Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Giovedì 23 SETTEMBRE 2021
Lavoro e Professioni
segui quotidianosanita.it

Dirigenza medica e sanitaria. Ogni anno oltre 10 milioni di ore di straordinario “regalate” alle aziende. Indagine Anaao Assomed


Mentre sono 5 mln le giornate di ferie arretrate per medici e dirigenti sanitari. Complice la pandemia e la cronica carenza di personale, i diritti dei medici e dirigenti sanitari vengono sempre meno rispettati e nel 64,2% dei casi le ore in eccedenza non vengono neppure pagate.

30 LUG - A maggio 2021 i medici e i dirigenti sanitari hanno accumulato il numero impressionante di oltre 5 milioni di giornate di ferie arretrate e quasi 10 milioni sono le ore di lavoro straordinario effettuate per garantire l’erogazione dei servizi nonostante la cronica carenza di personale.
 
Sono questi i principali risultati del sondaggio Anaao Assomed cui hanno risposto 2.290 tra medici e dirigenti del Ssn.
 
Due gli obiettivi dell’indagine:
1) la corretta applicazione della nuova normativa sull’orario di lavoro, numero di guardie e pronta disponibilità, recupero ed eventuale retribuzione (parziale/completa) delle ore straordinarie nell’ultimo biennio (2019-2020), rispetto dei giorni di ferie continuativi durante il periodo estivo (con festività aggiunte ai 15 giorni canonici), numero di giorni di ferie arretrate;
2) la percezione del livello di stress psico-fisico dei medici e dirigenti sanitari rispetto al carico di lavoro realmente sostenuto, l’influenza del numero di ore lavorate sulla vita personale, l’impatto della recente pandemia da Covid-19 sul numero di ore lavorate e sulle ferie.
 
L’analisi finale della survey offre lo spaccato di una situazione lavorativa e di un disagio già noto, ma che impatta sempre di più nella sfera sociale e privata del professionista. A ciò si aggiunge la perdita di potere di acquisto dello stipendio, sempre più eroso dalle tasse, e un livello di burocrazia che brucia energie fisiche e mentali. La pandemia Covid-19, poi, ha contribuito a slatentizzare i mali e le criticità del Ssn che in alcuni momenti hanno sfiorato il punto di non ritorno e solo un estremo e straordinario sacrificio del personale del Ssn ha permesso di evitare una caporetto della sanità.
A fronte di un durissimo impegno quotidiano, si rischiano conseguenze fisiche e psicologiche a lungo termine, acuite ulteriormente dalla persistente mancanza di riposo. Conciliare vita privata e lavoro spesso è impossibile, a volte è difficile anche solo allontanarsi dall’ospedale a causa di turni sempre più lunghi e di reperibilità attive frequenti e di lunga durata. Anche le ferie vengono concesse più raramente e in periodi obbligati che non sempre permettono di goderle con la famiglia o con gli amici. Persino la pausa pranzo può diventare un’utopia così come fare sport o avere un hobby. Siamo sempre più stanchi, insoddisfatti e prigionieri di un lavoro che ci rende infelici.
 
Vediamo nel dettaglio i risultati dell’indagine.
 
DATI ANAGRAFICI GENERALI
Il 17.3% dei responders ha un’età anagrafica <40 anni, il 28.2% tra i 40-50 anni, il 33.2% tra i 50-60 anni, il 21.3% >60 anni.
La distribuzione geografica è piuttosto varia, con il 42% che lavora presso un ente di comparto delle regioni del Nord, il 44.2% nel Centro-Italia, e il 13.8% presso un ente del Sud. Il 49.4% presta servizio in una UOC dell’Area Medica (n.1131), il 21% presso una disciplina dell’area chirurgica (n. 481), il 14.1% nell’Area dei Servizi (n. 323), il 15.5% è Dirigente Sanitario (n. 355).
 
