Se la barca della medicina di urgenza scuffia

Se la barca della medicina di urgenza scuffia

Se la barca della medicina di urgenza scuffia

Gentile Direttore,
dal 26 al 27 maggio, ad Assisi, si è svolto il Terzo Congresso delle Scuole di Specializzazione in Medicina di Emergenza Urgenza durante il quale un oratore ha proiettato una slide che mostrava una barca a vela, in balia ai marosi, che riportava tre frasi: il pessimista si lamenta del vento, l‘ottimista aspetta che il vento cambi, l’urgentista aggiusta le vele (in carattere maiuscolo e colore rosso).

Appare ovvio che ad un giovane urgentista si gonfi il petto di orgoglio di appartenenza; siamo i migliori! Penserà: come noi nessuno! Siamo i navigatori più capaci! Basta cazzare o lascare fiocco e randa, che ci vuole…

Ho quindi letto il programma del convegno che affrontava argomenti per la verità ottimi ed interessantissimi, con relatori di grande qualità ma, con grande sorpresa, non ho trovato una sola sessione dedicata alla gestione dei rischi, alla formazione sulle Non Technical Skills in attività produttive più simili a sistemi Very Unsafe o Adapative piuttosto che di tipo H.R.O. o Safe.

Questi argomenti, considerati imprescindibili nei sistemi ad alta affidabilità, e sicuri, come in aeronautica (settore maestro anche per la sanità), stupisce davvero, che non vengano affrontati in alcun modo, soprattutto in sistemi a più bassa affidabilità come la Medicina d’Urgenza. Ciò è davvero imperdonabile ai giorni nostri, in così grande ritardo rispetto ai sistemi sanitari più avanzati.

Si preferisce la più economica retorica spiccia della superiorità ontologica della Medicina d’Emergenza Urgenza (MEU), del “siamo i più forti”, “i più bravi”, per creare acritici pasdaran della MEU con sole competenze dure (troppe), molto dannato multitasking, tanto task shifting spesso autoprodotto o supinamente accettato, maggiori probabilità d’errore e precoce burn out all’orizzonte.

Ed infatti è sufficiente guardare blog e pagine sui principali social gestiti direttamente, o indirettamente, dai maître à penser della MEU nazionali per rendersene conto.

Sarebbe ormai ora che qualcuno spiegasse ai giovani eroi involontari ed ai molto inconsapevoli navigatori nella tempesta, che un buon maestro, un buon comandante, un buon marinaio, dovrebbe insegnare agli aspiranti navigatori gli elementi utili per non naufragare e per ben condurre la barca, con la maggiore sicurezza possibile, nei sistemi a bassa affidabilità come ad esempio l’aumento delle competenze morbide, l’acquisizione di una buona situational swareness, dei concetti di decision making e go/no-go, di C.R.M., dell’importanza della simulazione, e del padroneggiamento delle abilità di rescue.

Perché tormentine e mani di terzaroli a parte, bisogna spiegare ai navigatori che, forse, sarebbe prudente non prendere affatto il mare in certe situazioni e con certi mezzi, uscire dal porto, poiché, nella tempesta, altro che aggiustare le vele, è assai più probabile che il boma ti spacchi la testa, che tu finisca in mare e che la barca scuffi ed affondi.

Siate seri, per carità, la retorica non risolve nulla se poi, invece, vi interessa solo coprire i turni, in bocca al lupo e che Poseidone ci accordi la sua divina benevolenza.

Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est.

Dr. Luigi Di Candido
Dirigente Medico
Coordinamento regionale Puglia – I.N.S.H.

01 Giugno 2023

© Riproduzione riservata

Misurare i bisogni sì, ma anche il valore di chi cura
Misurare i bisogni sì, ma anche il valore di chi cura

Gentile Direttore,abbiamo letto con attenzione la lettera del Presidente della Commissione Sanità del Senato, Francesco Zaffini, e raccogliamo volentieri la sfida che lancia: smettere di litigare sui decimali del Pil...

Smettere di fumare non può essere una questione di fortuna: garantiamo a tutti il diritto alle cure
Smettere di fumare non può essere una questione di fortuna: garantiamo a tutti il diritto alle cure

Gentile Direttore, ogni anno il tabagismo provoca circa 90mila morti in Italia, ma l’accesso ai trattamenti resta disomogeneo. La nostra survey nazionale dimostra che servizi e competenze esistono, soprattutto nei...

Fuga dal sistema, disincanto e burnout
Fuga dal sistema, disincanto e burnout

Gentile Direttore,pur condividendo l'analisi di fondo sul progressivo e inevitabile venir meno del senso di appartenenza della dirigenza medica — a fronte di una voce sistematicamente inascoltata dalla politica e...

Chemsex, riduzione del danno e consumo controllato
Chemsex, riduzione del danno e consumo controllato

Gentile Direttore,già a luglio l’ECDC e l’OMS avevano rilasciato una guida sui rischi sanitari legati anche al Chemsex, che in Italia è ancora sottovalutato e poco gestito dai servizi delle...