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17 DICEMBRE 2017
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38° Congresso Sifo. Cannabis per uso medico, i farmacisti ospedalieri: “Chiarezza su benefici, dosaggi e preparati”

“Sulla Cannabis ad uso medico servono informazioni corrette. Poca chiarezza su benefici, dosaggi e preparati”. L’appello arriva dai farmacisti ospedalieri, riuniti a Roma, in occasione del 38° Congresso nazionale Sifo. Negli ultimi due anni, in Italia, secondo i dati dell’Iss, sono circa 3.500 i pazienti trattati con la cannabis e quasi 6 mila le preparazioni somministrate. Di fronte a questi numeri Sifo avanza la “necessità di nuove evidenze scientifiche” e propone un tavolo di lavoro condiviso.

24 NOV - Le evidenze scientifiche sui benefici, i giusti dosaggi, le modalità di allestimento, la stabilità del preparato allestito e somministrato. Sono solo alcuni dei dubbi che ancora restano sul corretto utilizzo della cannabis a scopi medici, nonostante siano trascorso due anni dall'entrata in vigore del Decreto Ministeriale n.279 del 9 Novembre 2015 (che ha previsto l'erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale dei trattamenti a base di cannabis per uso medico).
 
Per i farmacisti ospedalieri che quotidianamente allestiscono in laboratorio le preparazioni galeniche magistrali, le “incertezze” si sommano alle difficoltà dell'organizzazione del lavoro. Per questo la Sifo, la Società dei Farmacisti ospedalieri e dei Servizi territoriali delle aziende sanitarie, a deciso di porre questo tema al centro del XXXVIII congresso nazionale, in corso a Roma fino a domenica 26 novembre all'hotel Cavalieri.
 
In programma per oggi, una sessione parallela interamente dedicata al tema: “Cannabis per uso terapeutico: la parola ai professionisti”. Oltre alla teoria c’è anche la pratica: nell'ambito del laboratorio L.i.f.e. (Laboratorio interattivo farmacisti esperti) i professionisti possono cimentarsi nella preparazione di capsule di cannabis. La simulazione verrà però fatta utilizzando origano.

 
I numeri dei trattamenti
In questi due anni, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, relativi al periodo novembre 2015 - agosto 2017, sono circa 3.500 i pazienti trattati con la cannabis per un totale di 5.800 preparazioni somministrate, a livello nazionale. Numeri considerevoli, alla luce dei quali i farmacisti ospedalieri avanzano “la necessità di evidenze scientifiche”. Al momento gli impieghi della cannabis ad uso medico sono presenti in un numero scarso di studi nei quali, come si legge nel decreto, “...le evidenze scientifiche sono di qualità moderata o scarsa, con risultati contraddittori e non conclusivi, mancano, inoltre, dati a supporto di un favorevole rapporto rischio/beneficio…”.

Non esistono dosaggi standardizzati - hanno sottolineato gli esperi Sifo - così come non sono state investigate le eventuali interazioni con altri farmaci, considerando che la cannabis è prescrivibile come trattamento sintomatico di supporto alle cure standard previste per le patologie indicate nel Dm”.
 
Le linee di indirizzo Sifo
Non è la prima volta che i farmacisti di Sifo si interrogano sul tema, nel tentativo di fare chiarezza. Del resto, la sessione odierna segue un convegno nazionale organizzato da Sifo a Spoleto il 15 settembre scorso, proprio nell'ottica di fare il punto sulla preparazione galenica dei trattamenti a base di cannabis. Da Spoleto è stato lanciato il documento “Linee di indirizzo per l'utilizzo dei medicinali a base di cannabinoidi a carico del Ssr”.
 