 
DATI ANAGRAFICI PER AREE
AREA MEDICA - Nell’ambito dell’area medica (n. 1131 risposte), il 59.2% degli intervistati è di sesso femminile. Il 37.8% dei dirigenti lavora presso un’area critica. Il 72.5% del campione ha un’anzianità di servizio maggiore di 5 anni.
DISCIPLINE CHIRURGICHE - Nell’ambito delle discipline chirurgiche (n. 481 risposte), il 36.8% degli intervistati è di sesso femminile. Il 28.1% dei dirigenti lavora presso una delle aree di emergenza. Il 68.8% del campione ha un’anzianità di servizio maggiore di 5 anni.
AREA DEI SERVIZI - Nell’ambito dell’area dei servizi (n. 323 risposte), il 63.5% degli intervistati è di sesso femminile. Il 26.6% dei dirigenti lavora presso una delle aree di emergenza. Il 71.8% del campione ha un’anzianità di servizio maggiore di 5 anni.
DIRIGENZA SANITARIA - Nell’ambito della dirigenza sanitaria (n. 355 risposte), il 69.3% degli intervistati è di sesso femminile. Il 7.3% dei dirigenti lavora presso una delle aree di emergenza. L’81.4% del campione ha un’anzianità di servizio maggiore di 5 anni.
 
 
FERIE ARRETRATE
AREA MEDICA - Alla data del 31 maggio 2021, il 28.6% degli intervistati ha meno di 30 giorni di ferie arretrate, il 29.4% tra 30-50 giorni, il 19.6% tra 50-80 giorni, il 12.9% tra 80-120 giorni, il 9.5% più di 120 giorni. Il 15% degli intervistati ha dichiarato di non usufruire dei 15 giorni di ferie continuative, il 45.8% di usufruirne incluse le giornate festive, il 39.2% di usufruirne ma escluse le giornate festive.
Si può calcolare prudenzialmente in circa 5 milioni le giornate di ferie accumulate negli anni e ancora non godute da parte dei medici e dirigenti sanitari del Ssn per le difficoltà nell’organizzazione dei servizi a causa del calo progressivo delle dotazioni organiche iniziato dal 2009 (Tabella 1).
DISCIPLINE CHIRURGICHE - Alla data del 31 maggio 2021, il 25.4% degli intervistati aveva meno di 30 giorni di ferie arretrate, il 26.4% tra 30-50 giorni, il 16.4% tra 50-80 giorni, il 17% tra 80-120 giorni, il 14.8% più di 120 giorni. Il 15.2% degli intervistati ha dichiarato di non usufruire dei 15 giorni di ferie continuative, il 45.5% di usufruirne incluse le giornate festive, il 39.3% di usufruirne escluse le giornate festive.
AREA DEI SERVIZI - Alla data del 31 maggio 2021, il 36.8% degli intervistati aveva meno di 30 giorni di ferie arretrate, il 30% tra 30-50 giorni, il 19.2% tra 50-80 giorni, il 7.4% tra 80-120 giorni, il 6.5% più di 120 giorni. Il 15.8% degli intervistati ha dichiarato di non usufruire dei 15 giorni di ferie continuative, il 44% di usufruirne incluse le giornate festive, il 40.2% di usufruirne escluse le giornate festive.
DIRIGENZA SANITARIA - Alla data del 31 maggio 2021, il 46.8% degli intervistati aveva meno di 30 giorni di ferie arretrate, il 22% tra 30-50 giorni, il 16.9% tra 50-80 giorni, il 7.9% tra 80-120 giorni, il 6.5% più di 120 giorni. Il 12.7% degli intervistati ha dichiarato di non usufruire dei 15 giorni di ferie continuative, il 36.9% di usufruirne incluse le giornate festive, il 50.4% di usufruirne escluse le giornate festive.
 

