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Carbone (Fials) a De Filippo: “Ora dalle parole si passi ai fatti”

di Giuseppe Carbone

27 AGO - Gentile Direttore,
meritava una doverosa riflessione l’intervento, in pieno ferragosto, del Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo e noi, subito dopo la pausa estiva, abbiamo ritenuto opportuno esprimere le nostre valutazioni ponendole all’interesse dei numerosissimi lettori del Suo Quotidiano on line.

Tante le considerazioni sul tema “Lavoro in sanità torni protagonista”. Prima di entrare nel merito delle riflessioni ed anche dei provvedimenti che De Filippo intende attuare già dal prossimo mese di settembre, affermo subito che la FIALS è già pronta, senza se e senza ma, alla concertazione sul tavolo della “cabina di regia”.

Mi permetta ricordare che già in data 5 gennaio 2015, subito dopo l’approvazione della legge di stabilità, inviai una nota sia al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che allo stesso Sottosegretario De Filippo, chiedendo, da subito la convocazione della stessa Cabina di Regia.

Nella nota facevo presente come con il comma 566 della legge di stabilità, trovava ampia attuazione quanto previsto dall’art. 5 punto 15 del Patto della Salute 2014-2016, circa la ridefinizione dei ruoli, delle competenze e delle relazioni delle professioni sanitarie, con la priorità, fermo restando le competenze dei laureati in medicina e chirurgia, di implementare le competenze delle professioni sanitarie e quindi la dovuta necessità di accelerare tali percorsi con la richiesta, previa formalizzazione, di convocazione della “cabina di regia”.

Tante, anzi tantissime polemiche e veti da parte della classe medica hanno fermato quanto per legge era stato già circoscritto tanto da costringere il Ministro Lorenzin, alla presenza di De Filippo, a convocare il 21 luglio scorso tutte le OO.SS. del Comparto Sanità unitamente agli Ordini, Collegi e Associazioni delle professioni sanitarie per tentare di modificare “in peggio” a nostro parere, l'accordo sull'implementazione delle competenze delle professioni sanitarie.

Il Ministro Lorenzin e lo stesso De Filippo che si erano dichiarati disponibili a portare, a fine luglio, al varo della Conferenza Stato Regioni l’accordo sulle competenze avanzate degli infermieri e dei tecnici di radiologia, hanno fatto un passo indietro dopo che tutte le OO.SS., Ordini, Collegi e Associazioni delle professioni sanitarie, all’unisono, hanno dichiarato che “Il governo non può bloccare l'innovazione in sanità”.

Apprendere ora che il Sottosegretario De Filippo intende servirsi della cabina di regia per tentare di recuperare quanto fino ad oggi è stato impossibile attuare per i veti della categoria dei medici, da una parte pone delle perplessità sui risultati da realizzare vista la strutturazione numerica dei componenti, ma dall’altra dichiariamo di essere subito disponibili e non ci chiudiamo minimamente al confronto unitario, perché la concertazione è l’anima dell’agire del sindacato.

La cabina di regia, a mio parere, deve tenere in forte considerazione quanto disposto nell’art. 22 del Patto della Salute, circa la necessità di valorizzare le risorse umane del SSN e di favorire integrazione multidisciplinare delle professioni sanitarie e i processi di riorganizzazione dei servizi alla salute, di miglioramento del sistema sanitario, liberare il potenziale inespresso delle professioni sanitarie, aprire la strada alla sperimentazione negli ospedali e nelle aziende, promuovere una riorganizzazione vera del lavoro e dei percorsi di cura, al fine anche di garantire la nuova organizzazione dei servizi sanitari regionali, con particolare riferimento alla riorganizzazione della rete ospedaliera, ai servizi territoriali e le relative forme di integrazione, alla promozione della salute e alla presa in carico della cronicità e delle non autosufficienze.

In questo contesto le Regioni devono assumere un ruolo ben determinato e quindi accelerare il processo di implementazione della competenze delle professioni sanitarie iniziando con il varo degli accordi già definiti in sede di Ministero della Salute sia per gli infermieri che i tecnici di radiologia medica.

Rinnovo contratti di lavoro: il Sottosegretario De Filippo ha ritenuto, da subito, nel suo intervento del 15 agosto, puntualizzare come il rinnovo dei contratti di lavoro per la sanità, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, rappresenta uno strumento funzionale all’attuazione delle scelte nazionali e regionali di programmazione sanitaria e socio sanitaria attraverso l’apporto condiviso e concertato di tutti i professionisti.

