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Specializzandi. Via libera al concorso unico nazionale

Il decreto che cambia le regole per l’accesso alle scuole di specializzazione è stato firmato in extremis dal Ministro Carrozza prima della fine del suo mandato. Soddisfatte le associazioni dei giovani medici che chiedono al neo Ministro Giannini di proseguire sulla strada delle riforme.

24 FEB - È partita la riforma che cambia le regole per i medici specializzandi alle scuole di specializzazione. La firma al Decreto che istituisce il concorso unico e nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione di Medicina è arrivata venerdì scorso subito dopo il parere favorevole del Consiglio di Stato. Un decollo in extremis annunciato via Twitter dal ministro Maria Chiara Carrozza proprio nell’ultimo giorno del suo mandato incassando il plauso dei medici specializzandi.
“Una riforma storica” per l’Associazione Italiana Giovani Medici (Sigm) e il Comitato Pro Concorso Nazionale che rimuove finalmente “ogni discrezionalità ai fini dell’accesso dei medici alla formazione specialistica post laurea”. Per FederSpecializzandi - Confederazione Nazionale delle Associazioni dei Medici Specializzandi il decreto “rappresenta l’ultima tappa di una battaglia di civiltà, iniziata molti anni fa”.
 
Cosa cambia. La riforma - il Decreto sarà pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale - introduce la graduatoria nazionale per tipologia di specializzazione e valorizza il merito rimuovendo ogni forma di discrezionalità.
Le regole per il concorso a graduatoria nazionale sono applicate già nell’anno accademico 2013/2014. I 120 quiz, 90 generali uguali per tutte le scuole e 30 differenziati per tipologia, saranno prodotti da esperti e verranno corretti centralmente in modo automatico. La selezione sarà supervisionata da una Commissione nazionale guidata da un presidente nominato dal ministero e comporta da docenti sorteggiati. La prova, suddivisa in due parti, verrà somministrata in più sedi (non necessariamente corrispondenti alle sedi universitarie delle scuole di specializzazione).
 
 
Per quanto riguarda la valutazione del curriculum degli studi verranno conteggiati: la media aritmetica dei voti degli esami sostenuti durante il corso di laurea; il voto di laurea (avrà peso molto limitato, ma non sarà standardizzato in percentili); esami fondamentali del corso di laurea e specifici della tipologia (fino a 5); tesi (se sperimentale e ricadente in un Ssd affine alla tipologia di scuola); il titolo di dottorato nei Ssd della tipologia della Scuola (laddove posseduto dal candidato)

 
Soddisfatti i medici specializzandi.  “Ringraziamo il Ministro Carrozza per avere dato il via ad una riforma epocale che innoverà ed innalzerà, attraverso l’incremento di una competitività interna al sistema, gli standard delle scuole di specializzazione di medicina – hanno affermano congiuntamente Giovani Medici (Sigm) e Comitato Pro Concorso Nazionale – questa riforma, inoltre, rappresenta un importante segnale di discontinuità culturale in seno al mondo della medicina e della sanità, valorizzando il merito e rimuovendo ogni discrezionalità nella valutazione dei candidati. Siamo certi – hanno aggiunto – che tale iniziativa investirà come un’onda positiva tutti gli ambiti della sanità, anche al di fuori del contesto prettamente accademico, a cominciare dalle modalità di selezione per l’accesso ai ruoli di dirigente medico nel Ssn e dal sistema a graduatoria per l’accesso all’assistenza primaria, alla medicina generale ed alla specialistica ambulatoriale, all’insegna di più merito e meno politica in Sanità”.
 
Un plauso è arrivato da FederSpecializzandi che invita il nuovo Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini a proseguire la strada della riforma della formazione medica pre-laurea e post-laurea iniziata dal ministro uscente Carrozza.
 
 “L’emanazione del decreto ministeriale ed acceleratosi nei mesi scorsi grazie alla ampia e generosa mobilitazione degli studenti, per arrivare ad un nuovo regolamento che rispecchiasse i principi che, da sempre, FederSpecializzandi ritiene debbano essere alla base dell’accesso alle scuole di specializzazione: valorizzazione del merito, completa trasparenza del concorso, nazionalizzazione delle graduatorie, prove d’esame realmente in grado di valutare le conoscenze e le competenze degli aspiranti specializzandi” ha dichiarato la Confederazione Nazionale delle Associazioni dei Medici Specializzandi che ribadisce tuttavia l’urgenza di rendere note al più presto le fonti bibliografiche da cui verranno tratte le prove concorsuali in modo da fornire agli aspiranti specializzandi indicazioni certe circa la preparazione dell’esame nazionale.
 
Ma per medici specializzandi ci sono anche alcuni nodi da sciogliere per questo chiede un incontro urgente al neo Ministro. Per FederSpecializzandi occorre infatti: reperire fondi necessari per allineare il numero di nuovi contratti di specializzazione e dei posti per il corso specifico in medicina generale rispetto al numero dei laureati in medicina e chirurgia; attuare un nuovo sistema di programmazione del numero di accessi al corso di laurea in medicina e chirurgia e ai corsi di formazione post-laurea, e più in generale di tutti gli operatori che operano all’interno del Ssn, sulla base di una prospettiva di lungo corso che tenga conto del mutamento dei profili socio-demografici della popolazione e del conseguente cambiamento dei bisogni di salute e di assistenza sanitaria; una profonda riforma, oltre che delle classi e delle tipologie delle scuole di specializzazione, anche e soprattutto degli ordinamenti didattici delle stesse in modo da aggiornare i profili di conoscenze e competenze che qualificano ogni singolo profilo specialistico rispetto a quanto realmente richiesto, con una prospettiva di lungo corso, dal Ssn in cui gli specialisti sono chiamati ad operare. E ancora, una profonda riforma delle metodologie didattiche e di valutazione del conseguimento degli obiettivi formativi, il potenziamento dell’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica e l’equiparazione del corso specifico in medicina generale ad una scuola di specializzazione e l’equiparazione contrattuale degli specializzandi di area sanitaria ai medici in formazione specialistica.

24 febbraio 2014
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