 
 
ORE DI LAVORO IN ECCEDENZA
AREA MEDICA - Relativamente alle ore di servizio in eccedenza non recuperate per l’anno 2019, il 6.6% ha dichiarato di non avere un carico orario in eccedenza in quanto neoassunto, il 23.2% meno di 50, il 23.5% tra 50-100, il 19.6% tra 100-200, il 10.1% tra 200-300, il 17.1% oltre 300.
Relativamente alle ore di servizio in eccedenza non recuperate per l’anno 2020, il 2.7% ha dichiarato di non avere un carico orario in eccedenza in quanto neoassunto, il 26.2% meno di 50, il 20.3% tra 50-100, il 33.2% tra 100-200, il 17.6% oltre 300. Si evidenzia un netto incremento degli orari svolti in eccedenza nel 2020 a causa della pandemia (Tabella 2).
Un dato allarmante quanto preoccupante che pone in evidenza il sacrificio fisico e anche economico dei medici e del personale sanitario. Proiettando, infatti, tali dati in una visione macro, ammonta a circa 300 milioni di euro il valore derivante dalle oltre 10 milioni di ore “regalate” ogni anno all’azienda da parte dei medici e dirigenti sanitari dipendenti del SSN.
DISCIPLINE CHIRURGICHE - Relativamente alle ore di servizio in eccedenza non recuperate per l’anno 2019, il 6.7% ha dichiarato di non avere un carico orario in eccedenza in quanto neoassunto, il 26.2% meno di 50, il 22.5% tra 50-100, il 16.2% tra 100-200, il 9.1% tra 200-300, il 19.3% oltre 300.
Relativamente alle ore di servizio in eccedenza non recuperate per l’anno 2020, il 4.2% ha dichiarato di non avere un carico orario in eccedenza in quanto neoassunto, il 30.8% meno di 50, il 21% tra 50-100, il 27% tra 100-200, il 17% oltre 300.
AREA DEI SERVIZI - Relativamente alle ore di servizio in eccedenza non recuperate per l’anno 2019, il 5.3% ha dichiarato di non avere un carico orario in eccedenza in quanto neoassunto, il 30.7% meno di 50, il 20.4% tra 50-100, il 21.4% tra 100-200, il 10.8% tra 200-300, l’11.5% oltre 300.
Relativamente alle ore di servizio in eccedenza non recuperate per l’anno 2020, l’1.9% ha dichiarato di non avere un carico orario in eccedenza in quanto neoassunto, il 30.7% meno di 50, il 18.9% tra 50-100, il 33.7% tra 100-200, il 14.9% oltre 300.
DIRIGENZA SANITARIA - Relativamente alle ore di servizio in eccedenza non recuperate per l’anno 2019, il 4.2% ha dichiarato di non avere un carico orario in eccedenza in quanto neoassunto, il 31.5% meno di 50, il 22.5% tra 50-100, il 20.8% tra 100-200, il 9.3% tra 200-300, il 11.5% oltre 300.
Relativamente alle ore di servizio in eccedenza non recuperate per l’anno 2020, il 1.7% ha dichiarato di non avere un carico orario in eccedenza in quanto neoassunto, il 27.3% meno di 50, il 23.1% tra 50-100, il 31% tra 100-200, il 16.9% oltre 300.
 

 
ORE IN ECCEDENZA PAGATE
AREA MEDICA - Il 64.2% degli intervistati ha dichiarato che le ore svolte oltre il debito orario dovuto non vengono pagate, il 18.4% ha dichiarato una parziale retribuzione delle ore eccedenti, il 5% ha dichiarato la completa liquidazione delle ore di servizio in eccesso, mentre il 12.5% ha dichiarato di non avere ore eccedenti.
DISCIPLINE CHIRUGICHE - Il 66.9% degli intervistati ha dichiarato che le ore aggiuntive non vengono pagate, il 18.9% ha dichiarato una parziale retribuzione delle ore eccedenti, il 3.7% ha dichiarato una completa liquidazione delle ore di servizio in eccesso mentre il 10.4% ha dichiarato di non avere ore eccedenti.
AREA DEI SERVIZI - Il 66.6% degli intervistati ha dichiarato che le ore aggiuntive non vengono pagate, il 14.6% ha dichiarato una parziale retribuzione delle ore eccedenti, il 5.3% ha dichiarato una completa liquidazione delle ore di servizio in eccesso mentre il 13.6% ha dichiarato di non avere ore eccedenti.
DIRIGENZA SANITARIA - In merito al pagamento delle ore aggiuntive, il 64.2% degli intervistati ha dichiarato che le ore aggiuntive non vengono pagate, il 9.9% ha dichiarato una parziale retribuzione delle ore eccedenti, il 4.8% ha dichiarato una completa liquidazione delle ore di servizio in eccesso mentre il 21.1% ha dichiarato di non avere ore eccedenti.
 