Nel condividere tale obiettivo, non mancherà a De Filippo la necessità di fare stemperare il conflitto in atto da parte delle lobby perché nessuno ha in animo di declassare o togliere ai medici particolarità professionali proprie ma bensì insieme migliorare il sistema sanitario con strumenti efficaci e innovativi come l'accordo sull'implementazione delle competenze.

Ma ancora necessita affrontare insieme, nella stessa cabina di regia, tematiche che ad oggi pongono il sistema sanitario ed in specie quello regionale in forti contraddizioni in materia di scelte organizzative. Come ad esempio il problema della organizzazione dei servizi e del lavoro che non può certamente essere e rimanere una preclusione del Direttore Generale senza una partecipazione e concertazione con la rappresentanza sindacale poiché questo sistema, a causa della legge Brunetta, sta producendo forti distorsioni e disorganizzazione. Come anche il consenso della propria Azienda per le mobilità fra Ente che non consente alcuna mobilità demotivando ulteriormente gli operatori interessati.

Abbiamo la necessità di stipulare un contratto nazionale che rafforzi il senso di appartenenza del personale alla sanità, che in termini di recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni diminuisca l’insostenibile ed elevato differenziale economico tra le tre aree contrattuali, una distanza che non trova più fondamento né alla luce dei livelli di autonomia e responsabilità professionale raggiunti dalle professioni sanitarie e dagli altri dipendenti del Comparto né dei nuovi modelli organizzativi a forte integrazione professionale, dove i professionisti del comparto e della dirigenza lavorano fianco a fianco nella stessa equipe e condividono le stesse responsabilità disciplinari, civili e penali.

Un contratto che in termini economici, per rispondere alle attese degli operatori, metta sul tavolo non solo quello che deriva dall’inflazione programmata per gli anni di valenza contrattuale, ma che tenga conto del blocco durato 6 anni e dei risparmi economici derivanti negli anni per effetto della riduzione degli organici e del blocco del turnover.

Riteniamo che nel nuovo contratto necessiti una revisione dell’attuale sistema delle indennità per particolari condizioni di lavoro che deve essere legato sia ai nuovi modelli organizzativi che alle figure professionali effettivamente coinvolte nelle attività e nei servizi.

Abbiamo la necessità che anche il Ministero della Salute abbia cognizione dei disagi legati alle varie professionalità, a partire dal servizio notturno, dalle pronte disponibilità, dalla turnistica, ad altri emolumenti legati alle condizioni di lavoro. Indennità ferme da decenni che devono necessariamente essere rivalutate economicamente con interventi che richiedono specifici investimenti nei bilanci aziendali.

E’ evidente che si tratta di interventi che meritano attenzione da parte dello stesso De Filippo che non avrà nessuna voce a livello di controparte contrattuale ma che può spingere le Regioni ad un ripensamento nella formulazione dell’atto di indirizzo all’ARAN.
Altri aspetti contrattuali riteniamo di descriverli successivamente.

Ritornando al rinnovo contrattuale, al Sottosegretario De Filippo, come in particolare allo stesso Ministro Lorenzin, non mancherà di essere a conoscenza della impossibilità ad un confronto serrato con l’ARAN poiché al momento non è stato definito ancor,a dopo 5 anni di trattative all’ARAN, l’accordo quadro tra Confederazioni Sindacali e ARAN sulla individuazione dei nuovi comparti.

Una irresponsabilità politica di tutte le confederazioni al tavolo di trattativa, nessuna esclusa. Non è mai possibile che una trattativa per un semplice accordo duri oltre 5 anni.

Ed ancora manca il varo della legge di stabilità 2016 per quanto attiene le risorse economiche e di conseguenza l’atto di indirizzo prima del Ministro della Funzione Pubblica sui rinnovi contrattuali e di conseguenza quelli propri dei Comitati di Settore.

Certo il Ministro Lorenzin, parte importante del Governo, può e deve finalmente porre la sanità al centro dell’agenda del governo e non continuare a subire solo tagli per la sanità come è avvenuto di recente, circa 2,4 miliardi, con il decreto sugli Enti Locali.

Patto per la Salute 2014-2017: nel manifestare che il patto della salute è stato un grande risultato positivo, De Filippo ha preso atto, finalmente, che la mancata concertazione con i sindacati, il non coinvolgimento di tutte le professioni, ha fatto sì che è rimasto un “programma riformatore ma privo delle gambe per camminare”. Un’affermazione critica ma reale, una presa politica seria sulla necessità, da noi spesso volte auspicata e richiesta, di un sistema di relazioni sindacali che preveda un confronto, una concertazione ed una contrattazione ad ogni livello sia nazionale che territoriale e soprattutto regionale in termini di organizzazione dei servizi e del lavoro e sviluppo delle professioni.

