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Spending review. Il decreto inoltrato al Senato. Il testo e tutte le misure per la sanità

La revisione della spesa per la sanità sarà molto pesante: 4,7 miliardi di euro da qui al 2014. E toccherà ospedali, farmaci, case di cura e laboratori privati, industria e beni e servizi. Tutte le categorie protestano ed oggi pomeriggio confronto Bersani-Balduzzi al convegno promosso dal Pd. Il testo in Gazzetta.

09 LUG - Il decreto legge “Disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati” (spending review) è stato inoltrato al Senato da dove inizierà l'esame parlamentare.
 
La manovra per la sanità è molto incisiva. In tutto 4,7 miliardi, di cui 900 quest'anno, 1.800 nel 2013 e 2.000 nel 2014. Un salasso contro il quale cominciano a mobilitarsi tutte le categorie. Medici, farmacisti, industriali del farmaco, operatori della sanità privata e delle tecnologie sanitarie. Ma soprattutto le Regioni, che hanno dichiarato che con questo ulteriore taglio al Ssn si mette a rischio la stessa universalità del sistema.
 
Anche le forze politiche che sostengono il governo, il Pd soprattutto, sono apparse scettiche su questi tagli. Ed oggi il segretario del Pd Bersani avrà modo di confrontarsi direttamente con il ministro Balduzzi, invitato a partecipare al convegno nazionale sulla sanità del Partito democratico.

Ma ecco un riepilogo di tutte le misure sulla sanità della spending review contenute nell’art.15:

Tagli al fondo sanitario (comma 22)
Il finanziamento del Ssn è ridotto di 900 mln di euro per il 2012, di 1,8 miliardi per il 2013 e di 2 miliardi per il 2014. Il riparto delle risorse con i nuovi importi dovrà essere effettuato in sede di autoccordinamento tra le Regioni e le PA, entro il 30 settembre 2012 per il fondo di quest’anno ed entro il 30 novembre 2012 per quello degli anni 2013 e seguenti. In assenza di accordo tra le Regioni il riparto sarà attuato dal Governo.
 
Ospedali (comma 13, lettera c)
Entro il 30 novembre 2012 la dotazione di posti letto per abitante dovrà essere ridotta al 3,7 per mille, comprensivi di 0,7 posti per letto la riabilitazione e la lungodegenza, la riduzione dovrà riguardare per almeno il 40% i presidi pubblici e dovrà essere effettuata chiudendo intere unità operative complesse.
In rapporto alla riduzione dei letti dovranno anche essere adeguate le dotazioni organiche dl personale, mentre fino al conseguimento dei nuovi standard saranno sospesi conferimento o rinnovo di incarichi di primariato (ex art.15-septies del dlgs 502/92)
Entro la stessa data le Regioni dovranno poi ridurre il tasso di ospedalizzazione al 160 per mille di cui il 25% riferito al day hospital.
La manovra interviene anche in riferimento ai piccoli ospedali. Non è più contemplata come nella prima bozza la chiusura di quelli con meno di 120 letti, ma si prevede comunque che le Regioni effettuino una verifica della loro funzionalità.
Viene anche previsto un nuovo regolamento da varare entro il 28 febbraio 2013 che fissi nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera .

Beni e servizi (commi 12, 13 e 14)
La spending review prevede diverse misure per contenere la spesa per l’acquisto di beni e servizi. A partire dal taglio del 5% degli oneri dei contratti di fornitura di beni e servizi sanitari già in essere, ad esclusione dei farmaci (vedi altra parte della manovra). La riduzione  scatterà subito e durerà per tutta la durata dei contratti, salvo che per i dispositivi medici per i quali durerà solo fino al 31 dicembre 2012. Dal 2013 entrerà infatti in vigore un apposito tetto di spesa per calmierare il settore (vedi paragrafo “dispositivi medici”).
Ai fini di tenere sotto controllo la spesa per beni e servizi è poi previsto che le Asl possano ridiscutere con i fornitori i contratti già stipulati qualora dalla loro verifica risultino differenze significative di prezzo per le forniture superiori al 20% rispetto ai prezzi di riferimento elaborati ai sensi del decreto “Tremonti”. Se non c’è accordo le Asl possono recedere il contratto senza alcun onere a loro carico.
Per gli acquisti scatta poi l’obbligo per le Regioni che non sono provviste di centrali di acquisto locali,  di utilizzare gli strumenti di acquisto e negoziazione telematici della Consip.