 
NUMERO DI GUARDIE AL MESE
AREA MEDICA - Per quanto riguarda il numero di guardie notturne mensili svolte 29.6% degli interessati ha dichiarato di non svolgere turni di guardia attiva, il 36.3% tra 1-3 turni, il 23% tra 4-5 turni, l’8.8% tra 6-8, il 2.2% oltre 8.
Relativamente al numero di guardie festive svolte in un mese (esclusi i prefestivi), il 18.9% ha dichiarato di non svolgere turni di servizio festivi, il 50.7% tra 1-2 turni, il 30.4% più di 2.
DISCIPLINE CHIRURGICHE - Per quanto concerne il numero di guardie notturne mensili svolte, il 32.4% degli interessati ha dichiarato di non svolgere turni di guardia attiva, il 27% tra 1-3 turni, il 27.4% tra 4-5 turni, il 10% tra 6-8, il 3.1% oltre 8. Relativamente al numero di guardie festive svolte in un mese (esclusi i prefestivi), il 15% ha dichiarato di non svolgere turni di servizio festivi, il 50.3% tra 1-2 turni, il 34.7% più di 2.
AREA DEI SERVIZI - Per quanto concerne il numero di guardie notturne mensili svolte, il 57% degli interessati ha dichiarato di non svolgere turni di guardia attiva, il 13.6% tra 1-3 turni, il 17.3% tra 4-5 turni, il 9.9% tra 6-8, il 2.2% oltre 8. Relativamente al numero di guardie festive svolte in un mese (esclusi i prefestivi), il 42.4% ha dichiarato di non svolgere turni di servizio festivi, il 42.7% tra 1-2 turni, il 14.9% più di 2.
DIRIGENZA SANITARIA - Per quanto concerne il numero di guardie notturne mensili svolte, il 74.1% degli interessati ha dichiarato di non svolgere turni di guardia attiva, il 12.4% tra 1-3 turni, il 9.3% tra 4-5 turni, il 3.4% tra 6-8, l’0.8% oltre 8.
Relativamente al numero di guardie festive svolte in un mese (esclusi i prefestivi), il 62.8% ha dichiarato di non svolgere turni di servizio festivi, il 30.4% tra 1-2 turni, il 6.8% più di 2.
 