Informazioni corrette
“In qualità di professionisti sanitari, il nostro compito è anche quello di dare informazioni corrette, ancor più in un momento storico in cui c'è la rincorsa all'informazione 'da 'clic' con tutto quello che nel bene e nel male questo comporta – ha spiegato Silvia Di Marco, responsabile del progetto e segretario Sifo Regione Umbria - Proprio per questo, la partecipazione oggi di interlocutori come Germana Apuzzo (Ministero della Salute), Roberto Da Cas e Francesca Menniti Ippoliti, (Istituto Superiore di Sanità) e il colonnello Medica (Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare), è decisamente un valore aggiunto a questa giornata”.
 
Regione che vai, scenario che trovi
“Non tutte le Regioni si sono mosse con la stessa rapidità nel recepire il decreto del 2015, addirittura – hanno sottolineato i farmacisti di Sifo - alcune regioni non lo hanno ancora fatto. Oltre alle differenze sulle tempistiche, va segnalato il fatto che ogni Regione ha recepito il decreto in modo differente, non sempre accogliendo tutte le sei indicazioni terapeutiche previste o, in un caso, estendendo la rimborsabilità ad altre indicazioni”.
 
I trattamenti con la cannabis e i possibili effetti
“I due principi attivi della cannabis sui quali si sono concentrati la maggior parte degli studi, sono il Thc (tetraidrocannabinolo) e il Cbd (cannabidiolo), ai quali è stata attribuita un'azione nel trattamento di numerose patologie, ma nella cannabis ci sono più di 100 molecole diverse, potenzialmente attive, che sommate alla complessità fisiologica del sistema endocannabinoide, potrebbero avere potenziali effetti (sia terapeutici che avversi). Per questo – hanno aggiunto i farmacisti ospdalieri - sono necessari studi che definiscano quali e quante sono le molecole attive, quale è il loro metabolismo, al fine di comprendere se e come potrebbero interferire con quello di altri farmaci”.
 
Chiarezza anche sui dosaggi 
“Sono diversissimi da paziente a paziente – hanno aggiunto i professionisti Sifo - (si va dai 50 milligrammi ai 9-10 grammi al giorno), a volte anche per la stessa patologia. Le stesse modalità di prescrizione, tra l'altro, sono molto differenti (in alcune Regioni è richiesto il Piano Terapeutico dello specialista, in altre è sufficiente la ricetta del medico di medicina generale)”.
 
Le preparazioni
Per i farmacisti che sono ogni giorno in prima linea nell'allestimento di queste preparazioni galeniche, diventa fondamentale dunque “avere punti fermi sulle modalità di preparazione: c'è la necessità di protocolli rigorosamente standardizzati al fine di garantire, in primis, la continuità terapeutica al paziente (dati certi sulla stabilità e sul quantitativo di principio attivo biodisponibile di ogni preparazione), oltre che un'organizzazione del lavoro più efficiente”.
 
Le reazioni avverse
“E' quanto mai prezioso e fondamentale - ha precisato Di Marco - il lavoro che l'Istituto Superiore di Sanità, in qualità di coordinatore delle attività del Sistema di sorveglianza delle sospette reazioni avverse a prodotti di origine naturale, sta svolgendo sullo studio della stabilità dei diversi preparati e sulla capacità estrattiva di diversi solventi. L'auspicio è che ce ne siano altri, come emerso anche al Convegno di Spoleto”.
 
La proposta di Sifo
“Alla luce della nuova Legge sulla cannabis per uso medico, appena approvata alla Camera, in esame ora al Senato, nella quale si riconosce l'importanza dell'informazione, formazione e della promozione della ricerca- ha aggiunto di Marco - nel Documento redatto, ci siamo permessi di proporre il contributo attivo della nostra società scientifica, per quanto di nostra competenza, così come sarebbe un ulteriore valore aggiunto la collaborazione con altre società scientifiche 'sul campo' in materia di cannabis. Sempre più consapevoli che solo con la collaborazione, con l'azione congiunta delle diverse professionalità, ognuno per le proprie competenze – ha concluso - riusciremo a rispondere alle esigenze, richieste e aspettative del paziente e della sua famiglia”.

24 novembre 2017
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