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Assistenza pazienti con gravi compromissioni neurocerebrali. Coletto: “Iter di adozione del decreto ancora non concluso”


"Il decreto, dopo essere stato partecipato alle società scientifiche ed alle principali associazioni di erogatori e dei pazienti e dopo aver ricevuto il parere del Consiglio Superiore di Sanità, esso dovrà ricevere il parere della Conferenza Stato-Regioni". Così il sottosegretario alla Salute è intervenuto ieri in Commissione Affari Sociali per rispondere all'interrogazione di Gemmato (FdI).

22 FEB - "L’iter di adozione del decreto recante criteri di appropriatezza dell'accesso ai ricoveri di riabilitazione, non è ancora concluso, poiché, dopo essere stato partecipato alle società scientifiche ed alle principali associazioni di erogatori e dei pazienti e dopo aver ricevuto il parere del Consiglio Superiore di Sanità, esso dovrà ricevere il parere della Conferenza Stato-Regioni".
 
Così il sottosegretario alla Salute, Luca Coletto, ha fatto il punto della situazione intervenendo ieri in Commissione Affari Sociali per rispondere all'interrogazione di Marcello Gemmato (FdI).
 
Questa la risposta integrale del sottosegretario Coletto:
 
"In merito a quanto delineato nell'interrogazione parlamentare in esame, si precisa che lo schema di decreto recante «Criteri di appropriatezza dell'accesso ai ricoveri di riabilitazione», ancora in via di definizione, per quanto concerne i criteri di appropriatezza dei ricoveri conseguenti ad evento acuto nelle unità operative di disciplina codice 75 «Neuroriabilitazione», prevede, allo stato, che questi sono da considerarsi appropriati se sono attribuibili alla MDC 1 e se tra le diagnosi principali o secondarie del ricovero in acuzie sia indicata la «grave cerebrolesione acquisita», sempre che tra la data di dimissione del ricovero in acuzie e la data di ricovero di riabilitazione intercorra un determinato intervallo temporale.

Tali criteri sono stati individuati in base al presupposto che, data la specifica connotazione neuroriabilitativa dei suddetti reparti codice 75, fosse opportuno riservare tale « setting» al trattamento di lesioni cerebrali gravi, non realizzabile presso strutture riabilitative di altro livello, a causa della particolare criticità clinico-assistenziale.
 
La definizione delle Gravi Cerebrolesioni acquisite, basata sui più recenti orientamenti scientifici in materia, è stata riportata in altra parte del decreto, ai cui sensi «Si definiscono pazienti affetti da «grave cerebrolesione acquisita» (GCA) i pazienti intesi come persone affette da danno cerebrale, di origine traumatica o di altra natura, tale da determinare una condizione di coma con punteggio GCS inferiore o uguale a 8 e protratto per almeno 24 ore, ed associate menomazioni sensomotorie, cognitive o comportamentali, che comportano disabilità grave che presentano tra le diagnosi, principali o secondarie della SDO del reparto per acuti, almeno un codice ICD9-CM elencato nell'Allegato 1».
 
Per i pazienti affetti da patologie di origine neurologica non rientranti nella definizione di Gravi Cerebrolesioni acquisite, o affetti da patologie di altra natura che, a causa della loro complessità clinica e assistenziale, richiedessero trattamenti riabilitativi con particolari caratteristiche di intensità, lo schema di decreto in questione prevede tre diversi livelli di complessità per le unità operative di disciplina codice 56 (Recupero e riabilitazione funzionale), tra i quali il livello di riabilitazione intensiva ad alta complessità (codice 56 a) con caratteristiche di alta intensità assistenziale. Gli altri due livelli riguardano, invece, i ricoveri di riabilitazione intensiva a minore complessità (codice 56 b) ed i ricoveri di riabilitazione estensiva (codice 56 c).
 
In estrema sintesi, si deve ritenere che i livelli di complessità sono correlati a specifici criteri di appropriatezza, diversi per i ricoveri conseguenti ad evento acuto e per i ricoveri non conseguenti ad evento acuto; essi, inoltre, sono basati sulla presenza – nella SDO del ricovero di riabilitazione –, di codici ICD9-CM rappresentativi di situazioni di complessità clinico-assistenziale per comorbilità da patologie concomitanti ed interagenti con la prognosi riabilitativa, tali da aggravare il percorso diagnostico, clinico-terapeutico e assistenziale.
 
Nel concludere, intendo precisare che l’iter di adozione del decreto in parola non è ancora concluso, poiché, dopo essere stato partecipato alle società scientifiche ed alle principali associazioni di erogatori e dei pazienti e dopo aver ricevuto il parere del Consiglio Superiore di Sanità, esso dovrà ricevere il parere della Conferenza Stato-Regioni".
 
Marcello Gemmato (FdI), replicando, sulla base della precisazione, fornita al termine della risposta, relativa al fatto che l’iter di adozione del decreto relativo all'appropriatezza dell'accesso ai ricoveri di riabilitazione non è ancora concluso, auspica che il tempo residuo possa consentire di sanare le criticità segnalate nell'interrogazione. Ribadisce che i criteri che si vogliono adottare escluderebbero di fatto l'accesso alle strutture di neuroriabilitazione di numerosi pazienti, in particolare di persone anziane. Oltre a considerazioni d'ordine morale, sottolinea che in prospettiva, al di là di un risparmio immediato, le misure ipotizzate porterebbero a un aggravio della spesa a carico del Servizio sanitario nazionale.

22 febbraio 2019
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