 
NUMERO DI PRONTE DISPONIBILITÀ AL MESE
AREA MEDICA - Relativamente ai turni di pronta disponibilità (passiva cioè non lavorata), il 19.1% ha dichiarato di svolgere meno di tre turni, il 17.8% tra 3-5 turni, il 14.5% tra 5-10, il 3.7% oltre i 10. Il 44.9% ha dichiarato di non svolgere turni di pronta reperibilità in quanto non previsti nella propria UOC.
In merito ai turni di pronta disponibilità (attiva, cioè lavorata), il 34.8% ha dichiarato di svolgere meno di tre turni al mese, il 12.6% tra 3-5, il 6.5% tra 5-10, il 2% oltre i 10. Il 43.9% ha dichiarato di non svolgere turni di pronta disponibilità attiva in quanto non previsti nel proprio dipartimento di appartenenza.
DISCIPLINE CHIRURGICHE - Il 13.9% ha dichiarato di svolgere meno di tre turni di Pronta disponibilità passiva, il 23.5% tra 3-5 turni, il 28.9% tra 5-10, il 15.6% oltre i 10. Il 18.1% ha dichiarato di non svolgere turni di pronta reperibilità in quanto non è prevista.
Il 26.8% ha dichiarato di svolgere meno di tre turni al mese di pronta disponibilità attiva, il 31.2% tra 3-5, il 20.4% tra 5-10, il 7.9% oltre i 10. Il 13.7% ha dichiarato di non svolgere turni di pronta disponibilità attiva in quanto non previsti dalla propria UOC.
AREA DEI SERVIZI - Relativamente ai turni di pronta disponibilità (passiva), il 16.7% ha dichiarato di svolgere meno di tre turni, il 16.7% tra 3-5 turni, il 13.9% tra 5-10, il 6.2% oltre i 10. Il 46.4% ha dichiarato di non svolgere turni di pronta reperibilità in quanto non è prevista.
In merito ai turni di pronta disponibilità (attiva), il 26.9% ha dichiarato di svolgere meno di tre turni al mese, il 13.3% tra 3-5, il 14.2% tra 5-10, il 3.1% oltre i 10. Il 42.4% ha dichiarato di non svolgere turni di pronta disponibilità attiva in quanto non previsti dalla propria UOC.
DIRIGENZA SANITARIA - Relativamente ai turni di pronta disponibilità (passiva), il 13.5% ha dichiarato di svolgere meno di tre turni, il 10.1% tra 3-5 turni, l’8.7% tra 5-10, il 2.8% oltre i 10. Il 64.8% ha dichiarato di non svolgere turni di pronta reperibilità in quanto non è prevista.
In merito ai turni di pronta disponibilità (attiva), il 21.7% ha dichiarato di svolgere meno di tre turni al mese, l’8.7% tra 3-5, il 5.6% tra 5-10, lo 0.8% oltre i 10. Il 63.1% ha dichiarato di non svolgere turni di pronta disponibilità attiva in quanto non previsti dalla propria UOC.
 
 
RISPETTO DELLA NORMATIVA SULL’ORARIO DI LAVORO
AREA MEDICA - Il 16.2% ha dichiarato un’assenza di applicazione delle vigenti normative sull’orario, il 50.5% degli intervistati ha descritto un’applicazione parziale, il 33.3% una regolare applicazione della normativa sull’orario di servizio.
DISCIPLINE CHIRURGICHE - Il 29.1% ha dichiarato un’assenza di applicazione delle regolari normative sull’orario, il 50.3% degli intervistati ha descritto un’applicazione parziale, il 20.6% una regolare applicazione delle leggi sull’orario di lavoro.
AREA DEI SERVIZI - Il 16.7% ha dichiarato l’assenza di applicazione delle regolari normative sull’orario, il 53.6% degli intervistati ha riferito un’applicazione parziale, il 29.7% una regolare applicazione delle leggi sull’orario di lavoro.
DIRIGENZA SANITARIA - Quanto al rispetto dell’orario di lavoro il 12.1% ha dichiarato un’assenza di applicazione delle regolari normative sull’orario, il 43.1% degli intervistati ha descritto un’applicazione parziale, il 44.8% una regolare applicazione delle leggi sull’orario di lavoro.
 
