Le donne medico e l’8 marzo

Le donne medico e l’8 marzo

Le donne medico e l’8 marzo

Gentile direttore,
nel 1908, 129 operaie hanno perso la vita nel posto di lavoro. Da allora le Donne hanno fatto molti passi in avanti ma non hanno ancora raggiunto una vera parità di genere nel mondo del lavoro e forse anche nel costume e nella cultura italiana. Nel decennio 2007-2017, c’è stato un lieve aumento dell’occupazione femminile, ma la qualità dei posti di lavoro femminili è peggiorata, registrando un aumento del part-time involontario, prevalenza del tempo determinato e di contratti ultra precari.

Secondo gli ultimi dati ISTAT, a gennaio 2019 la stima degli occupati è in lieve crescita rispetto a dicembre (+0,1%, pari a +21 mila unità); il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7%. Ma la crescita coinvolge esclusivamente gli uomini (+27 mila) mentre risultano in lieve calo le donne (-6 mila).
Restringendo il campo all’ ambito della professione Medica i numeri ci dicono che le Donne Medico sono in netto aumento: nella generazione fino a 49 anni le Donne Medico sono il 60% e nella fascia dai 35 ai 39 anni quasi raddoppiano i colleghi maschi, ma il raggiungimento dell’apicalità è rarissimo; negli ospedali e nelle università di medicina il 90 % delle posizioni apicali sono appannaggio degli uomini, cosi pure nelle rappresentanze ordinistiche e in quelle delle organizzazioni sindacali.

Per le Donne Medico sono sempre meno previste sostituzioni per maternità, asili nido aziendali, e finanche adeguate tutele per la gravidanza per le Convenzionate e le Libere professioniste che vedono come un miraggio, stantibus rebus, la possibilità di conciliare la Professione con la propria vita personale, familiare, di relazione, sposarsi, fare dei figli, badare ai genitori anziani.

La prevalenza femminile nella Professione Medica e sanitaria, già da tempo avrebbe dovuto consigliare lo studio e la previsione di opportuni cambiamenti nell’organizzazione del lavoro pena la mancata equità nell’attività lavorativa e l‘impossibilità di conciliare la vita con il lavoro stesso.

E così anche se le Donne Medico e Professioniste sanitarie sono in aumento saranno sempre più spinte ad allontanarsi dalla Professione.

Indipendentemente dal genere, il blocco dei contratti all‘insegna dell’economicismo esasperato, ha determinato precariato, assunzioni con contratti atipici, senza tutele e senza alcuna prospettiva di carriera.

Indipendentemente dal genere, i Medici ancora non vedono riconosciuta la propria attività tra i lavori usuranti, sono in balia di tecnocrati la cui gestione amministrativa burocratizzante toglie spazio al tempo di cura e di relazione, con aumento dei contenziosi giudiziari e relativo incremento dei premi assicurativi e della medicina difensiva.

I continui atti di violenza e di aggressioni cui purtroppo abbiamo assistito anche in questo ultimo anno in primis ancora verso le Donne Medico e Professioniste della sanita, ci pongono interrogativi inquietanti sul declino culturale ed etico verso cui sta scivolando la nostra società in cui assurdamente si colpevolizza chi quotidianamente aiuta e cura le persone che soffrono.

Anche se l’Osservatorio sulle aggressioni, la istituenda legge contro la violenza sugli operatori sanitari, l’impegno del Ministro contro ogni forma di aggressione nelle strutture sanitarie ci danno un soffio di speranza non possiamo non ricordare che siamo in colpevole ritardo, che la disparità di genere e di vere pari opportunità nella professione medica e sanitaria non è solo una insopportabile discriminazione ma è anche uno degli elementi negativi che impedisce all’Italia di crescere. Serviranno risorse: suggeriamo sommessamente di reperirle dalla lotta agli sprechi.

Per la Cisl Medici è fondamentale tutelare tutte le Donne perché come ci ricorda Papa Francesco “siamo contrari alla cultura dello scarto” e nel profondo del nostro cuore, tutti noi siamo consapevoli che dobbiamo ringraziare una Donna per averci dato il dono della vita.
 
Annalisa Bettin
Cisl Medici Politiche di Genere e di Welfare, pari opportunità e  Coordinamento Donne

06 Marzo 2019

© Riproduzione riservata

Sanità: misuriamo i bisogni, non i decimali del Pil
Sanità: misuriamo i bisogni, non i decimali del Pil

Gentile direttore,ho letto, come ogni anno, il Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato alla Camera. È un lavoro costruito su dati ufficiali, e chi presiede la Commissione...

Rinvio dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali: una scelta che indebolisce il Ssn
Rinvio dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali: una scelta che indebolisce il Ssn

Gentile Direttore,ai non addetti ai lavori il rinvio di un anno dell’aggiornamento dell’albo nazionale dei Direttori Generali può sembrare una questione marginale. In realtà, si tratta di una decisione che...

La salute nell’agenda “smemoranda” della politica: il caso degli ospedali privati del Ssn
La salute nell’agenda “smemoranda” della politica: il caso degli ospedali privati del Ssn

Gentile Direttore,la domanda che ci dobbiamo porre è semplice: perché la politica vuole così male ai cittadini e ai lavoratori del SSN della sanità privata accreditata? Una precisazione è d’obbligo....

I nuovi ospedali più pazzi del mondo: le mie due candidature marchigiane
I nuovi ospedali più pazzi del mondo: le mie due candidature marchigiane

Gentile Direttore, è stato dato di recente un ampio spazio dai media alla Classifica degli ospedali specializzati migliori del mondo. Si tratta di una classifica realizzata dal settimanale statunitense Newsweek...