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Martedì 04 AGOSTO 2020
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La lotta alle Dipendenze durante il Covid

30 APR - Gentile Direttore,
i Servizi Territoriali delle Dipendenze, su disposizione della Regione Lombardia, sono stati considerati al pari dei servizi essenziali e di conseguenza sono rimasti aperti all'utenza in questo "tempo di Covid 19". La quarantena, per chi ha una dipendenza, può diventare un momento molto difficile da affrontare.
 
La vita in casa forzata con familiari con cui spesso si hanno rapporti difficili, trovarsi a vivere in completa solitudine, sperimentare le attuali difficoltà di spostamento, incontrare sempre più difficoltà nel reperimento delle sostanze illegali di abuso … sono tutti elementi che possono creare, in chi non riesce a sfruttare l'occasione per darsi uno stop,  una grave situazione di malessere, e talvolta incrementare la problematica tossicomanica e in generale psicologica. Per alcuni pazienti, inoltre,  c'è il rischio che si passi dalla dipendenza da sostanze illegali alla dipendenza da sostanze legali come l'alcol o i farmaci più facilmente reperibili.

I pazienti già in carico ai Servizi continuano ad essere regolarmente seguiti dal punto di vista terapeutico, seppur con diverse modalità dettate dalla necessità di evitare possibili contagi per utenti e per operatori.


Chi invece accede per la prima volta al SerT (ora sempre su appuntamento) viene valutato al Servizio attraverso l'usuale protocollo di presa in carico multi professionale. In questo caso vengono definiti percorsi specifici spazio/temporali che mettono in sicurezza sia il paziente, sia i familiari, sia gli operatori che si occupano della fase di accettazione/accoglienza.

Nei nostri Servizi l'emergenza sanitaria in corso ha imposto quindi una riorganizzazione che ha rimodulato gli interventi rivolti agli utenti e alle loro famiglie.
E' stato mantenuto il triage in essere al momento della presa in carico di nuovi trattamenti non differibili, estendendo questa procedura anche ai pazienti già in carico che accedono durante la settimana al Servizio, incrementandone i contenuti sanitari e sociali alla luce dell'emergenza sanitaria da infezione SARS-CoV-2.

Questa procedura è tesa a far si che, riducendo il rischio di contagio per gli operatori dei Servizi, questi possano offrire anche uno spazio strutturato di prevenzione ed educazione sanitaria in un contesto di counselling multiprofessionale adeguato.

Per quanto concerne le attività strettamente medico-infermieristiche, mediante una accurata verifica individuale, laddove possibile, la gestione delle attività più frequentemente svolte dal personale (somministrazione terapie, raccolta campioni biologici per la ricerca delle sostanze stupefacenti, rilevazione parametri vitali, ecc.) ha fruito di una tempistica più dilazionata nel tempo con affidi di medio-lungo periodo, dedicando particolare attenzione all'istruzione dei pazienti sul rischio della diversione e del misuso dei farmaci stupefacenti che i Servizi affidano loro.

Per i pazienti in carico da più tempo sono stati impostati colloqui telefonici di verifica dei bisogni e delle necessità, finalizzati al sostegno psicologico e socio-educativo, per supportarli nella organizzazione pratica della giornata e soprattutto per affrontare e gestire "insieme" la solitudine, l'ansia e la noia.
E' stata intensificata la collaborazione con i Servizi Sociali dei Comuni per un supporto anche sul territorio e più in generale è stata attivata una maggior cooperazione con il privato sociale (gruppi, comunità educative e terapeutiche, Caritas e mondo del volontariato).

In questa situazione di emergenza i Servizi hanno incrementato ambiti quali:
- la prevenzione e dunque l'informazione rispetto alla situazione di emergenza sanitaria ed ai rischi di denuncia conseguenti qualora non venissero rispettate le limitazioni,
- la indispensabilità del proseguimento della "CURA" ri-modulando gli obiettivi dei progetti già impostati,
- la gestione post-emergenza, che rischia di presentarsi come cronicizzazione della fase emergenziale.

L'intervento psico-socio-educativo viene declinato attraverso lo sviluppo della capacità di problem solving, l'attivazione delle risorse individuali e relazionali, il rinforzo della resilienza; nei contesti familiari già privi di risorse e segnati da forte criticità si lavora per sostenere la genitorialità e supportare i compiti evolutivi messi in scacco dall'isolamento e dallo stress.

Tutto questo ha portato gli operatori a lavorare sempre più in profondità sulle categorie del rischio, dell'incertezza, della precarietà e a rinforzare temi quali quello della resilienza e della resistenza (categorie che già appartengono alla quotidianità del lavoro nei SerT ma che in questa situazione diventa il focus intorno al quale impostare interventi mirati).

Gli operatori dei SerT fin dall'inizio della pandemia Covid-19 hanno mantenuto un raccordo forte con i reparti ospedalieri e i Servizi di Salute Mentale per garantire sostegno in situazioni di contiguità offrendo anche servizi integrativi a tutta la popolazione del territorio della ASST Sette Laghi (v. "SETTELAGHI CON TE").

Le équipe dei Ser.T. dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi

30 aprile 2020
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