IMPATTO DEI CARICHI DI LAVORO SULLA VITA PRIVATA
AREA MEDICA - Relativamente all’impatto del carico di lavoro sulla propria vita quotidiana, è minimo per il 2.1% degli intervistati, abbastanza per il 30.9%, molto per il 47.1%, totalmente per il 19.8%. Solo lo 0.1% ha dichiarato una diminuzione dell’impatto del lavoro sulla vita quotidiana (Tabella 3).
DISCIPLINE CHIRURGICHE - Relativamente all’impatto del carico di lavoro sulla propria vita quotidiana, il 2.3% degli intervistati descrive un minimo impatto, il 29.5% ha dichiarato “abbastanza, il 42.8% ha dichiarato “molto”, il 24.9% ha riportato la dizione “totalmente”. Solo l’0.4% ha riportato l’assenza di impatto sulla propria vita quotidiana.
AREA DEI SERVIZI - Relativamente all’impatto del carico di lavoro sulla propria vita quotidiana, il 5% degli intervistati descrive un minimo impatto sulla propria vita quotidiana, il 30.3% ha dichiarato “abbastanza”, il 46.4% ha dichiarato “molto”, il 18.3% ha riportato la dizione “totalmente”.
DIRIGENZA SANITARIA - Relativamente all’impatto del carico di lavoro sulla propria vita quotidiana, il 5.9% degli intervistati descrive un minimo impatto sulla propria vita quotidiana, il 36.9% ha dichiarato “abbastanza, il 42.8% ha dichiarato “molto”, il 14.1% ha riportato la dizione “totalmente”. Solo l’0.3% ha riportato una diminuzione dello stress nella propria vita quotidiana.
 

 
 
IMPATTO DELLA PANDEMIA SU ATTIVITÀ LAVORATIVA
AREA MEDICA - Il 2.1% degli intervistati ha descritto un minimo impatto sulla propria vita quotidiana, il 30.9% ha dichiarato “abbastanza”, il 47.1% ha dichiarato “molto”, il 19.8% ha riportato la dizione “totalmente”. Solo l’0.1% ha riportato una diminuzione dell’impatto sulla propria vita quotidiana.
DISCIPLINE CHIRURGICHE – Il 18.7% degli intervistati ha dichiarato l’assenza di impatto, il 33.1% degli intervistati ha riportato un impatto parziale, il 44.7% un impatto totale. Soltanto il 3.5% degli intervistati ha riportato l’assenza di impatto sulla propria vita quotidiana.
AREA DEI SERVIZI - In merito all’impatto della recente pandemia da Covid-19 sulla propria attività lavorativa, il 12.1% degli intervistati ha dichiarato l’assenza di impatto, il 34.7% degli intervistati ha riportato un impatto parziale, il 52.3% un impatto totale. Soltanto lo 0.9% degli intervistati ha riportato l’assenza di impatto sulla propria vita quotidiana.
DIRIGENZA SANITARIA - In merito all’impatto della recente pandemia da Covid-19 sulla propria attività lavorativa, il 17.2% degli intervistati ha dichiarato l’assenza di impatto, il 31.3% degli intervistati ha riportato un impatto parziale, il 51.3% un impatto totale. Soltanto lo 0.3% degli intervistati ha riportato una diminuzione dell’impatto dello stress sulla propria vita quotidiana.
 
 
LIVELLO DI STRESS LAVORATIVO
AREA MEDICA - Relativamente allo stress lavorativo, su una scala da nullo a massimo, lo 0.1% ha descritto un livello di stress nullo, l’1.4% un livello di stress minimo, il 56.7% un livello di stress medio, il 41.8% un livello di stress massimo. In merito all’impatto della recente pandemia da Covid-19 sulla propria attività lavorativa, il 10% degli intervistati ha dichiarato l’assenza di impatto, il 25.6% degli intervistati ha riportato un impatto parziale, il 63.2% un impatto totale. Soltanto l’1.1% degli intervistati ha riportato una diminuzione dell’impatto del carico di lavoro sulla propria vita quotidiana (Tabella 4).
DISCIPLINE CHIRURGICHE - Relativamente allo stress lavorativo, su una scala da nullo a massimo, il 2.9% ha descritto un livello di stress nullo, l’1.4%, il 55.3% un livello di stress medio, il 41.8% un livello di stress massimo.
AREA DEI SERVIZI - Relativamente allo stress lavorativo, su una scala da nullo a massimo, il 4.6% ha descritto un livello di stress minimo, il 57.6% un livello di stress medio, il 37.8% un livello di stress massimo.
DIRIGENZA SANITARIA - Relativamente allo stress lavorativo, su una scala da nullo a massimo, il 4.2% ha descritto un livello di stress minimo, il 61.7% un livello di stress medio, il 34.1% un livello di stress massimo.
 

