citato una mia affermazione sull'accesso programmato, ma vorrei chiarire una volta per tutte che non solo non la rinnego, ma la confermo: io non ho mai confuso il numero programmato con l'accesso per selezione. Sono due cose completamente diverse, quindi ribadisco che il numero programmato in una facoltà come quella di medicina è una misura sana e che, rispetto alle generazioni degli anni Settanta e Ottanta, ha portato a una didattica qualitativa. Non è l'unico fattore che rende il nostro sistema sanitario eccellente, ma è uno di essi. Che poi questo sia il migliore strumento per la selezione (cioè quello in corso fino ad oggi), come ho già detto in altre occasioni, non ne sono affatto convinta: è un sistema imperfetto che dobbiamo cominciare a migliorare. Il mio auspicio è che in qualche tempo, forse anche in un anno, si possa arrivare ad avere le condizioni per il cosiddetto modello alla francese.


Cosa faremo quest'anno e cosa ha impedito di avere una misura ragionevole e non peggiorativa del funzionamento della facoltà? Signori, il fatto che in questo Paese gli aspiranti iscritti a medicina sono ancora una massa critica anomala. Vi dico solo due numeri che potete confrontare: ogni anno nel nostro Paese le matricole sono circa 230.000-240.000; di queste, circa 70.000 (e due anni fa 90.000) erano aspiranti medici. Questo è il risultato di un orientamento che non è efficace né incisivo, come invece deve cominciare ad essere. Lo faremo a partire da questo anno scolastico, con i test di autovalutazione e autocollocamento, che naturalmente non hanno nessuna funzione selettiva, ma danno allo studente la misura della comprensione della propria attitudine e delle proprie competenze acquisite. Lo faremo inoltre con il perfezionamento delle prove selettive, concentrate - lo confermo - nella prima decade di settembre (lo abbiamo anche stabilito, mi sembra che siano l'8 o il 9, comunque lo comunicheremo ufficialmente ad horas). Sostanzialmente, l'indirizzo della modifica è quello di diminuire, come la legge ci consente di fare (noi procediamo a norma di legge su questo punto, come ben sapete), la quantità delle cosiddette domande di cultura generale o di carattere esterno alla valutazione delle competenze acquisite dagli studenti nelle discipline che diventano propedeutiche al corso di laurea.

Per le specializzazioni non sto a ripetere affermazioni già fatte in altri contesti, ma faccio un breve intervento perché è un mio dovere. Quello che abbiamo fatto di veramente importante è il decreto interministeriale che razionalizza e riordina le scuole di specializzazione medica, con una diminuzione del numero degli anni, che consente ai nostri giovani medici di entrare in una prospettiva europea in maniera competitiva e adeguata.
Vi riferisco anche ciò che è in corso. Abbiamo garantito il rispetto dei tempi. Il secondo concorso nazionale di accesso sarà emanato entro il 30 di aprile e le prove si svolgeranno entro il 31 di luglio, con una lieve modifica, sostanziale però per il buon funzionamento: un numero minore di opzioni per gli specializzandi. La complessità di quest'anno non è stata data infatti dal pasticciaccio (come lo ha definito la senatrice Montevecchi) delle due domande scambiate, che assolutamente sono state neutralizzate senza alcun nocumento per nessuno dei candidati che sono poi risultati vincitori della borsa di studio. La complessità è stata causata dal numero sterminato di possibili sedi che ha creato un processo lunghissimo e anche interferenza con l'attività didattica delle scuole. Ciò non avverrà.

Visto che il Parlamento è fortemente impegnato su questi temi, noi dobbiamo riflettere, Governo e Parlamento unitamente, sul vero vulnus della formazione medica, cioè sul meccanismo ad imbuto che fa sì che noi laureiamo circa 10.000 ragazzi all'anno in medicina e poi offriamo (questo è il dato dell'anno scorso) 3.300 borse di studio in partenza, che un enorme sforzo del mio Ministero e di questo Governo ha portato finalmente a 5.500, ma che sono sempre poco più della metà. Dobbiamo allora fare, e lo stiamo facendo, uno sforzo di aumento del numero di queste borse di studio, perché chi si laurea in medicina, salvo che non scelga la carriera della medicina generale di cura, deve necessariamente specializzarsi e deve avere la possibilità di farlo. Un Paese che vuole mantenere la qualità di questo fondamentale settore deve porsi questo dovere istituzionale".

13 marzo 2015
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