Dispositivi medici (comma 13, lettera f)
Il tetto di spesa previsto dal decreto “Tremonti” viene determinato nel 4,9% nel 2013 e nel 4,8% a partire dal 2014.
Prestazioni del privato accreditato (commi 14 e 15)
Taglio lineare dello 0,5% nel 2012, dell’1% nel 2013 e del 2% nel 2014 ai fini di ridurre nella stessa misura i costi dei contratti e degli accordi per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati per l’assistenza specialistica ambulatoriale e ospedaliera.
Si prevede poi la rideterminazione delle tariffe massime per le prestazioni erogate dalle strutture accreditate rimandando a un decreto della Salute di concerto con l’Economia. Gli importi superiori a queste nuove tariffe saranno a carico delle Regioni.

Patto per la salute (comma 12)
I tagli previsti per beni e servizi, dispositivi medici e prestazioni del privato accreditato, a valere dal 2013, potranno essere rimodulati, a saldi invariati, previa accordo con le Regioni nell’ambito del nuovo Patto per la Salute 2013/2015 da stipularci entro il 31 luglio 2012.

Piani di rientro (comma 20 e 21)
Viene data la possibilità alle Regioni di prolungare ulteriormente il Piano di rientro anche nel 2013 qualora la verifica delle misure adottate fino a quel momento non sia positiva.
Vengono poi meglio definiti i criteri per la verifica degli obiettivi del Piano di rientro.
 
Farmaci (commi 1/11)
Per il 2012 è previsto un aumento dello sconto obbligatorio che le farmacie e le aziende farmaceutiche praticano nei confronti del Ssn, che passa per le farmacie da 1,82% a 3,65% per il 2012, 2013 e 2014 e per le aziende farmaceutiche da 1,83% a 6,5% per il solo anno 2012, a partire dall'entrata in vigore del decreto. Per gli anni successivi la revisione della spesa viene operata tramite una ridefinizione delle regole che prevedono un tetto di spesa sia per la farmaceutica convenzionata territoriale che per la farmaceutica ospedaliera. Per la farmaceutica territoriale viene individuato un nuovo tetto di spesa pari all'11,5% rispetto al precedente 13,3%.
Per la farmaceutica ospedaliera il nuovo tetto è del 3,2% rispetto al precedente 2,4%. Dal tetto sono esclusi i farmaci di classe A in distribuzione diretta o per conto, la spesa per i vaccini e per i medicinali di cui alle lettere c e cbis dell’art.8, comma 10 della legge 537 del 1993, le preparazioni magistrali e officinali delle farmacie ospedaliere, i medicinali esteri e i plasma derivati di produzione regionale e da tutte le somme derivanti dai vari meccanismi ci compartecipazione delle aziende farmaceutiche (pay back e  altre forme).
Nel caso di sfondamento del tetto della farmaceutica territoriale viene confermato il meccanismo di ripiano totalmente a carico della filiera farmaceutica (aziende, grossisti, farmacisti); per lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, che fino ad oggi è stato tutto a carico delle Regioni, viene introdotto un meccanismo di ripiano che pone a carico delle aziende farmaceutiche il 50% di tale sfondamento.
Ai fini del contenimento della farmaceutica ospedaliera vengono poi previsti dei budget annuali per le aziende produttrici in relazione alla presenza di farmaci generici e per i farmaci con copertura brevettuale. Viene inoltre istituito un fondo aggiuntivo per la spesa dei farmaci innovativi che sarà gestito dall’Aifa e finanziato con l’80% dei risparmi ottenuti per effetto delle scadenze brevettuali.

09 luglio 2012
© Riproduzione riservata


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