 
LIMITAZIONI CONTRATTUALI
AREA MEDICA - In merito al numero dei dirigenti medici che presso la propria UOC usufruiscono di limitazioni contrattuali, il 28.4% ha dichiarato che nessuno dei dirigenti medici all’interno dell’area di interesse ne usufruisce. Il 23.3% ha dichiarato un numero inferiore al 10%, il 30.7% tra il 10-25%, il 13.2% tra il 25-50%, il 4.4% una quota maggiore del 50%.
DISCIPLINE CHIRURGICHE - In merito al numero dei dirigenti medici che presso la UOC usufruiscono di limitazioni contrattuali, il 29.3% ha dichiarato che non sussistono per nessuno della propria UOC. Il 28.7% ha dichiarato un numero inferiore al 10%, il 30.6% tra il 10-25%, l’8.3% tra il 25-50%, il 3.1% una quota maggiore del 50%.
AREA DEI SERVIZI - In merito al numero dei dirigenti medici che presso la UOC usufruiscono di limitazioni contrattuali, il 42.4% ha dichiarato che non sussistono per nessuno della propria UOC. Il 18.6% ha dichiarato un numero inferiore al 10%, il 24.8% tra il 10-25%, il 10.8.% tra il 25-50%, il 3.4% una quota maggiore del 50%.
DIRIGENZA SANITARIA - In merito al numero dei dirigenti medici che presso la UOC usufruiscono di limitazioni contrattuali, il 57.5% ha dichiarato che non sussistono per nessuno della propria UOC. Il 17.2% ha dichiarato un numero inferiore al 10%, il 15.5% tra il 10-25%, il 7.9% tra il 25-50%, il 2% una quota maggiore del 50%.
 
LE PROPOSTE DELL’ANAAO ASSOMED
I risultati del sondaggio evidenziano e confermano le criticità dell’organizzazione del lavoro all’interno delle Aziende sanitarie legate prevalentemente alla carenza di organico denunciata dall’Anaao Assomed da almeno un decennio. Le condizioni in cui operano medici e dirigenti sanitari peggiorano rapidamente, basti pensare che nell’arco di un solo anno la percentuale di colleghi con il maggior numero di ore di straordinario è passata dal 20% del 2019 al 30% del 2020. Questo quadro rende assai poco appetibile il mercato del lavoro italiano e spinge soprattutto i giovani medici a cercare miglior fortuna all’estero.
Pur riconoscendo due importanti interventi degli ultimi governi - uno economico, con l’aumento dell’indennità di esclusività di rapporto nella legge di bilancio 2021 e l’altro normativo, con il recente aumento dei contratti di formazione post laurea – resta ancora molto da fare.
 
L’Anaao Assomed chiede a Governo e Istituzioni l’impegno concreto per garantire alla sanità pubblica la forza lavoro di cui ha bisogno e per scongiurare il rischio di un’altra pericolosa epidemia: la fuga dagli ospedali.
Gli strumenti ci sono:
1. il contratto di lavoro dei medici e dirigenti sanitari per costruire le regole condivise e i confini dell’organizzazione del lavoro;
2. assunzioni stabili, rimuovendo il limite al tetto di spesa per il personale del Ssn (-1,4% rispetto a quello del 2004) e i limiti della legge Madia per la stabilizzazione dei precari e la formazione dei fondi per la retribuzione accessoria;
3. interventi economici per eliminare o almeno ridurre il differenziale dello stipendio tra i medici e dirigenti sanitari italiani ed europei che oggi arriva a 40 mila euro.
 
 

30 luglio 2021
© Riproduzione riservata


Altri articoli in Lavoro e Professioni

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Presidente e AD
Vincenzo Coluccia

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy