Medici aggrediti. Gli Ordini dei medici scrivono a Emiliano: “Servono misure di sicurezza”

Medici aggrediti. Gli Ordini dei medici scrivono a Emiliano: “Servono misure di sicurezza”

Medici aggrediti. Gli Ordini dei medici scrivono a Emiliano: “Servono misure di sicurezza”
Per i presidenti degli Omceo pugliesi è ora di affrontare “la drammatica situazione della sicurezza degli operatori sanitari”. Nella lettera si sollecita la Regione ad “adottare misure che erano già state richieste nel 2013, all’indomani della morte di Paola Labriola, ma a cui non è stato dato alcun seguito da parte dei vertici della Sanità regionale”.

“La Puglia in vetta alle classifiche nazionali per numero di aggressioni ai medici. Una situazione che non ha avuto finora risposte dalle aziende sanitarie o dalla Regione”. A denunciarlo sono i rappresentanti degli Ordini dei medici delle province pugliesi, che hanno deciso di scrivere al Presidente della Regione, Michele Emiliano, per sollecitarlo ad affrontare “la drammatica situazione della sicurezza degli operatori sanitari”.

“In seguito all’aggressione di Ascoli Satriano – spiega Pierluigi De Paolis, segretario Omceo Foggia – il Prefetto aveva chiesto all’ASL una ricognizione delle condizioni di sicurezza delle singole sedi. A distanza di oltre un mese non è stato fatto nulla. È ora che le forze dell’Ordine e le Aziende sanitarie per quanto di loro competenza affrontino una situazione che ha ormai contorni drammatici”.

Gli Ordini chiedono alla Regione di “adottare misure che erano già state richieste nel 2013, all’indomani della morte di Paola Labriola, ma a cui non è stato dato alcun seguito da parte dei vertici della Sanità regionale”. La lettera è stata firmata dai Presidenti degli Ordini delle Provincie Pugliesi: Filippo Anelli Presidente dell’Ordine di Bari, Benedetto Delvecchio Presidente dell’Ordine di Barletta Andria Trani, Mimmo Nume Presidente dell’Ordine di Taranto, Salvatore Onorati Presidente dell’Ordine di Foggia, Luigi Pepe Presidente dell’Ordine di Lecce ed Emanuele Vinci – Presidente dell’Ordine di Brindisi.

Ecco il testo integrale della lettera dei Presidente Omceo della Puglia ad Emiliano:

“Sig. Presidente,

gli ultimi due episodi di violenza nei confronti dei colleghi di guardia medica di Ascoli Satriano (31 Gennaio 2017) e di Statte (27 Febbraio 2017) oltre agli innumerevoli episodio nei confronti dei medici impegnati a garantire l’emergenza sia nei pronto soccorso che sul territorio ripropone in tutta la sua gravità il tema della sicurezza e della prevenzione degli atti di violenza nei confronti del personale sanitario. Tema che abbiamo vissuto in maniera drammatica in occasione degli omicidi delle colleghe Maria Monteduro (1999) dapprima e di Paola Labriola (2013) poi che hanno rappresentato per la sanità pugliese alcuni dei momenti più tragici della sua storia.

Le politiche sanitarie degli ultimi quindici anni sia da parte del Governo nazionale che di quello regionale hanno di fatto privilegiato una politica dei tagli per il raggiungimento del pareggio di bilancio, senza un’adeguata riorganizzazione del sistema che ha prodotto una drammatica riduzione dei servizi, un aumento del disagio sociale e una inadeguata risposta alla domanda di salute da parte dei cittadini pugliesi, riversando sui medici compiti e responsabilità improprie, facendoli apparire come "ragionieri" della sanità che negano le prestazioni, che antepongono al bisogno del cittadino la sostenibilità economica della risposta.

In un periodo di crisi così prolungato, con disagio sociale crescente, il medico da alleato e compagno di coloro che chiedono aiuto e sollievo alle proprie sofferenze è diventato antagonista, così che la rabbia dei cittadini si è riversata sui medici e su tutti gli operatori sanitari, oggetto di ripetute aggressioni.
Gli ultimi episodi di violenza rappresentano eventi sentinella che non possono essere trascurati visto che la Regione Puglia è tra quelle che oggi registrano il più alto numero di atti di violenza, ad esempio contro i medici della continuità assistenziale.

In una lettera al Presidente Vendola nel 2013, a seguito del barbaro omicidio di Paola Labriola, avevamo chiesto ‘un’indagine per verificare che tutte le procedure in tema di sicurezza dei lavoratori’ fossero state attuate. Inoltre, avevamo chiesto di conoscere le iniziative eventualmente adottate ‘per la prevenzione degli episodi di violenza sugli operatori sanitari, così come previsto dalle raccomandazioni in materia emanate dal Ministero della Salute’.
Una richiesta che non è stata mai evasa e a cui non è stata mai data una risposta.

Infine, rinnoviamo l’invito fatto in quella drammatica occasione di ‘istituire un Osservatorio regionale sulla sicurezza degli operatori della sanità pugliese, che possa analizzare eventuali episodi di violenza, quali “sentinelle” di possibili criticità, e sviluppare adeguate linee guida per la tutela dei lavoratori e della cittadinanza".

08 Marzo 2017

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