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28 NOVEMBRE 2021
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118, il sistema migliore è quello lombardo

di Alessndro Vergallo

29 OTT - Gentile Direttore,
constatato, purtroppo, che la Fnomceo, per iniziativa del suo Presidente Dr Anelli, dopo una prima presa di posizione su una vicenda inerente il Sistema 118 lombardo, non cessa di intervenire sulla questione, da ultimo asserendo trionfalisticamente (si presume anche in quanto Presidente OMCeO Bari) che ‘sono le Regioni del Nord ad avere un minor numero di ambulanze con a bordo il medico e l’infermiere, mentre la percentuale di tali mezzi di soccorso avanzato è massima in Molise, Puglia, Calabria, occorre sottolineare a chiare lettere, in estrema sintesi, alcuni aspetti dell’attuale realtà dei fatti.
 
È paradossale cercare di sostenere che il Sistema 118 lombardo, il quale si avvale di mezzi di soccorso 118 con risorse professionali altamente qualificate, tanto mediche quanto infermieristiche, sia inferiore, per qualità ed efficienza, a quelli molisani, pugliesi, o calabresi, solo perché questi sarebbero più “medicalizzati”.


In primis il Sistema 118 della Lombardia impiega da molti anni, elettivamente, Medici Anestesisti Rianimatori, cioè coloro la cui formazione specialistica è tale per cui le procedure salvavita sono quelle che essi di routine eseguono ogni giorno, e non quelle apprese in un corso di pochi mesi (quando è tale) e applicate solo al momento della chiamata urgente. E, sin dall’uscita dei primi Medici specialisti in Medicina d’Urgenza, ha iniziato ad impiegare anch’essi allo stesso modo.

In Puglia e in qualche altra Regione invece, non solo del Sud, i Medici delle discipline specialistiche ospedaliere nate e destinate naturalmente a gestire le emergenze non possono, in quanto tali, accedere al Sistema 118, dato che è riservato a chi possiede un ‘patentino’ rilasciato attraverso corsi di formazione che richiedono obbligatoriamente l’appartenenza alle graduatorie facenti capo al settore della ‘Medicina di Famiglia’.

‘La presenza di un medico a bordo, secondo le evidenze, fa la differenza riguardo a tutte le condizioni cliniche di emergenza’ afferma ancora il Dr Anelli.
Non siamo affatto d’accordo. Nell’emergenza, sia intra sia extra-ospedaliera, non ci sono soltanto differenze tra le competenze del medico rispetto a quelle di un Infermiere. A parte il fatto che tra le competenze di un Infermiere adeguatamente formato e quelle di un Medico non Anestesista Rianimatore, esistono differenze non così scontate, vi sono anche differenze molto più sostanziali tra medico e medico. Altrimenti gli Anestesisti Rianimatori italiani non sarebbero quelli che sono continuamente chiamati in aiuto di altri Colleghi quando la sopravvivenza di un Paziente è davvero in pericolo.
 
Inoltre, tralasciando ogni considerazione sui fronti di spesa che il semplicistico principio ‘No alle ambulanze senza medico’ imporrebbe anche alle Regioni in cui i mezzi di soccorso terrestre del Sistema 118 non sono così tanto ‘medicalizzati’, in un SSN le cui risorse non possono essere infinite, e che con queste risorse deve garantire anche servizi che negli Ospedali sono ridotti ormai al lumicino, è quantomeno surrettizio, per sostenere la validità di tale principio, far riferimento a review estere che comparano modelli di ‘emergency medical services’; dovrebbe proporsi invece una review italiana, che analizzi le modalità e gli esiti non solo degli interventi medicalizzati in confronto a quelli infermierizzati, ma anche e soprattutto tra gli interventi medicalizzati con Specialisti in Anestesia e Rianimazione, o in Medicina d’Urgenza, e quelli con altri Medici. Allora sì che le comparazioni sarebbero adeguate per poter essere prese in considerazione.
 
‘Per il settore del 118 – afferma il Dr Anelli – la Fnomceo ha chiesto di modificare la Legge Balduzzi, in linea con le richieste delle organizzazioni sindacali, creando un percorso formativo peculiare, così come già previsto dal DPR 270/2000, per l’accesso all’emergenza territoriale. Modifica, questa, che consentirebbe anche di dare una risposta concreta all’occupazione di tanti medici che oggi garantiscono il servizio pur in maniera precaria’.
 
A tal proposito, sono evidenti le ragioni per cui proprio in Puglia si cerchi di ostacolare il passaggio alla dipendenza dei Medici del 118 nel CCNL della Dirigenza Medica, che questa Regione sta cercando di realizzare mediante un percorso di stabilizzazione dei Colleghi già in servizio che garantisca anche la loro tutela sotto il profilo della continuità lavorativa.

E poi, di quali Organizzazioni Sindacali parla il Presidente Fnomceo? Forse di qualche O. S. del settore della sola Medicina di Famiglia?

Giova anche a tal proposito sottolineare che la Fnomceo, la quale almeno in linea di principio – oltre che di legge – non è espressione del solo settore della ‘Medicina di Famiglia’ (del cui principale Sindacato il suo attuale Presidente Dr Anelli è stato Vice Segretario Nazionale fino a poco tempo addietro), deve rappresentare anche i Medici Ospedalieri per i quali l’Emergenza è il lavoro quotidiano. Ci usi la cortesia di ricordarsene sempre, quando parla non solo di Sistema 118, ma più in generale di SSN.
 
Dr. Alessndro Vergallo
AAROI-EMAC
Presidente Nazionale


29 ottobre 2018
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