La denuncia delle associazioni: “Bonus 600 euro negato a lavoratori autonomi e liberi professionisti invalidi”

La denuncia delle associazioni: “Bonus 600 euro negato a lavoratori autonomi e liberi professionisti invalidi”

La denuncia delle associazioni: “Bonus 600 euro negato a lavoratori autonomi e liberi professionisti invalidi”
“Un’inaccettabile discriminazione che va rimossa” denunciano Ail, Fand, Favo, Fish e Uniamo in una lettera aperta inviata al Consiglio dei Ministri nella quale chiedono al Governo di sanare il vulnus mediante una corretta interpretazione del disposto normativo che chiarisca che ad essere esclusi dal bonus sono i lavoratori ‘titolari di pensione di anzianità o di vecchiaia’ e non di invalidità

“Il bonus di 600 euro stanziato per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti per compensare, in minima parte, il danno economico causato dell’epidemia, è negato ai lavoratori invalidi in condizione di evidente, maggiore fragilità per la sola ragione di essere titolari di ‘pensione/assegno’ di invalidità cui hanno diritto in virtù dei contributi versati e della condizione di grave disabilità compatibile con la prosecuzione dell’attività lavorativa seppur in forma ridotta”.
 
È quanto scrivono in lettera aperta al Consiglio dei Ministri, le associazioni dei paziento Favo, Fish, Ail, Fand e Uniamo, nella quale denunciano “l’inaccettabile discriminazione che, nell’attuale formulazione dei decreti emessi dal Governo per contrastare l’emergenza Coronavirus, viene perpetrata ai danni di questa categoria di lavoratori invalidi”.


 


Per questo chiedono “una corretta interpretazione delle norme che hanno istituito il reddito di ultima istanza che chiarisca che ad essere esclusi dal bonus sono i lavoratori ‘titolari di pensione di anzianità o di vecchia’ e non di invalidità.
 
“Il reddito di ultima istanza del Decreto legge “Cura Italia” e del Dl “Liquidità” 23/2020 art. 34 per i lavoratori autonomi e liberi professionisti è riconosciuto agli iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps o alle Casse professionali – spiegano – Quel bonus spetta anche se il lavoratore percepisce un assegno di invalidità civile (provvidenza di natura assistenziale erogata dall’Inps) mentre è negato a chi percepisce un assegno ordinario di invalidità, denominato in alcuni casi pensione – provvidenza di natura previdenziale erogata dall’Inps e dalle casse di previdenza professionali ai lavoratori iscritti e che hanno versato un certo numero di contributi per un certo numero di anni. Per questi lavoratori quell’assegno costituisce una integrazione del reddito professionale ridotto per la diminuita capacità lavorativa ed i costi sostenuti a causa di patologie che rendono meno ‘redditizie’ le proprie attività lavorative. È quindi una prestazione previdenziale ben diversa nelle premesse, nelle finalità e negli importi rispetto alle pensioni dirette di anzianità e vecchiaia, riconosciute a chi cessa la propria attività

 
In sostanza ricordano le Associazioni “Il bonus è riconosciuto ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti “sani” che hanno subito un danno economico da “Coronavirus” e a quelli invalidi civili che già percepiscono una prestazione assistenziale dall’Inps, mentre sono esclusi quelli ‘malati e invalidi’ che hanno una ‘pensione/assegno’ di invalidità grazie ai contributi versati. Appare quindi evidente che a parità di condizioni lo strumento di tutela è negato in modo discriminatorio ai lavoratori in condizione di maggiore fragilità.


 


Solo una corretta interpretazione dei combinati disposti delle norme che hanno istituito il reddito di ultima istanza che chiarisca che ad essere esclusi dal bonus sono i lavoratori ‘titolari di pensione di anzianità o di vecchia’ potrebbe riportare ad equità questa distorsiva interpretazione normativa che, al momento, lascia senza sostegno ed in totale abbandono i lavoratori invalidi. Richiediamo – concludono – quindi un tempestivo e dirimente intervento governativo che ponga immediato rimedio a questa palese discriminazione”.
 
In allegato la lettera sottoscritta da:
Ail – Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma
Fand – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità
Favo – Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia
Fish – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
Uniamo – Federazione delle Associazioni di Persone con Malattie Rare

16 Aprile 2020

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