Il sacrificio dei nuovi eroi: grazie al lavoro quotidiano dei tanti professionisti della sanità, infermieri medici altri operatori, che il sistema sanità italiano e regionale garantisce ad oltre 60 milioni di cittadini il diritto alla salute. Così si è espresso in sintesi il sottosegretario De Filippo. Sono gli stessi eroi, ritengo io, dimenticati dai tanti, dallo stesso Ministero, dal Governo, in particolare dalle diverse Regioni, come dai tanti Direttori Generali. Non si tratta solo dei mancati rinnovi contrattuali, ma anche la diminuzione dei diritti a colpo di legge come la mobilità aziendale, la mancata partecipazione attiva e valorizzazione professionale nelle scelte organizzative dei servizi, nella turistica, nei riposi giornalieri inferiori alle 11 ore, nell’imposizione di lavoro straordinario mai retribuito, nel superamento delle sei pronte disponibilità mensili, nel demansionamento soprattutto degli infermieri voluto spesse volte dai dirigenti medici per la carenza di operatori socio sanitari. Sono questi i soprusi che hanno subito e che subiscono quotidianamente gli eroi della sanità che necessariamente devono trovare un riscatto professionale all’interno della cabina di regia ma soprattutto con il rinnovo contrattuale.

Le relazioni sindacali: su questo punto abbiamo come FIALS preso atto delle dichiarazioni del Sottosegretario De Filippo ritenendole fondamentali. Restano dichiarazioni politiche importanti: “non più tavoli negoziali separati e non comunicanti bensì un’assise unitaria ed unificante laddove i problemi ed i contenuti riguardino l’organizzazione del lavoro, l’evoluzione professionale ed il monitoraggio, la verifica delle innovazioni e la promozione di quelle positive e migliorative”.

Noi ci siamo come FIALS e da subito poiché siamo convinti, come dichiara De Filippo che rimane possibile attuare il diritto alla salute, dare corpo al Patto della Salute e alla sua successiva concretizzazione specie a livello regionale, con la partecipazione attiva da protagonisti e non come soggetti informati, insieme a Stato e Regioni, di tutti i produttori di salute per il tramite delle loro rappresentanze sindacali e professionali.

Superare gli sprechi ed inappropriatezze in sanità: altra riflessione importante da noi condivisa in pieno di De Filippo. Per superare sprechi e le sacche di inappropriatezza, ha dichiarato De Filippo, rimane fondamentale l’attività di tutto il personale motivato prima ed anche responsabilizzato. Parte delle risorse recuperate dagli sprechi ed inefficienze, ripete De Filippo, devono restare alla sanità finalizzandole ad investire in occupazione. Su questo aspetto, come FIALS, ritengo e lo abbiamo più volte dichiarato a De Filippo, come allo stesso Ministro Lorenzin, le risorse economiche recuperate, tramite progetti obiettivi definiti tra Azienda e Sindacati che vedano protagonisti attivi tutte le professionalità, devono essere distribuiti in parti uguali, come recita anche l’attuale legislazione, sia per finanziare nuovi servizi sanitari aziendali che nel fondo della produttività o di risultato per motivare economicamente gli stessi operatori definiti eroi ma attualmente senza alcun riconoscimento economico.

Cabina di regia su un unico ed unitario tavolo di confronto: credo che il Sottosegretario abbia usato toni vigorosi ed apprezzabili nel momento in cui ha riconosciuto che il Governo Renzi deve necessariamente pensionare l’era nefasta degli steccati e delle contrapposizioni con le OO.SS. ed aprirsi alla concertazione. La Cabina di regia deve, necessariamente, elaborare e realizzare e verificare intese programmatorie con il Ministero della Salute anche sui contenuti del Patto della Salute e su questi aspetti noi ci siamo come FIALS tanto più che in conclusione del suo intervento, De Filippo richiama il famoso art. 22 del Patto per la Salute.

In conclusione, attendiamo la convocazione di De Filippo a settembre della cabina di regia con l’augurio che dalle tante parole si passi definitivamente ai fatti poiché il ridisegnare un nuovo modello di assistenza sanitaria ce lo richiedono non solo i professionisti della sanità ma anche i cittadini.

Giuseppe Carbone
Segretario Generale FIALS


27 agosto 2015
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