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Emergenza-urgenza. Medici, infermieri e volontari firmano un documento comune per la riforma del sistema 118. Ecco la “Carta di Riva”


Le principali società scientifiche e professionali mediche e infermieristiche, la Croce Rossa e altre associazioni di volontariato impegnate nei servizi di emergenza-urgenza sanitari, hanno sottoscritto il documento ieri sera durante i lavori del Congresso Nazionale Emergenza Urgenza in corso a Riva del Garda. In tutto 13 proposte per un riassetto profondo del sistema 118 nato nel 1992 di cui si riconosce l'innovatività ma anche la necessità di "essere adeguato all’evoluzione tecnologica e di competenze delle figure che a vario titolo sono parte integrante del sistema". IL DOCUMENTO.

21 SET - “A quasi trentanni dalla Istituzione del numero unico di emergenza e del sistema di soccorso preospedaliero, il DPR 27 marzo del 1992 risulta ancora innovativo nella visione complessiva del soccorso, ma ha la necessità di essere adeguato all’evoluzione tecnologica e di competenze delle figure che a vario titolo sono parte integrante del sistema”, inizia con questo incipit quella che i promotori hanno chiamata “Carta di Riva” e che è stata sottoscritta ieri sera durante i lavori del Congresso Nazionale Emergenza Urgenza in corso a Riva del Garda e che ha visto tutte le realtà dell’emergenza dialogare con i rappresentanti delle istituzioni.
 
Per i promotori della Carta (ai quali si è aggiunta anche la Cives), “appare imprescindibile la necessità di garantire l’integrazione delle varie componenti del Servizio Sanitario Nazionale al fine di garantire le migliori prestazioni possibili nell’ambito dell’emergenza urgenza”.
 
Questi i “fattori imprescindibili” per il cambiamento del Sistema proposti dalla Carta di Riva:

• Il superamento della frammentazione dei modelli gestionali al fine di garantire un trattamento standardizzato ed uniforme alle persone su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle prerogative proprie delle Regioni in materia di organizzazione dei rispettivi sistemi sanitari regionali e Province autonome, e definizione di criteri per la realizzazione di organizzazioni virtuose del sistema di Emergenza Urgenza;
 
• L’obbligo di integrazione delle centrali operative 118 con le CUR NUE 112; Forte spinta all’innovazione tecnologica che si avvale di soluzioni innovative nella dotazione di tecnologie radio, telefoniche e informatiche in grado di assicurare il collegamento informativo tra le varie componenti e con le centrali operative territoriali.
 
• La realizzazione, anche sulla base delle tecnologie innovative, della massima integrazione tra tutte le componenti del SSN che partecipano, a vari livelli di responsabilità, alla assistenza alla cittadinanza.
 
• La valorizzazione delle figure professionali attraverso il rafforzamento e la migliore declinazione delle rispettive competenze, finalizzata anche al corretto impiego delle specifiche potenzialità professionali sottese.
 
• La valorizzazione del personale infermieristico nelle centrali operative e nei pronto soccorso, specie per quanto concerne il processo di triage, del quale detiene la titolarità gestionale e di percorso.
 
• La valorizzazione delle elevate competenze infermieristiche, in ambito di emergenza preospedaliera, che si manifestano attraverso la gestione, diretta ed in equipe, dei percorsi tempo dipendenti del dolore acuto, e degli interventi salvavita attraverso appositi strumenti operativi.
 
• La valutazione delle performance, attraverso la definizione degli indicatori della qualità del sistema di emergenza urgenza preospedaliero e ospedaliero.
 
• La definizione di un sistema unico nazionale di monitoraggio della qualità delle prestazioni erogate, e del finanziamento del sistema di emergenza urgenza, che consenta di valutare lefficacia e lefficienza dei vari servizi sanitari regionali e delle Province autonome.
 
• II riconoscimento formale nel sistema di emergenza urgenza delle Associazioni di volontariato ODV le quali, attraverso le reti nazionali di ANPAS, CRI e Misericordie, esprimono un supporto fondamentale al sistema stesso secondo principi di efficienza ed economicità.
 
• L’utilizzo di forme omogenee di reclutamento del personale, con particolare riguardo al personale sanitario che non può prescindere da forme contrattuali di dipendenza dal SSN, che dovrà avvenire con modalità uniformi di accesso (standard formativi minimi a livello nazionale).
 
• La valorizzazione strutturale del personale sanitario nel sistema di emergenza preospedaliera ed ospedaliera, anche attraverso la previsione di specifiche indennità di ruolo e di rischio ambientale da estendere anche al personale tecnico.
 
• La valorizzazione nel sistema di emergenza del personale sanitario “senior” attraverso l’implementazione e l’accesso a percorsi volti alla formazione, tutoraggio e orientamento dei neofiti, al fine di non disperdere competenze specialistiche specifiche.
 
• La necessità di una norma nazionale che regolamenti le competenze e i conseguenti standard formativi della componente tecnica del sistema di soccorso regolamentandoli in profili professionali rispondenti agli attuali attori del sistema, siano essi volontari che dipendenti, valorizzando sia la componente del servizio pubblico che le esperienze pregresse ed il ruolo delle reti nazionali del volontariato.
 

21 settembre 2021
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